Ancora una riforma per il Comune di Mineo

La nuova pianta organica riuscirà a riparare i danni e i malfunzionamenti dell’Ente?

Ancora una riforma per il Comune di Mineo

L’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo nel marzo 2014 aveva dato notizia delle novità negli assetti interni dell’Ente comunale pubblicando i documenti relativi alla nuova pianta organica così come era stata riorganizzata dagli amministratori eletti nel giugno 2013. In successivi momenti, grazie alla pubblicazione nell’Albo Pretorio del Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e Servizi nonché di alcune delibere sindacali e determine dirigenziali, erano stati resi noti i dettagli del provvedimento: la ridefinizione delle macro aree – ridotte da quattro a tre – con i relativi servizi afferenti a ciascuna, i capi-area designati, il personale assegnato a ciascuna macro-area e infine l’assegnazione specifica dei vari dipendenti ai diversi uffici.
Già all’epoca si ebbe modo di rilevare che tale provvedimento si configurava come «una mutazione dalle fondamenta della macchina amministrativa locale, che porterà sul breve e medio periodo non poche conseguenze» [1], Allo stesso tempo, appariva singolare il fatto che nessuna traccia di tali intenzioni politiche si trovasse nel programma elettorale della lista “Uniti per Mineo”, né pronunciata in alcuna dichiarazione pubblica. Alcune domande erano state avanzate circa la necessità/utilità di una riforma tanto profonda e anche sulla reale e effettiva adeguatezza dei provvedimenti adottati. Nessuna risposta era venuta dalle sedi ufficiali: solo il tempo avrebbe potuto dire qualcosa sul valore dei risultati ottenuti, tenuto conto che in linea generale «gli enti locali adeguano i propri ordinamenti ai principi di funzionalità e di ottimizzazione delle risorse per il migliore funzionamento dei servizi compatibilmente con le disponibilità finanziarie e di bilancio» [2]. In tal senso poteva apparire conseguente la riduzione a tre macro aree, sempre che tale modifica non fosse causa di malfunzionamenti nelle capacità operative degli uffici. In effetti si rilevava una difformità nella riforma attuata, ove messa a confronto con altri esempi di piccoli Comuni italiani, che avevano in anni recenti riorganizzato i propri uffici secondo un modello ricorrente: area culturale insieme ai servizi sociali, vigilanza unita all’area finanziaria e area tecnica mantenuta a sé stante, viste le sue peculiarità e il già vasto numero di competenze negli ambiti urbanistici, edilizi ecc. Come è noto, il riassetto deciso dalla Amministrazione di Mineo aveva invece creato tre macro aree molto disomogenee, soprattutto tenuto conto dei successivi riaggiustamenti che andavano a ridurre ancora di più i già molto limitati servizi in carica alla terza macro-area, riducendola nei fatti a una micro-area di scarsissimo peso e valore [3]. Inoltre tali riaggiustamenti hanno reso evidente un modo di procedere privo di un progetto preordinato, con l’effetto di produrre un grande disordine nell’attività degli uffici. Lo si era già detto in tempi non sospetti e ancor più si dimostra valido oggi: «l’ente avrà a subire ulteriori modifiche decise dall’alto e fare previsioni sulla solidità e durata del nuovo assetto non è cosa semplice». [4].
Le risposte non sono mai arrivate, ma il tempo è passato. A poco più di un anno di distanza, gli stessi autori della riforma tornano improvvisamente a rimescolare tutto. Ciò dimostra nei fatti che i risultati non hanno soddisfatto le aspettative e le attese che avevano accompagnato quella tanto laboriosa e traumatica operazione attuata sul Comune di Mineo. Vale la pena ricordare che la precedente riforma aveva ambiziosi obiettivi: «l’ottenimento di adeguati livelli di efficienza, efficacia ed economicità» con un «ruolo fondamentale della performance organizzativa ed individuale», insieme all’importanza di sostenere «una cultura del risultato e della meritocrazia». Tutte cose molto ragionevoli, senza dubbio, per arrivare a «conseguire l’obiettivo primario del costante soddisfacimento dei bisogni della comunità locale, onde realizzare i più elevati livelli di rispondenza dell’azione amministrativa al pubblico interesse» [5].
Le sostituzioni avevano coinvolto i vertici delle nuove macro-aree e a suo tempo ci si era interrogati sui motivi di tali scelte. Erano forse legate più a un bisogno di fedeltà politica nei confronti del nuovo potere in carica, che ai livelli di competenze e capacità professionali degli interessati? Si era parlato perciò di “spoil system alla Siciliana”, una prassi inventata localmente che non ha riscontro alcuno nelle leggi in vigore. In ogni caso, la nuova sostituzione che oggi avviene sembra dimostrare che quelle nuove dirigenze non hanno soddisfatto gli amministratori, o per l’una o per l’altra ragione. E così si è tornati a modificare dalle fondamenta quanto era stato deciso, e non è detto che sarà l’ultima volta.
L’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo aveva illustrato i vari passaggi che, dopo la nomina dei dirigenti delle macro-aree, stabiliscono l’assegnazione del personale alle stesse e – in ultimo – il posizionamento di ogni dipendente comunale nelle specifiche mansioni. Si era detto allora e si ripete oggi che, tanto nella precedente riforma come nell’attuale, domina una totale noncuranza delle regole sindacali, che pure sono vigenti su tutto il territorio nazionale quando si operano simili riorganizzazioni: «i dipendenti non vengono spostati arbitrariamente e senza che prima ci sia un loro coinvolgimento nel processo decisionale; operare secondo i princìpi di rispetto dei lavoratori significa che le persone assunte non sono oggetti inanimati, soprammobili da traslocare a gusto e piacimento del primo politico che passa. Eppure ciò è accaduto, nel silenzio della pubblica opinione, della politica e dell’informazione» [6]. Un anno fa si faceva rilevare in aggiunta che «i sindacati – presenti all’interno del Comune con rappresentanze regolarmente elette – non si siano pronunciati in merito all’intera operazione […]. Sarebbe stato molto utile un soggetto operante nell’interesse collettivo dei dipendenti comunali, e invece gli eventuali disagi procurati al personale si configurano solo come questioni individuali singole. In questo modo il sistema delle relazioni con il datore di lavoro si mostra gravemente sbilanciato a vantaggio di quest’ultimo, mentre l’azione del sindacato dovrebbe appunto servire da elemento riequilibratore dei rapporti di forza a tutela del soggetto più debole». Se a suo tempo era stata sottolineata come anomala l’eventualità di un conflitto di interessi tra il ruolo di rappresentante sindacale e l’inquadramento come Capo del Gabinetto del Sindaco, oggi ci troviamo di fronte al perdurare di tale condizione, con l’aggravante dell’avvenuta elezione del medesimo soggetto alla carica di rappresentante sindacale Rsu [7].
In precedenti scritti – ai quali si rinvia per completezza di trattazione – erano state esaminate nel dettaglio le caratteristiche della riforma dell’Ente attuata nel 2014 e si rinviava a una successiva valutazione dilazionata nel tempo per un giudizio di merito riguardo ai presunti miglioramenti complessivi. L’esperienza operativa e i risultati mostrati dall’Ente a seguito dei cambiamenti apportati dallo scorso anno parlano chiaro, a prescindere dagli ultimi ripensamenti degli amministratori: gli spostamenti delle dirigenze e del personale hanno determinato inefficienze a catena, difficoltà di dialogo tra i vari uffici, scarsa capacità di recepimento delle richieste dei cittadini e, nel complesso, un cronico rallentamento nelle risposte erogate dell’Ente [8].
Il 16 luglio 2015 è stato approvato con delibera di Giunta n. 124 il Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi, con allegata dotazione organica. Il 10 agosto successivo la delibera di Giunta n. 130 ha approvato il nuovo organigramma. Per quanto concerne il numero complessivo dei dipendenti in forza al Comune di Mineo, emerge che mentre fino al 31 dicembre 2013 la dotazione ammontava a 72 unità, alla stessa data dell’anno seguente si avevano 69 unità e oggi il numero si è ridotto a 66, il che apre prospettive di nuove assunzioni, come già era stato detto alcuni mesi fa [9].
Si configura come una sostanziale marcia indietro la decisione di tornare a quattro macro-aree, che sono così denominate: Economico-Finanziaria; Affari Generali, Amministrativa e Servizi alla Persona; Servizi al Territorio; Vigilanza.
La dirigenza delle nuove Macro-Aree vede un ricambio quasi completo. Fa eccezione l’area di Vigilanza, forse soltanto per l’impossibilità di trovare altri soggetti aventi le necessarie caratteristiche. Così l’area Economico-Finanziaria è stata affidata a una figura esterna all’Ente di Mineo, che ha una disponibilità limitata di tempo da dedicare alle numerose e rilevanti incombenze di quegli Uffici, viste anche le criticità di bilancio, che si vanno facendo sempre più evidenti e gravi. L’area Affari Generali recupera una figura dirigenziale che già era stata in carica durante le precedenti sindacature, alla guida dello strategico settore dei Servizi Sociali. Anche per l’area dei Servizi al Territorio la scelta degli amministratori è stata quella di “tornare all’antico”, vista la catastrofica esperienza conseguente all’aver affidato complesse questioni tecniche a una persona dotata di un percorso formativo totalmente diverso. Anche in questo caso c’è da chiedersi se la scelta attuale sia dovuta all’apprezzamento per il lavoro svolto dal soggetto in questione a suo tempo o alla mancanza di alternative cui affidare la dirigenza,, in attesa della sentenza di Cassazione.
La macro area Economico-Finanziaria ha una dotazione di personale molto modesta rispetto al passato, forse insufficiente sebbene sia stato assegnato a un’altra macro area il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche. Inoltre ciò costituisce un’anomalia perché vengono così separati ambiti burocratici che hanno natura affine tra loro, quali sono tutti i servizi comunali a richiesta come per esempio l’acqua e la spazzatura.
Ben trentacinque dipendenti su sessantasei vengono assegnati alla macro area Affari Generali, la quale comprende al suo interno i servizi più disparati. Si va dalla segreteria ai servizi per l’infanzia, dai servizi informatici all’archivio storico, dallo spettacolo all’anagrafe e via elencando. Un vastissimo universo che produce notevoli difficoltà di gestione, come si potrà constatare nei prossimi mesi.
Altri diciassette dipendenti si ritrovano all’interno della macro area Servizi al Territorio, nella quale è stato inserito anche il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, più pertinente all’area finanziaria. Infine l’area di Vigilanza viene rafforzata con l’assegnazione di due geometri, ai quali è affidato il servizio “Ambiente” e cioè la gestione delle discariche, dei rifiuti solidi urbani, del depuratore ecc.
Pur avendo aumentato il numero delle macro-aree a un totale di quattro, tuttavia una figura dirigenziale che era stata precedentemente posta al comando di una area si trova oggi sprovvista di un ruolo adeguato. Si aggrava perciò la condizione di “mobbing dirigenziale”, non è chiaro se ciò sia avvenuto in conseguenza dei non esaltanti risultati prodotti dalle attività e iniziative connesse alle celebrazioni dell’Anno Capuaniano, l’unico incarico che era stato dato a tale dirigenza [10].
In una prossima puntata, l’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo esaminerà le scelte dell’Amministrazione nell’assegnare il personale alle Macro-Aree, scelte che dovrebbero essere effettuate secondo criteri strettamente connessi all’inquadramento contrattuale e alle competenze professionali. In seguito si potrà illustrare e valutare l’assegnazione per ciascun dipendente, contrattista o Asu alle mansioni secondo le scelte imputabili ai capi Area. Ancora una volta, si cercherà di stabilire il quadro di un reale beneficio oppure di un concreto svantaggio che verrà a riceverne d’ora in poi l’utente finale che si rivolge all’Ente comunale: il cittadino pagatore delle tasse. Come già ricordato tempo addietro, «occorre considerare che ogni errata assegnazione di personale non idoneo a mansioni che corrispondono a inquadramenti diversi si traduce in due ordini di conseguenze negative. Da un lato ne derivano inevitabili inefficienze e disagi per gli utenti del servizio, che a parità di costi mostra di non corrispondere a soddisfacenti livelli qualitativi. Dall’altro si ha un danno per gli stessi dipendenti comunali, che in tali casi si ritrovano in una condizione lavorativa penalizzante sotto vari aspetti. Nel corso degli anni le leggi sul lavoro hanno ben definito e sazionato le tipologie di danni provocati da dequalificazione o emarginazione lavorativa – mobbing gerarchico o ambientale – o per altre forme di costrittività organizzativa. Sebbene ancora in Italia non esista una legge specifica sul mobbing, il Codice Penale permette di inquadrare questa realtà ove riscontrata in altre fattispecie di reato, quali le lesioni personali gravi o gravissime. Il conseguente danno biologico è disciplinato dalla legge il risarcimento è a carico dei responsabili». [11]

Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo

Note:

1 La riorganizzazione del Comune di Mineo (I parte), 29 marzo 2014.
2 Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali, D.lgs. n. 267/2000, parte I, titolo IV, Capo I, art. 91(1).
3 Cfr. Nuovi cambiamenti nell’organigramma del Comune di Mineo, 13 maggio 2014.
4 L’area dei Servizi culturali del Comune di Mineo: fiore all’occhiello o Cenerentola emarginata?, 21 maggio 2014.
5 Regolamento dell’organizzazione degli Uffici e dei Servizi, delibera di Giunta n. 26 del 23 gennaio 2014.
6 La riorganizzazione del Comune di Mineo (II parte), 7 aprile 2014.
7 Cfr. La nuova rappresentanza sindacale Rsu nel Comune di Mineo, 10 marzo 2015.
8 Cfr. La riorganizzazione del Comune di Mineo (III parte), 10 maggio 2014.
9 Cfr. Nuove assunzioni in vista, si liberano cinque posti al Comune di Mineo, 5 novembre 2014.
10 Cfr. È troppo tardi per salvare l’Anno Capuaniano?, 25 febbraio 2015.
11 La riorganizzazione del Comune di Mineo (II parte), cit.

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