Mineo tra presente e futuro: analisi e proposte

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Tavola rotonda pubblica organizzata dal Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima e dall’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo il 12 giugno 2015.
Microfono aperto ai cittadini, alle associazioni e ai rappresentanti delle organizzazioni politiche del paese.

Interventi di: Nella Risuscitazione, Chiara Cutrona, Riccardo Favara, Agrippino Todaro, Giuseppe Roccuzzo.
Moderatore: Leone Venticinque.

Leone Venticinque – Buonasera a tutti, saluto chi ha voluto essere presente a questo incontro. Vorrei che nel panorama locale ci fosse più concorrenza con altre occasioni simili, ma non ce ne sono. Altri potevano fare qualcosa del genere, in spazi privati o pubblici, in piazza o in strada ma così finora non è stato. Ci siamo visti non molto tempo fa, però ci sono state molte novità, tanto che secondo noi non è superfluo cominciare a ragionare e a riprendere in mano una forma di riflessione condivisa su quelle che possono essere le nostre prospettive, come dice il titolo dell’incontro riferito a “presente e futuro”. Al consigliere Risuscitazione vorrei chiedere di introdurre l’argomento dell’attualità, con i meccanismi e processi istituzionali che sono ancora in corso e devono arrivare a compimento. Va detto che già nel precedente incontro da parte dei consiglieri erano stati espressi un indirizzo di volontà e di auspicio, con delle riserve in attesa delle evoluzioni. Bene, le evoluzioni sono avvenute e ormai si capisce abbastanza bene quale sarà l’esito di qui a breve termine. Consideriamo anche il fatto che non siamo l’unico Comune coinvolto, per esempio a Vizzini il movimento “Cambiamo Vizzini dal basso” si sta adoperando per affrontare i problemi creati dagli amministratori locali. Con il consigliere Risuscitazione la volta scorsa eravamo rimasti in attesa di poter parlare di un tema specifico come la gestione dei rifiuti e dei progetti innovativi in questo settore, forse possiamo rimandare ancora e chiarire oggi invece cosa si prevede di fare in Consiglio Comunale, anche alla luce del comunicato del gruppo “Per la città”.

Nella Risuscitazione – (4.30) Subito dopo gli eventi che sappiamo, abbiamo presentato insieme al “Gruppo misto” la richiesta di fuoriuscita dal Consorzio “Calatino terra d’accoglienza”. Già il sindaco di Mineo aveva dichiarato che, anche se il consiglio di amministrazione del Consorzio dei Comuni non avesse voluto procedere all’autoscioglimento, era sua intenzione dimettersi da presidente. Comunque ci sembrava giusto il passaggio in Consiglio Comunale per la revoca, visto che a suo tempo l’entrata del Comune di Mineo nel Consorzio era avvenuto con l’approvazione del Consiglio. A quanto pare è stata scelta la via più veloce, perché secondo lo statuto la fuoriuscita dal Consorzio avrebbe comunque prolungato la permanenza fino al 31 dicembre dell’anno in corso, mentre l’autoscioglimento ha efficacia immediata. Le motivazioni dello scioglimento non sono legate a “Mafia Capitale”, ma alla comunicazione della Corte dei Conti che ha contestato il finanziamento del Consorzio attraverso la quota di 40 centesimi per ciascun ospite del Cara. Erano soldi che dovevano servire a pagare i dipendenti che provenivano dai vari Comuni e per le varie sagre, fatto che secondo la Corte dei Conti non è giustificabile e perciò i soldi vanno restituiti. Dunque lo scioglimento del Consorzio “Calatino terra d’accoglienza” deriva da questo problema amministrativo.

Leone Venticinque – Secondo te, rispetto alla ragion d’essere del Consorzio dei Comuni, nel momento in cui come soggetto attuatore e stazione appaltante aveva concluso il proprio compito già l’anno scorso con lo svolgimento della gara d’appalto, visto che la gestione passava all’associazione temporanea di imprese vincitrice dell’appalto, il Consorzio dei Comuni aveva altri motivi per continuare a esistere?

Nella Risuscitazione – Noi e anche altre espressioni dell’opposizione abbiamo chiesto più volte che il Consorzio dei Comuni svolgesse un’attività di controllo della gestione, come normalmente avviene quando si affida un appalto, l’affidatario dovrebbe seguire come procede il lavoro, intervenire se qualcosa non va ecc. Avevamo chiesto che nel Consorzio dei Comuni fossero istituite delle commissioni per occuparsi delle tante segnalazioni che erano state fatte. Per esempio noi abbiamo posto il problema delle donne sole non accompagnate, lo sfruttamento della prostituzione e quant’altro, affinché fossero accompagnate negli Sprar per essere tutelate. Altra problematica era quella della droga nel Cara e problemi del genere, inoltre sarebbe stato importante il ruolo del controllo sui vari appalti. Nell’aprile 2014 abbiamo potuto visitare il Cara, abbiamo chiesto com’era la situazione alla mensa per la preparazione dei pasti. Ci hanno risposto che erano in grado di erogare mille pasti l’ora. L’orario della mensa era dalle 12 alle 14.30, per un totale di 2500 pasti. Abbiamo chiesto “E tutti gli altri?” Ci è stato risposto che facevano a turno, in pratica saltavano il pasto. Poi ci sono le garanzie da dare all’esterno del Cara, i problemi che hanno investito gli agricoltori, ce ne siamo occupati anche in Consiglio Comunale chiedendo conto della promessa riguardante rimborsi per chi aveva avuto danneggiamenti anche in occasione delle rivolte che c’erano state, i famosi tre milioni di euro a questo dovevano servire.

Leone Venticinque – Nell’ultimo comunicato che avete fatto si ricorda la richiesta di dimissioni del sindaco fatta a dicembre, ribadita poi con un manifesto. Qual’è il nesso tra il ruolo di sindaco e quello di presidente del Consorzio dei Comuni?

Nella Risuscitazione – Io penso che un’attività politica non è un’attività lavorativa, sono due cose distinte e separate. Nel fare politica ti esponi, parli con la gente, ottieni fiducia dai cittadini che mettono il futuro della città nelle mani di poche persone: sindaco, giunta e consiglieri. Se qualunque cosa lede la fiducia che l’elettore può aver avuto nei riguardi di quella persona, per una non buona gestione di ciò che mi era stato affidato, penso che sia un dovere fare un passo indietro in modo che la città possa dare fiducia a qualcun altro. Non abbiamo firmato un contratto di lavoro per cui dobbiamo difendere il posto di lavoro con le nostre credenziali, perché abbiamo più punti degli altri o cose del genere. In quel caso le dimissioni si potrebbero intendere come un’ammissione di colpevolezza. Penso che adesso il rapporto di fiducia nei confronti di questa Amministrazione sia in una condizione molto critica. Ecco perché noi chiediamo di riconoscere che in questo momento la città non può avere più fiducia. Se si riconosce che ci ci ha votato ha dei dubbi sul modo di gestire il governo della città, credo sia più coerente dire che siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile. La colpevolezza la stabiliranno altri, ora è necessario dare spazio a persone alle quali i cittadini daranno una nuova fiducia. Questo è il suggerimento, le dimissioni non si mettono a votazione ma sono un atto personale, ciò riguarda il sindaco e chi la sta sostenendo, nella Giunta e in Consiglio. Se si ha la percezione che c’è una forte crisi di fiducia si fa un passo indietro e si pensa a risolvere i propri problemi, invece di continuare a insistere. Inoltre, quando si diventa sindaco si ha questo ruolo nei confronti di tutta la città quindi si ha il dovere di guadarsi lo stesso rispetto da parte di tutti i cittadini, soprattutto del sessanta per cento che non ti ha votato. Non credo che siamo in queste condizioni, sia secondo il sessanta per cento che anche per il quaranta che aveva fatto quella scelta due anni fa. Penso che anche chi l’ha votata potrebbe apprezzare il gesto, se lei facesse questo atto di onestà intellettuale e di amore per la città. Amare il proprio paese vuol dire anche separare la storia del paese dalla propria storia personale, che farà il suo corso con le connesse vicende giudiziarie, che sono state il frutto di scelte ben precise.

Leone Venticinque – Finora abbiamo personalizzato molto il discorso centrandolo sulla figura del sindaco. In parte è inevitabile anche perché la legge elettorale dà al sindaco una funzione centrale. D’altra parte, volendo guardare a ciò che ci aspetta sia come cittadini e anche per chi sarà candidato o facente parte di proposte politiche in qualsiasi forma, senza nulla togliere al suo ruolo specifico un sindaco non fa tutto da solo, non è una monade totalmente svincolata dai rapporti con la Giunta e i consiglieri di maggioranza. Nel caso specifico che riguarda Mineo, mentre le altre due liste che si sono presentate alle elezioni – “Mineo prima di tutto” e “Identità e futuro” – non avevano al proprio interno un retroterra socio-economico o specifico, omogeneo e monolitico. A monte non c’era un fattore che fosse preesistente e persistente. Invece la caratteristica particolare di “Uniti per Mineo” che dobbiamo prendere in considerazione – altrimenti saremmo miopi nell’analisi del contesto – è che si riferisce al mondo del terzo settore. Ne consegue che, al di là delle opinioni politiche, questo dato è un elemento strutturale del contesto, che tra l’altro ora siamo anche portati a valutare nella sua reale solidità perché il terremoto politico e giudiziario ha portato tra l’altro alle dimissioni del presidente di SolCalatino. Perciò non sappiamo più quali saranno i punti di riferimento per tutto un mondo di persone che sono cittadini, lavoratori e elettori che si sono riconosciuti in quella saldatura tra l’elemento economico, occupazionale e politico elettorale, saldatura nella quale ha allignato il conflitto di interessi. Cosa ne sarà di questo mondo? Come troverà una sua nuova formula di rappresentanza? Il consigliere Risuscitazione come vede Mineo alle prese con una nuova tornata elettorale?

Nella Risuscitazione – Forse noi consiglieri in questo momento siamo così dentro a tutta questa “storiaccia” da non riuscire a pensare a cosa potrà accadere più avanti. Penso che tutto ciò che ha ruotato attorno al mondo delle cooperative, del consorzio SolCalatino ecc. finora ha vissuto una dimensione vincolata. Se riusciranno a svincolarsi, forse le dinamiche che appartengono alla società civile possono essere più libere di aggregarsi. Credo che ciò che è mancato è stata la libertà reale di aggregazione, al di là del fatto che poi quel determinato settore si sia aggregato per quelle particolari motivazioni o meno. In futuro mi auguro che tutte le dinamiche che sono state presenti in passato e che ora si stanno muovendo – lo si percepisce – riescano a trovare una sintesi di intenti che però sia una sintesi libera. Quando c’è libertà c’è leale confronto, un bel dibattito, anche con toni forti ma alla fine “quando si sciarriano i mulinari a farina veni bona”. Ma è necessario un dibattito reale e libero. Auguro questo a Mineo, che possa iniziare a aprirsi un periodo di confronto e di dibattito democratico che sia assolutamente e finalmente libero.

Leone Venticinque – Speriamo che si possa raggiungere davvero questo obiettivo, senza che sia necessaria una forma di “quarantena” con tre anni di commissariamento in modo che niente e nessuno delle superstiti formule di condizionamento basate sul potere materiale possano ancora sperare di traghettare i tanti veterani di questo sistema nel prossimo periodo. Il commissariamento può essere la cura necessaria se il male è molto grave.

Nella Risuscitazione – Da più di un mese quando ci incontriamo con gli altri consiglieri di opposizione mi capita di dire che non vedo nel commissariamento un dramma né una tragedia. Alla luce di ciò che è successo la scorsa settimana io lo vedo ancora più necessario e sarebbe una buona cosa riuscire a convergere su questa posizione con gli altri cinque consiglieri di opposizione e magari anche con qualche altro consigliere. Noi nel Consiglio siamo in una empasse completa, non stiamo servendo la città, pur con tutte le buone intenzioni individuali di ciascuno. Saremo di fronte al problema di approvare i bilanci, mi ricordo il preventivo dell’anno scorso, quando noi abbiamo tentato mille modifiche e non ne abbiamo ottenuta neanche una. Il bilancio arrivò in Consiglio blindato, pochi giorni prima erano stati sottratti sessantaquattro mila euro, girati con un emendamento tecnico e fu preclusa a tutti i consiglieri ogni possibilità di intervenire. Non ho molta fiducia sul bilancio che verrà presentato ora, comunque la legge dice che se il Consiglio non approva viene sciolto in quanto organo inadempiente. Significherebbe continuare a dare ossigeno a una situazione che secondo me non ne ha più bisogno perché noi non siamo nelle condizioni di cambiare una virgola. Sono due anni che ci proviamo, anche quando si riesce a mettere dei soldi in un capitolo di spesa poi sono stati spesi per altro. E allora se non condivido una virgola dell’azione politica di questa Amministrazione, perché devo sostenerla con il mio voto? È più naturale che il sostegno venga dalla maggioranza, se la maggioranza non ha i numeri è un suo problema. La minaccia dell’arrivo del commissario, che viene agitata spesso, implica che verrebbe a mancare il controllo sull’operato di chi governa. Non vedo nessuna differenza con la condizione in cui ci troviamo ora, quindi ritengo che l’atto di tagliare l’ossigeno sia un atto politico, sul quale spero che raggiungeremo l’accordo con tutti gli altri. Se il sindaco non è capace da sola di rendersi conto che la situazione non può andare avanti così, almeno inizi il Consiglio e poi ognuno si prende le proprie responsabilità, le dimissioni sono un atto personale.

Leone Venticinque – A quanto pare, se l’Amministrazione dovesse cadere si andrebbe a elezioni tra undici mesi, a maggio 2016, quindi il periodo di commissariamento non sarebbe poi così lungo. Solo nel caso di un Comune sciolto per mafia i tempi di commissariamento si allungano indefinitamente.

Chiara Cutrona – (38.15) Sulla questione del commissariamento e delle dimissioni dei consiglieri ne abbiamo parlato anche ieri sera alla riunione di comitato, esaminando l’ipotesi che il sindaco non si dimetta. Pensiamo che dovrebbe farlo perché non è più in condizione di governare in modo chiaro e corretto. In ogni caso lo scioglimento del Consiglio appare un atto necessario, ogni giorno c’è una novità, stamattina si è saputo che il Consorzio SolCalatino non farà più parte di Sol.Co Catania, questo arriva dopo le dimissioni del presidente di SolCalatino, può essere che lunedì non avremo più nemmeno il sindaco quindi è da valutare giorno per giorno quello che succederà, ci sono novità quotidiane e dobbiamo stare al passo con le notizie e con i tempi. Anche noi come consiglieri del “Gruppo misto” stiamo pensando a questa possibilità di ridare dignità a un paese che ultimamente è passato alle cronache come sappiamo. Io non penso che sia tutto il paese, non è così, non tutti i cittadini sono stati tacciati di tutto quello che abbiamo sentito in questi giorni, ma ovviamente se si parla di un sindaco, di una Giunta e di un Consiglio Comunale – nel quale noi abbiamo la maggioranza – l’immagine che passa non è delle migliori. Inoltre, noi non abbiamo intenzione di avere a che fare con una Giunta e con un sindaco che porta in Consiglio Comunale determinate proposte, che potrebbero anche essere lodevoli però io non posso avere più fiducia in una Istituzione, a prescindere dalla persona, e quindi non posso essere collusa con questa situazione, quindi è anche una questione di salvaguardia della propria persona e del proprio ruolo. Infine, oggi abbiamo saputo che lunedì è stato convocato questo Consiglio, dato che il nostro paese in questo momento è al centro dell’attenzione, abbiamo chiesto perché ci sembrava giusto avere delle spiegazioni da parte del sindaco in merito a quello che sta succedendo. Abbiamo visto che è andata a fare delle interviste, ha fatto dei comunicati per la stampa, ha parlato pure con la BBC, però né ai cittadini né ai consiglieri è stata data un minimo di spiegazione. Noi sappiamo soltanto qualcosa dai giornali e dalle interviste che sono uscite in rete. Inoltre abbiamo saputo tramite un comunicato su facebook che il sindaco non sarà presente lunedì perché aveva già preso un impegno, come succede di solito quando si deve parlare di qualcosa di scottante o che la riguardi, per coincidenza succede ogni volta. Ci chiediamo perché parlarne solo in tv e non fare un incontro con i cittadini, oppure un comizio? C’è di buono in questo Consiglio di lunedì che porteremo al voto la diretta audio-video dei Consigli Comunali, finalmente, la avremo per i futuri consiglieri.

Leone Venticinque – Vorrei rimandare il dibattito politico sul futuro a un prossimo incontro, perché la dimensione propositiva e dialogante che anche Nella Risuscitazione ci ha proposto oggi merita attenzione. Dobbiamo parlare al plurale di “opposizioni”, però effettivamente nel cammino e nel percorso sono state trovate delle affinità. In una fase a venire di ricostituzione delle proposte politiche che i cittadini poi valuteranno, chiamati a decidere su chi governerà per i prossimi anni, secondo me sarebbe buona cosa se – come eravamo riusciti a fare due anni fa – vengano evitate delle pregiudiziali, che ostacolano le alleanze in una lista. Purtroppo anche ultimamente invece certe pregiudiziali si sono viste e operano a prescindere dalle proposte che vengono fatte, per motivi di collocazione ideologica o di orientamento elettorale nazionale ecc. Così si creano ostacoli insormontabili, diventa impossibile fare alleanze con qualsiasi cosa che non sia lo specchio, il clone di noi stessi. Riprendo qualcosa che già è stata detta nel precedente incontro. Spero che rimanga un caso isolato, come forma mentis e come formula operativa, anche perché in fondo saremmo tutti legittimati a dire “è capotavola dove mi siedo io”. Ci scontriamo su questo e poi? Oppure, possiamo lasciare da parte queste cose, evitiamo condanne prioritarie che non considerano ragionamenti, capacità di analisi delle necessità del paese, capacità di rappresentarlo. Come se ci fosse un “peccato originale”, l’errore sta nel non appartenere a quel determinato partito. Per fortuna è un caso isolato, se si dovesse avere un contagio in questo senso non potremmo fare un passo in nessuna direzione, mentre invece due anni fa avevamo dato prova di essere capaci di fare una lista civica con la “c” maiuscola, con una bella dialettica tra i componenti e che secondo me i problemi maggiori li ha avuti nei “marosi” che si è trovata a affrontare, piuttosto che per difficoltà interne. Ripartiamo dal meglio che abbiamo dimostrato di saper offrire e non dalle espressioni di umoralità, rancore, astio. Il mandato che il paese ci consegna non è quello di fare un “grande fratello” dove si litiga in continuazione. In ogni caso, alle prossime elezioni sia nell’ipotesi che ci ritroveremo brandelli dell’attuale Amministrazione che ancora cercano di riproporsi, oppure se saremo effettivamente liberi, dovremmo considerare che la libertà è una cosa bellissima ma implica delle responsabilità, perché usarla per perdere tempo a litigare su cose futili non sarebbe bene per il paese. Dovremo essere liberi di usare al massimo le nostre professionalità e le nostre capacità di proporre. Vorrei ora dare la parola all’amico Agrippino Todaro, compagno di tante lotte e attività. Ho il privilegio di parlare con lui molto spesso, oltre che poter attingere al suo enorme archivio che ho saccheggiato in più occasioni. Qui lo sentiamo a titolo personale come cittadino molto informato, soprattutto sulle politiche culturali di Mineo. Guardando questo contesto sul lungo periodo, considerata anche la precedente Amministrazione, come ti sembra che siano andate le cose per la cultura a Mineo? Qualcuno ha fatto una gita a Santa Margherita e ha fotografato i porcellini…

Agrippino Todaro – (56.45) Saluto tutti i presenti. Riguardo alla vicenda del Cara, sappiamo come è nato e poi come è andata a finire. Non avrei voluto che Mineo fosse sulla bocca di tutti in questo modo, non solo in Italia ma anche fuori, ma piuttosto per altri buoni motivi. Si è andati tutti per il Cara e si è tralasciato il centenario del Capuana. Poi c’è l’altro bel regalo che al più presto verrà tolta anche la scuola a lui intitolata, e non ci sono politici interessati a questo problema gli interessi li hanno solamente al Cara. Ma gatta ci cova perché a lungo andare è successo quello che pensavamo, è andata a finire a Quarantotto perché hanno gestito in malafede. Dove ci sono molti soldi ci sono anche molte ruberie. Per quanto riguarda Capuana, se arriva qualche studioso e vuole sapere dove sta Villa Santa Margherita, cosa gli diciamo? Che c’è la capra che fa i capretti e il maiale che fa i maialini? Che è venuto tutto giù? L’anno capuaniano mi sta sembrando un flop, la prima giornata fu simpatica ma la seconda a Catania è stata proprio un nulla di fatto, e così poi non se n’è parlato, si doveva fare il libro, e altre cose. Vediamo come va a finire, mi auguro che sarà meglio di come è partita ma ho i miei dubbi. Io mi batto per tante cose nel campo culturale, ma a Mineo non ci si interessa e questi sono i risultati. Riguardo al Cara di Mineo ho sempre pensato che i profughi andavano divisi in parti uguali tra tutti i Comuni del Consorzio “Terra d’accoglienza” e non metterli tutti qua, con il risultato che si è avuto per l’immagine di Mineo. Le persone che sono amanti della cultura vengono e senza chiedere niente agli assessori io la prossima domenica accompagnerò un bel gruppo di giudici, avvocati e dottori che vengono da Ragusa, senza dire niente dell’assessore ai beni culturali e se mi chiedono dirò che forse “i’ttaccaru”.

Leone Venticinque – Nel passare la parola a Riccardo Favara, vorrei sottolineare che ultimamente lui non ha mancato di far sentire le sue opinioni e il suo punto di vista attraverso facebook. Già ne abbiamo parlato telefonicamente oggi, non so se la causa è quel mezzo particolare di comunicazione o se sono le persone, ma capita che questa brutta situazione in cui ci troviamo – che per altri è ancora più brutta, noi possiamo guardarla con dispiacere – fa anche perdere il controllo e il senso della misura in certe polemiche. C’è chi è abituato a andare avanti a querele, il che è anche legittimo, ma a volte si intasano i tribunali con cause e processi senza testa né piedi, però quando ci sono dei dati di fatto di mancanza di rispetto sul piano personale si hanno poche alternative tra la resa dei conti diretta con una rissa oppure l’uso degli strumenti messi a disposizione dalle leggi. Ma forse Riccardo si rende conto delle condizioni in cui si trovano determinati soggetti e le loro famiglie. Noi, con la vostra partecipazione e aiuto, stiamo provando a proporre dei momenti di dialogo su quello che il paese sta passando e sulle sue prospettive. Spero che ci saranno altre occasioni e che man mano potremo aumentare lo spazio per le proposte, visto che ancora tendiamo a rimanere molto sull’analisi dell’attualità e sul vissuto contemporaneo. Abbiamo già messo in rete il precedente incontro, si potrà riascoltare anche questo. Pensiamo che sia questo l’unico luogo nel quale si sta parlando di politica a Mineo? Ovviamente no. Qual’è la differenza? Che gli altri luoghi li possiamo solo immaginare, ne possiamo immaginare i partecipanti e il tono dei discorsi. Io preferisco questa formula pubblica perché non vedo ragioni per la segretezza, cosa va tenuto segreto? Si dice “non scopriamo le carte”, ma quali sono le carte, qual’è il gioco, dove sta la posta in gioco? Poi “si rischia di bruciare la candidatura”, bisogna fare finta di non essere interessati a ciò che invece interessa moltissimo. Può essere presto parlare della prossima lista, ma non è certo un argomento tabù. Io esprimo personalmente un giudizio di valore, di differenza e distinzione tra i due metodi, tra gli incontri pubblici e quelli segreti. Penso che Mineo abbia vissuto per tantissimi anni la formula che ha operato per il distacco dai cittadini, per mantenere lontano il mondo della politica e voler tenere all’oscuro la partecipazione pubblica. Secondo me tutto ciò va superato. Spero che col tempo sempre più luoghi pubblici come questo diventino i laboratori delle nuove proposte di amministrazione e di conduzione del paese piuttosto che luoghi oscuri, di cui a pensar male si può anche avere ragione.

Riccardo Favara – (1.07.45) Grazie a tutti i partecipanti, mi aspettavo di trovare più gente ma non mi meraviglio assolutamente perché a Mineo la maggior parte delle persone vede questi incontri come espressione delle opposzioni che possono riorganizzarsi, quindi c’è un boicottaggio di fondo che si attua da quella “mano lunga” dell’Amministrazione che sul piano mediatico e nazionale è molto compromessa ma all’interno del nostro popolo è molto permeante, forse oggi ancora più di ieri, perché probabilmente hanno raffinato quelle tecniche che li hanno fatti forti anche dal punto di vista della permeabilità all’interno del tessuto sociale proprio perché dovendosi nascondere da quelle che possono essere le intercettazioni ambientali ecc. si sono stretti sempre più in questi incontri sempre più privati e personali dove magari si nascondono i telefonini, si mettono in un’altra stanza. Sono tornati di nuovo anche i “pizzini”, lo sappiamo tutti, magari non si dice che basta poco per beccarsi una querela, c’è chi se ne fa una beffa e c’è chi invece si spaventa, perché a Mineo sono arrivati interessi di tipo mafioso, tanto nel tessuto politico che in quello sociale con i noti meccanismi del voto di scambio e delle promesse di lavoro. Ricordiamo quali sono state le percentuali di voto prese a Mineo dal Ncd rispetto alla media nazionale, sappiamo tutti che c’è qualcosa che dovrebbe far riflettere, non sono solo belli e bravi ma c’è qualcosa dietro che non ha nulla a che vedere con la politica né con la normale dialettica della democrazia o con la dinamica del lavoro ecc. Di recente ho scritto su fb quelli che sono stati i passaggi che hanno portato alla formazione del Cara e alla fase attuale. Quando è nato non lo voleva aprire nessuno, il sindaco Castania disse “no, assolutamente, a Mineo arriverà la mafia, gli interesse economici sono tanti e forti”. Forse quello che sta mancando all’odierno Consiglio Comunale è l’esperienza e la conoscenza storica locale, nessuno di loro è mai stato consigliere prima, mentre dall’altra parte ce ne sono molti che hanno una lunga carriera politica alle spalle. Inoltre noto una mancanza di forma, ognuno fa le proprie scelte con poco senso di responsabilità rispetto al gruppo di riferimento. Quando ero consigliere e capogruppo di opposizione non c’è stata mai una scelta di voto favorevole ai bilanci, facevamo le nostre mozioni di modifica, venivano bocciate e votavamo contro i bilanci. Secondo me il gruppo di “Uniti per Mineo” guidato dal suo coordinatore politico ha preso il peggio della precedente Amministrazione, tra cui la capacità di indirizzare gli organi dirigenziali del Comune come i capo area che non danno mai il parere all’opposizione, mentre alla maggioranza lo danno subito e pure favorevole, prendendosi a volte delle responsabilità serie, ma finora negli ultimi vent’anni è andato tutto bene. Questa Amministrazione sarebbe dovuta cadere già da molto tempo, il gruppo “Noi Mineo” uscì dopo soli 38 giorni dall’inizio di questa triste avventura perché abbiamo scoperto quanto potevano essere lestofanti queste persone. Per quanto riguarda il futuro non sono molto ottimista, quando il mio gruppo ha fatto la scelta sbagliata di aderire a “Uniti per Mineo” è stata una scelta politica e di numeri, perché andando con loro si vinceva. Io ero contrario, ho accettato perfino gli incontri con Castania e Siragusa, quando si trattò di scegliere tra Aloisi e Mistretta io mi pronunciai a favore del secondo, la maggioranza decise diversamente, qualcuno lasciò il gruppo. L’esperienza di assessore poi è stato un vero incubo, per fortuna durato solo un mese. In prospettiva, bisogna restaurare una dialettica aperta come è questa sede, a differenza di altri che si vedono di nascosto nello scantinato, ma ci vuole una vera volontà da parte sia degli attori potenziali della politica futura, sia da parte dei cittadini di scegliere e comprendere che è questa la via da seguire. A mio avviso Mineo difficilmente lo farà, si vede dall’omertà che stiamo vivendo quotidianamente, visto che oggi ti devi quasi spaventare a parlare di politica in un bar e a pronunciare un nome, che altri ti dicono di non parlare, che si rischia la pelle. Mineo pur non avendo avuto un trascorso di storia mafiosa è riuscito a abbracciare in una maniera incredibilmente propositiva e originale questo progetto mafioso, poi con risultati bassi e che hanno impedito la crescita sociale. Si è abbassato molto il livello culturale, i giovani che hanno studiato sono andati via perché non trovavano nulla, l’imprenditorialità è totalmente defunta, l’agricoltura anche peggio oltre a pochissimi giovani che ancora ci provano. Se saremo insieme forse riusciremo a fare una bella lista, magari si riuscirà a procedere più democraticamente anche con lo strumento delle primarie per identificare il candidato sindaco, forse ci saranno molte liste, non lo sappiamo. Comunque penso che sarà molto difficile avere un gruppo capace di risolvere i problemi che ci sono, perché vedo l’ombra del passato perfino rafforzata, si sente dire in questi giorni con l’emergere delle porcherie “si stava meglio quando si stava peggio”. Chi oggi è al potere qualsiasi cosa succeda – anche se il Comune verrà commissariato, si andrà a nuove elezioni e ci saranno degli arresti – comunque quel gruppo è talmente forte e incardinato perché ha costruito la propria forza sul ricatto economico delle persone, sul ricatto generazionale per cui si ha un futuro se si sta con loro altrimenti si è morti perché si viene messi alla fame. La cooperazione sociale continuerà a persistere, potranno cambiare gli interlocutori di governo – Forza Italia, Cinque Stelle o altri – ma alla fine saremo sempre allo stesso punto, servono i voti e l’elettore chiede in cambio il lavoro. Poi c’è chi il lavoro l’ha promesso e poi non l’ha dato, molti cittadini sono ancora in attesa, ancora ci credono. Comunque abbiamo l’obbligo e il dovere morale di provarci, di sostenere tutti coloro che vorranno candidarsi, che vorranno spendersi in prima persona per andare a dare un governo diverso e migliore, spero che si possano trovare anche degli strumenti per evitare certe cose che sono successe, se vieni eletto in una lista per portare avanti un determinato programma elettorale, poi si fanno altre scelte, forse si dovrebbe firmare prima un patto che impegna i candidati. Ricordiamo il caso del consigliere Mandrà nel precedente Consiglio Comunale e quelli che hanno distrutto il gruppo “Mineo prima di tutto”. Nel nostro caso quando ci siamo dissociati da “Uniti per Mineo” vedo la differenza che là si parlava non di progetti politici ma di interessi personali perseguiti da enti privati o cooperative.

Leone Venticinque – Ringrazio Riccardo Favara che ha portato la sua esperienza e ci ha raccontato alcune cose che ha vissuto dall’interno nella fase dell’incarico assessoriale. Ricordo certi passaggi in cui l’opposizione alla precedente Amministrazione è stata molto utile, come per certe bocciature della Corte dei Conti su debiti fuori bilancio, la battaglia sul percolato tossico della discarica e molto altro.

Riccardo Favara – Si parla di processi oggi e così nel passato, per il caso della discarica, con amministratori coinvolti fino al collo e una minaccia per la salute di tutti. Ancora oggi l’essere umano di Mineo vale i voti della sua famiglia e non la dignità della sua persona.

Giuseppe Roccuzzo – Già è stato detto abbastanza dagli altri, l’unica cosa che voglio puntualizzare è che sia il consigliere Risuscitazione sia il consigliere Cutrona hanno dato per scontato che “ci devono ancora pensare”. Io penso che non ci sia niente da pensare, per quanto riguarda la nostra dignità di cittadini liberi non si può più dare, quindi o vi mettete daccordo e risolvete il problema o non riusciamo a andare avanti, perché il sindaco non si dimetterà per propria iniziativa, eventualmente sarà costretta da fattori che vengono da fuori, non certo dalla sua dignità. Il consigliere Cutrona è la mia referente perché io ho votato quella lista e penso che siate i rappresentanti della dignità di tutti noi. Siete in maggioranza, fatela valere. Poi tutto quello che succederà col commissario o meno lo vedremo, intanto è un atto gratificante per la nostra dignità, dovete raggiungere questo risultato tutti e otto, se qualcuno dei consiglieri non è d’accordo lo dica.

Leone Venticinque – Vedremo lunedì un passaggio importante e ci ritroveremo a ragionare dopo questa fase, non dovremo più parlare di Consiglio Comunale. Nel salutare chi ha partecipato voglio anche ringraziare Santina che ancora una volta ci ha ospitato e così è protagonista della democrazia di Mineo grazie alla sua pazienza e alla collaborazione che lo Shalimar ancora una volta ci ha dato, ce ne approfittiamo sempre e potremo rivederci, se vogliamo e se abbiamo cose nuove da dire, proposte ecc. Avevo esteso questa iniziativa anche alle associazioni. Non ne parliamo mai ma le associazioni sono un pezzo della società e anche le associazioni possono avere determinate caratteristiche virtuose o viziose. Io penso che non sia uno degli aspetti più virtuosi diminuire il proprio spirito di cittadinanza dicendo “come associazione contiamo più dei singoli cittadini che ne fanno parte, li imbrigliamo e poi andiamo a contrattare col vincitore per vedere di ottenere quello che ci serve”. La mia idea – che finora non è stata recepita – è che la fase costituente anche di un programma politico si occupa anche di tanti dettagli e su certe cose possono essere d’aiuto certe associazioni di scopo, che sono specialistiche e più preparate. Il loro contributo può essere utile anche nella fase di stesura di un programma. Certo, bisogna esporsi, non si può stare a dire “eh, ma poi punto sul rosso e se vince il nero?” Oppure le proposte si portano a tutte le parti in competizione. Spero che ci sarà la possibilità di continuare questo nostro modo di procedere perché altrimenti sappiamo che ci sono gli altri modi di procedere, ai quali i privilegiati – chi fa parte di una o di un’altra consorteria – possono partecipare. Altro che “primarie”, abbiamo le “cosche primarie e secondarie”, credo che da lì nascano i grandi mali che poi si vedono nell’urna elettorale. Se avremo la buona volontà di ascoltare senza pregiudiziali di fondo per cui gli altri non vanno bene a prescindere, allora possiamo darci una piccola missione, di proporre fin dalle fondamenta, “dal basso” con chi ci vuole stare un effettiva possibilità per cui la Mineo tanto nominata e vituperata possa far parlare di sé per qualcosa di bello e che forse a maggio prossimo potremo verificare i risultati di un percorso di crescita condivisa. Riprendiamo i programmi, anche quello de “La Svolta” e lavoriamoci insieme. Grazie a tutti, alla prossima occasione.

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