È troppo tardi per salvare l’Anno Capuaniano?

È troppo tardi per salvare l’Anno Capuaniano?

Delle tanto annunciate celebrazioni per i cent’anni dalla morte di Capuana ancora non si è visto praticamente nulla. Cosa bolle in pentola? Per le vie ufficiali nessuno parla, il coperchio rimane ben chiuso. Non sia mai che la piccola torta vada divisa in pezzi troppo numerosi e miseri, non sia mai che a beneficiarne siano soggetti non designati, non miracolati, non apparentati, insomma non sia mai che possa partecipare chi si trova di fuori del “cerchio magico” già da tempo costituito per arraffare tutto quel poco di prestigio e di passerella che potrà esserci.
Calati iuncu ca passa a china – Un silenzio strategico serve a diminuire l’attenzione fastidiosa, la visibilità non gradita che c’era stata negli scorsi mesi. Si vorrebbe andare avanti a colpi di incarichi spuntati dal nulla a beneficio di altrettanti nominati. In certi casi si è data la giustificazione miserabile che il Comune risparmia, per merito di una gratuità di prestazioni che puzza come lo stocco al sole. Tra putiari si chiama “colpo d’ammucco”, del resto anche gli spacciatori la prima dose la regalano, così intanto fidelizzano il rapporto commerciale e si assicurano una posizione di vantaggio per i tempi a venire.
Niente comunicazione, niente sito in rete, niente pagina sui social network, niente programma. Chi oggi fa una ricerca su Google con la frase “Anno Capuaniano” troverà soltanto gli articoli dell’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo e una proposta dell’Area funzionale dei Servizi Culturali, la n. 131 “Istituzione celebrazioni centenario della morte di Luigi Capuana” dell’11 giugno 2014, che dice: «Premesso che nel 2015 ricorre il centenario della morte del nostro illustre concittadino Luigi Capuana ed è intento dell’Amministrazione organizzare una serie di iniziative volte a valorizzarne la figura e l’opera; considerato che occorre predisporre una serie di interventi di promozione, ricerca, salvaguardia e diffusione della conoscenza della vita, dell’opera e dei luoghi legati alla figura dell’illustre intellettuale, da realizzare negli anni 2014 e 2015; ritenuto necessario dar seguito all’indirizzo dell’Amministrazione con un atto formale di “Istituzione celebrazioni centenario della morte di Luigi Capuana”; visto l’O.R.E.L n. 16 del 15.03.1963 e successive modifiche e integrazioni; il responsabile dell’Area Servizi Culturali propone per i motivi espressi in premessa e che qui di seguito si intendono ripetuti e trascritti: 1) di istituire ufficialmente le “Celebrazioni del Centenario della morte di Luigi Capuana”. 2) di dichiarare l’anno 2015 “Anno Capuaniano”. 3) di dare atto che per i dettagli delle iniziative e interventi di promozione, ricerca, salvaguardia e diffusione della conoscenza della vita, dell’opera e dei luoghi legati alla figura di Luigi Capuana, nonché per la copertura finanziaria di quanto previsto per le celebrazioni si provvederà con successivi atti deliberativi.»
Con delibera di Giunta del giorno dopo, la n. 87, si risponde: «La Giunta municipale, vista la superiore proposta, visti i pareri espressi dal responsabile dell’area proponente e dal responsabile dell’area economico-finanziaria, ritenuta la proposta che precede meritevole di approvazione, visto l’Ordinamento Amministrativo EE.LL. della Regione Siciliana 15.03.63 e successive modifiche ed integrazioni, a voti unanimi e favorevoli, espressi nei modi e nelle forme di legge delibera di approvare la superiore proposta, che qui si intende integralmente ripetuta e trascritta ad ogni effetto di legge sia per la parte relativa alle motivazioni che per il dispositivo».
Tra le altre, cose si è parlato di audiolibri su testi del Capuana, che andrebbero realizzati mentre non è chiaro se sia prevista anche la valorizzazione di una iniziativa editoriale simile che già è stata fatta a Mineo qualche anno fa e che potrebbe trovare nuovi spazi di diffusione nel contesto delle celebrazioni pubbliche.
Già, celebrazioni pubbliche. Si tratta di celebrazioni pubbliche e chi ha le mani in pasta in questa faccenda non deve dimenticarlo mai. Sia chiaro agli improvvisati oligarchi, si annunciano tempi difficili, ben difficili, davvero molto difficili. Se pensano di potersi fare gli affarucci personali con anche un centesimo di euro pubblico cascano male, malissimo. Bisogna impedire che finisca immiserito a mangiatoia paesana un evento significativo di portata nazionale. È davvero lunga, da queste parti, la storia delle cose iniziate male e finite peggio. Il cattivo esempio parte dai piani alti: il Primo Cittadino Anna Aloisi relaziona agli abitanti sul primo anno di sindacatura, come previsto da regole e consuetudini? No, non lo fa. L’assessore al ramo (e vicesindaco) relaziona sui risultati del trascorso Natale nei Vicoli e sui propositi per il prossimo? No, non lo fa. Quale priorità ha l’Anno Capuaniano per gli attuali amministratori? Zero. Risorse dedicate? Zero. Qualcuno degli organizzatori dovrebbe fare presente questo problema con la dovuta visibilità, invece se ne guarda bene, per non disturbare la politica che ha tanti pensieri già di suo. Per quieto vivere si adegua al corso delle cose, si attendeva di ricevere quanto cercato con anni di sacrifici personali e non è il momento di fare gli schizzinosi verso chi comanda a Mineo, pur se in odore di Mafia Capitale. Anche in questo caso, come per larga parte della vita amministrativa di Mineo, si deve arrivare al commissariamento per intervenire contro la manifesta patologia e contro l’opacità estrema delle procedure? Si mandi un commissario all’Anno Capuaniano. Non è il primo e non sarà certamente l’ultimo.
Dopo vari preavvisi dei mesi scorsi, dopo i campanelli d’allarme suonati per tempo da queste pagine, non resta che rivolgere un appello estremo alle Autorità nazionali della cultura. Salviamo il salvabile, non si può lasciare nelle mani di un piccolo paese con qualche impiegato comunale e gente inadeguata un evento di questa importanza. Le cattedre di italianistica di tutta Italia facciano sentire la propria voce, loro sono gli specialisti a cui spetta il diritto/dovere di attivarsi per dare l’adeguato contesto alla celebrazione di Capuana.

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Aut.chiomato b

Come mostrano le immagini inviate direttamente dalla tomba, in un primo momento il Nostro, di fronte a tante vituperate azioni fatte sul suo nome, aveva pensato di mascherarsi da qualcun altro con una parrucca prestata. Poi, sopraffatto dallo sconcerto, ha deciso di abbracciare con più convinzione la Fede impugnando una croce e, dopo aver inveito lanciando cattivi auguri contro i suoi aguzzini, si è dato definitivamente per morto e non darà più confidenza a nessuno… almeno finché non sarà passata “a nuttata”.

Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo

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