A Mineo le frane mantengono le promesse

Cucinella servirà a ospitare gli sfollati dall’antico paese ormai condannato all’abbandono?

A Mineo le frane mantengono le promesse

fgerE lasciamo stare che la frana di Montata Grande è un problema troppo complicato, reso forse irrisolvibile da anni di incuria, perché l’aver lasciato scendere per anni le acque reflue urbane proprio in quelle zone ha aggravato la naturale friabilità dei terreni. E lasciamo stare che la civilissima Mineo, avvenieristica nell’illuminazione a led, non riesce neanche a pulirsi le sue acque sporche prima di mandarle a irrigare orti e giardini, con un rottame di depuratore diventato ormai tabù, figuriamoci se gli amministratori si attivano per rimetterlo in funzione visto che nemmeno lo si nomina, per paura che possano uscirne spettri e verità nascoste.
Ma almeno si è stati capaci di realizzare un misero sistema di protezione della strada che permette di accedere al borgo, una semplice rete con elementi di sostegno per evitare la discesa dei materiali portati dalle piogge? No, neanche quello. Con l’arrivo dell’inverno è accaduto ciò che chiunque da tempo poteva prevedere. Già se ne vedevano gli inizi. Un articolo pubblicato il 20 ottobre 2014 su “Alba Siciliana” n. 24 e corredato di foto, (Dissesto idrogeologico a Mineo: «E dopo il fuoco, venne l’acqua…») conteneva facili previsioni e ora a quanto già si era detto si può aggiungere la nuova puntata del racconto. È una storia con tanti personaggi. Ogni essere bipede che passa da quel punto della strada e non dice una parola è corresponsabile, a meno che abbia gravi problemi di vista o di fonazione. Ma già si era notato nel giorno dell’inaugurazione del Comune, davanti a lavori che nessuno avrebbe accettato a casa propria neanche per la cuccia del cane: i presenti zitti, sorridenti e ossequiosi a tagliare i nastri, facendo finta di niente. E lo stesso si dica della cementificazione dei bolognini nel centro storico: nessuno vede lo sgretolamento dei materiali inadeguati, nessuno chiede conto e ragione nemmeno in Consiglio Comunale, chissà perchè. Poi tra i personaggi ci sono certe associazioni, che purtroppo abituano i propri appartenenti a un tombale silenzio sui problemi idrogeologici. Forse sperano che più danni ci sono e più lavoro gli danno? Altrimenti non si spiega tanto mutismo anche perché se sono anche loro sordomuti, non potrebbero prestare servizio di soccorso nelle calamità. Poi c’è un Ufficio Tecnico Comunale composto di grandi professionisti, qualcuno pure con processi a carico sicuramente ingiusti, gente che è numero uno, personale altamente specializzato che ci invidiano e che ogni mese pur di rimanere a fianco della comunità si accontenta di uno stipendio troppo modesto rifiutando generose offerte per l’Estero. Dovremmo dare loro molti più soldi, visti i risultati che portano al paese.
Gli impiegati degli uffici, che sono stati assunti per affrontare tali problemi potrebbero anche essere accusati di danno erariale per il ritardo nell’affrontarli. E ancora si vede il solito “scaricabarile”, sulla mancanza di fondi, che non sono state ricevute istruzioni adeguate, che non si sa mai di chi sono le responsabilità, ecc. E siccome si dice che soldi non ce ne sono nemmeno per comprare un chiodo, gli impiegati operativi si passano le giornate a girare i pollici. Questa sarebbe la brillante gestione manageriale del Comune? Un imprenditore degno di questo nome terrebbe a libro paga dei lavoratori senza fornirli di strumenti per lavorare? E che ha, soldi da buttare oltre che da spendere in festini di rappresentanza?
Cosa dovrebbe pensare il cittadino che per senso del dovere ha pagato l’Imu entro le scadenze? Forse pensa che il suo esemplare comportamento non potrà modificare il percorso del declino, perché troppi soggetti nell’amministrazione comunale sono abituati a coprirsi tra loro, a perdonare le incapacità e a insabbiare ogni cosa.
Ecco il ritratto reale che andrebbe portato all’Expo 2015: “Frane del Calatino, prodotto d’eccellenza – come natura crea, l’uomo accompagna”. E per quelle due carriole di terra che sono cadute dalla scarpata sulla strada, mettiamo altre transenne e pianifichiamo un bell’intervento straordinario da due o meglio tremila euro, prezzo di mercato.

Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo

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