Note dell’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo (n. 3)

Rubrica settimanale dell’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo.
Si ringraziano tutti coloro che hanno contribuito alla rubrica con le loro segnalazioni.

Agli abitanti di Mineo capita raramente di entrare nell’ufficio turistico comunale. Per i turisti – pur rari che siano – è un evento che ha qualche possibilità in più di verificarsi.
Una volta varcata la soglia dell’ufficio turistico, quale spettacolo si trovano di fronte i visitatori? Il personale c’è e fa quello che deve fare, ma opera in locali che si trovano in uno stato a dir poco vergognoso. L’ufficio turistico di Mineo è il peggior biglietto da visita che la nostra comunità offre al malcapitato visitatore, quasi volesse dirgli “cosa sei venuto a disturbare? Meno siamo meglio stiamo, il turismo libero non ci interessa, siamo già ben forniti di turisti coatti e di turisti armati, non ci serve niente, grazie arrivederci”. Gli ambienti sono molto degradati, con ovunque segni di umidità che hanno scrostato le pareti. Meno male che ci sono dei bei quadri a nascondere parte dello squallore, ma gli intonaci scrostati che cadono continuamente sui divani danno un immagine di abbandono e inospitalità che sarebbe difficile realizzare di proposito, neanche il famoso “tugurio” sul set del Grande Fratello regge il confronto.
E dunque nessun amministratore si provi a pronunciare la parola “turismo” finché questa indegna accoglienza non sarà sostituita da qualcosa di meglio. Piuttosto, si metta fuori dagli uffici un bel cartello esplicativo, magari in varie lingue a firma congiunta del Sindaco e dell’assessore al ramo: “turismo chiuso per ferie fino a data da destinarsi, per il momento l’accoglienza è impegnata altrove”.

Qualcuno si sarà chiesto come mai la riapertura al pubblico del Palazzo Comunale non è stata accompagnata da nessun momento inaugurale, come normalmente accade. Un taglio del nastro, qualche discorso di rito nei casi più banali, oppure anche una relazione con resoconto dei lavori fatti, per evidenziarne i pregi come la migliore fruibilità per gli utenti, l’abbattimento di barriere architettoniche, la valorizzazione di beni culturali presenti nell’edificio, ecc.
E invece, per l’inaugurazione del Palazzo Comunale dopo tanti anni di lavori non è avvenuto niente di tutto questo. Perché? Forse si capisce la risposta se si guarda da vicino il lavoro che è stato fatto, non ha bisogno di commenti, basta farsi una passeggiata sui due piani e guardare i muri colorati di tanti azzurri diversi, le porte malamente riverniciate e già crepate e tutti gli altri dettagli che mostrano quanta poca cura si sia spesa nel lavoro. I soldi no, quelli sono stati spesi eccome, e ora i cittadini di Mineo si ritrovano un palazzo comunale i cui lavori non avrebbero meritato un euro di restauro, e che invece è stato “pagato per buono”, con la tranquilla complicità di chi doveva fare i collaudi e ha firmato tutto quello che gli hanno detto di firmare.

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