Note dell’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo (n. 1)

Delle celebrazioni per l’Anno Capuaniano l’Osservatorio aveva avuto modo di rilevare una curiosa mancanza di comunicazione, unita alle notizie non incoraggianti che erano trapelate ufficiosamente dalle prime due riunioni tenute dai soggetti incaricati dall’amministrazione di occuparsi dell’evento. Sarebbe doveroso seguire la prassi che in casi del genere impone una conferenza stampa, durante la quale si espongono i progetti e ci si espone alle domande della libera stampa, piuttosto che tenere tutto nascosto per arrivare furtivamente ai fatti compiuti e che possono soltanto lasciare l’amaro in bocca delle occasioni perdute. A quanto pare – al riguardo si attendono smentite e delucidazioni ufficiali – la sovranità sulle decisioni già prese e su quelle ancora da prendere sarebbe stata deportata altrove, all’università di Catania. Alle realtà locali in questo modo si lascia un ruolo del tutto subalterno, in un progetto complessivo che ha molto dell’accademico e riservato agli addetti ai lavori, ben poco di coinvolgente per tutti gli altri, per le persone comuni e soprattutto per i giovani di Mineo. In passato le cose erano state fatte diversamente, lo stesso Receputo, come ci sarà modo di dire anche in seguito, non manca nelle sue memorie di descrivere almeno due occasioni commemorative e celebrative organizzate in onore di Luigi Capuana dal Comune di Mineo e con un certo buon senso, che forse allora c’era più di oggi, si erano creati momenti di partecipazione condivisa, di espressione della cultura popolare con gare di poesia, di pittura e simili iniziative che avvicinano la cultura alla gente, invece di rinchiudersi in piccole cerchie interessate solo a coltivare la propria vanità, miranti a collocare se stessi su alti piedistalli e monumenti, attraverso l’uso improprio e strumentale di queste occasioni pubbliche dedicate a personalità insigni, occasioni che tra l’altro vale la pena ricordare che vengono realizzate non con soldi privati ma grazie alle risorse economiche di tutti.

Altro tema riguarda i lavori in corso in alcune strade di Mineo. Il cantiere nelle scorse settimane è stato operativo in alcune parti di Piazza Buglio e ora si è spostato in Via Luigi Capuana all’altezza dell’abside di San Pietro. Chi volesse conoscere il piano complessivo dei lavori avrebbe non poche difficoltà, perché non vi è stata comunicazione ai cittadini anche per conoscere i disagi alla viabilità e la data prevista per il completamento del progetto. Non poche perplessità del resto si sono espresse anche attraverso i social network sulla reale priorità e necessità dell’intervento, trattandosi di strade nelle quali il lastricato di pietra è già presente e in buone condizioni, tanto è vero che si sta intervenendo soltanto a grattare gli spazi tra una pietra e l’altra e a riempirli di nuovo, con un impasto cementizio che dà un risultato estetico finale abbastanza discutibile e che si vedrà quanto dura nel tempo prima di sbriciolarsi e venir dilavato dalla pioggia. Inoltre a proposito delle priorità, la condizione generale del centro storico appare sempre più degradata e tanti sarebbero gli interventi anche importanti per la sicurezza e l’incolumità di chi si trova a passare sotto edifici pericolanti, laddove la legge prevede che il Comune può intervenire con lavori urgenti in proprietà private, riservandosi poi di presentare il conto per far pagare il costo ai proprietari. Le case crollano e intanto allevano ogni genere di vita animale, però quei pochi soldi che ci sono vengono spesi così, a lisciare i pavimenti. Che poi ci siano anche conflitti di interessi tra assessori e assegnatari di appalti per conto del Comune, è cosa che non fa più notizia, perché finché nessuno solleva simili argomenti all’interno di sedi come il Consiglio comunale, tutto procede nella più totale tranquillità: una mano lava l’altra e insieme lavano la faccia, al limite si fa dimettere l’assessore a scopo preventivo e si redistribuiscono le deleghe, se non altro questo è un piccolo risparmio per l’ente ma non è chiaro se gli assessori rimasti riusciranno a far fronte a tutto quanto.

Infine, è arrivata all’Osservatorio per la trasparenza a Mineo una segnalazione piuttosto grave, intorno a controversie per versamenti non dovuti al Comune a seguito dei quali sono stati richiesti dei rimborsi, anche confermati da sentenza di organismi superiori. La richiesta di rimborso deve essere fatta entro cinque anni, oltre i quali scatta la prescrizione che assolve l’ente da ogni obbligo, ma se il cittadino utente ha fatto ricorso, il termine dei cinque anni va contato a partire dalla sentenza e non dall’originaria data di emissione dell’addebito, eppure in certi casi l’Ente ha risposto con un rifiuto per presunta prescrizione. In altri casi il rifiuto al rimborso conteneva riferimenti a una legge, e la cosa è davvero strana per la citazione di una legge che dice tutt’altro: in una lettera di risposta dell’Ente viene richiamato l’art. 3 comma 10 del DL 16/2012 con le seguenti parole: <<Per ciascun credito o debito di importo pari o inferiore a euro 30 per ciascun periodo di imposte, non si procede all’accertamento e o al rimborso>>. Invece, il vero testo di quella legge dice: <<A decorrere dal 1° luglio 2012, non si procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d’imposta.>> Come si può chiaramente vedere, il testo della legge non consente affatto di tralasciare un debito verso il contribuente, sia pure di entità unitaria contenuta al di sotto dei trenta euro. A questo punto, il comune cittadino cosa dovrebbe fare? È pensabile che per simili casi si vada a intentare causa, con tutti i costi che ne derivano? È da augurarsi che si arrivi a un chiarimento quanto più celere per tutti i contribuenti e che i rapporti con la fiscalità locale diventino meno vessatori e più affidabili, l’Osservatorio continuerà a vigilare sulla materia e in una prossima occasione si darà conto degli sviluppi, si spera positivi.

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