Quattro nomi su una targa, ma le vittime furono sei (video)

il video è stato realizzato dall’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo – 19 giugno 2014.

Di recente nell’anniversario dell’11 giugno 2008, l’amministrazione del Comune di Mineo ha deliberato e realizzato una targa alla memoria dei caduti che è stata collocata in Piazza Vespri, vicino alla piazza principale del paese, all’ingresso.
Come potete vedere, la targa ricorda le vittime; d’altra parte sono state evidenziate – anche già durante la cerimonia di inaugurazione – alcune particolarità e alcune criticità che effettivamente, nel momento in cui un documento del genere rimane a memoria perenne di un evento che ha segnato la vita del paese, è bene considerare fin dall’inizio, per non lasciare poi le cose immutate.
In primo luogo, la cosa che salta agli occhi e che è stata notata anche dai parenti delle vittime è che mentre quel giorno del giugno 2008 persero la vita sei persone in una condizione di lavoro che li vedeva tutti insieme e anche – nella ricostruzione degli eventi – nel tentativo di aiutarsi reciprocamente, delle sei persone summenzionate qui ne vengono ricordate quattro. Ora, immaginiamo che sia stata una scelta, anche perché anche i giornali che hanno parlato nel corso del tempo, fino all’ultimo fatto recente della udienza del processo nella quale nella fase di appello sono state richieste le condanne da parte del procuratore generale Gambino a coloro che vengono ritenuti i responsabili di questo fatto, i giornali ne parlano e ricordano sempre i nomi, l’età dei sei, delle sei vittime della strage. Per cui una dimenticanza appare abbastanza improbabile.
Se non si è trattato di dimenticanza, si è trattato di scelta. La lapide riporta le morti bianche e il valore del lavoro al servizio dell’umanità, quindi ha un approccio abbastanza generale sul tema del lavoro e della sicurezza del lavoro, e di conseguenza in questo senso accomuna i lavoratori anche di altri momenti e di altri episodi della vita nazionale che hanno avuto questo tipo di problemi di incidenti mortali sul lavoro o di altra causa. Di conseguenza la scelta di escludere due delle vittime appare abbastanza inspiegabile e su questo sarà opportuno sicuramente ritornare dando la possibilità di fornire una versione dei fatti alla luce di questa decisione, perché è rimasta questa domanda aperta e prima di avanzare una serie di ipotesi – che comunque sono già state pensate e hanno circolato nel paese – sulle motivazioni per cui su questa targa ci siano quattro nomi e non sei. Ci riserviamo con questa prima comunicazione di attendere e di dare possibilità di una risposta da parte di chi ha voluto e ha deciso che così venisse realizzata. Non mancano ipotesi al riguardo, ma in linea di massima potremo tornarci sopra nel momento in cui o non avremo risposta, oppure saremo comunque nella condizione di poter ritenere ugualmente credibili altre ipotesi.
Nel frattempo, però, un dato lo dobbiamo ancora sottolineare, che chi ha realizzato il testo o chi lo ha pensato, o chi materialmente lo ha eseguito sulla lastra marmorea ha commesso due errori. Uno di correttezza della lingua italiana, perché l’espressione «diffondere il proprio spirito a servizio dell’umanità» è una espressione dialettale che non ha corrispondenza nella lingua nazionale. Poi c’è un errore di spaziatura perché una parola e un’altra non hanno lo spazio normale tra le lettere, tra le diverse parole, ma sono unite.
Per cui, sicuramente fare le cose due volte è oneroso ed è fonte di un lavoro aggiuntivo. D’altra parte però, nel momento in cui si realizzano – per materiali e per destinazione e per visibilità – momenti di comunicazione di tale importanza e di tale durata, evitare che determinate imprecisioni rimangano a memoria della patria di Capuana e proprio laddove uno scrittore così importante a livello nazionale vede i suoi compaesani non pienamente rispettosi delle regole della lingua, ecco che forse questa correzione è abbastanza importante e necessaria per l’immagine attuale di questo paese, Mineo.

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