L’invisibile frana di Montata Grande (II)

montata grandeLa situazione di pericolo per cose e persone  nella zona abitata di Mineo detta “Montata Grande” era stata indicata già in precedenza [si veda “Qui Mineo”, 2013.12.16, n. 80]. Il canale di scorrimento delle acque piovane – ma anche di sorgiva, che scaturiscono dal blocco arenario poggiato su argille ove è edificato il borgo di Mineo – è un impluvio naturale che interessa una zona di “calanchi” geologicamente instabile. Nel Dopoguerra si era intervenuti sul tratto del canale più vicino al centro abitato con opere atte al contenimento meccanico del pendio e per ostacolare la erosione da parte delle acque: sono ancora sul luogo manufatti in cemento detti “briglie”, che hanno una forma atta a trattenere sia i bordi laterali del vallone che il fondo di scorrimento dell’impluvio. Spesse circa un metro, larghe circa 4 metri per lo scorrimento dell’acqua esclusi i rialzi laterali e alte circa due metri a parte la base di appoggio interrata.
In passato l’area era destinata “a uso agricolo”, poi il piano regolatore adottato nel 1973 e approvato nel 1977 ha stabilito nuove zone C di espansione urbana edificabili, come il “piano di lottizzazione Macedone”.
Nel corso dei decenni lo scorrimento dell’acqua – incrementato dalla urbanizzazione del centro abitato con più strade asfaltate e quindi un minore assorbimento idrico dalla superficie – ha prodotto un danneggiamento delle strutture collocate nel canale. Il letto di fondo tra una “briglia” e la seguente era stato lasciato al naturale, il che ha determinato l’infiltrazione dell’acqua sotto ciascuna briglia. Col passare degli anni la briglia collocata più in basso ha perso il proprio ancoraggio e è scivolata via, verso il fondovalle.
Nel frattempo in quell’area erano state edificate le nuove case, che si trovavano in pericolo per lo stato dei luoghi a causa della infiltrazione delle acque presso le fondazioni. Ragion per cui negli anni ‘90 viene effettuato dal Comune un secondo intervento di sistemazione idraulica dell’impluvio. Si stende una pavimentazione nello spazio tra una briglia e l’altra del canale, in modo da impedire la penetrazione delle acque e facilitarne il deflusso a valle senza che avvengano erosioni. Anche stavolta però si opera solo sulla parte dove già si erano costruite le briglie, mentre vengono lasciate senza interventi le zone più in basso, dove il fenomeno erosivo continua a operare. È là che sia la strada che le case edificate nel frattempo – metà anni ‘90 – sono rimaste esposte in misura crescente al rischio di dissesto idrogeologico.
Per quanto riguarda la strada comunale “Montata Grande” va rilevato che sebbene appaia alla vista come una normale rotabile asfaltata, tecnicamente è rimasta una strada di campagna o “trazzera” adatta al solo passaggio pedonale o di muli. Non è stata resa realmente rotabile con tutte le necessarie operazioni che consistono nello scavo con costipazione per distribuire il peso dei mezzi, distribuzione di pietrisco medio e fine e rifinitura con l’asfalto. Sulla vecchia trazzera di pietrame compresso secondo il metodo macadam si è proceduto a stendere del materiale di cava e infine uno strato di asfalto a coprire, per cui ogni passaggio di mezzi pesanti produce un danno alla stabilità. Sulla strada, che è una via alternativa di accesso al borgo, si è avuto negli anni un consistente flusso di autoveicoli di ogni genere. Il traffico è stato ulteriormente aumentato intorno al 2000, nel corso dei mesi che hanno visto chiusa la strada principale di accesso al paese dalla Piana per i lavori di posa dei tubi della fognatura urbana sotto la carreggiata. In quel periodo dalla “Montata Grande” passavano pullman di persone e camion carichi di materiali edilizi, betoniere ecc. Date le ridotte dimensioni della strada, lo scorrimento era alternato nei due sensi con semafori. Una volta completati i lavori nella strada principale, la “Montata Grande” rimaneva in seguito disponibile come viabilità accessoria per entrare e uscire dal paese.
Successivamente è stato fatto un terzo intervento, che a differenza dei precedenti ha riguardato la parte del canale che in precedenza non era mai stata oggetto di lavori, proprio dove l’erosione in corso stava determinando il cedimento di parte del costone fino a lambire la strada. Sono state realizzate delle nuove briglie con tecnica diversa dalla precedente, usando gabbie metalliche riempite a mano con pietrame sciolto. Tale sistema è abitualmente adoperato per il contenimento delle scarpate in modo da non ostacolare il drenaggio delle acque, certo non per evitare l’erosione idrica del terreno. Di conseguenza nel fondo del canale l’acqua penetra senza problemi all’interno delle nuove briglie e continua – non vista – il proprio naturale lavoro di erosione a danno del fondo e delle pareti laterali dei calanchi.
Lo stato presente dei luoghi è fortemente compromesso. Non si sono visti  interventi di nessun tipo a partire dal 2009, quando con panettoni e transenne la strada è stata chiusa al passaggio dei veicoli. Alcune domande attendono risposta. A cosa è servito l’ultimo intervento con le gabbie e le pietre se i luoghi sono ugualmente inagibili? In un futuro prossimo si eseguiranno opere atte a risolvere i problemi dell’area? Esistono negli uffici progetti e piani di intervento da parte del Comune o di altri Enti superiori?

Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo

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