La riorganizzazione del Comune di Mineo (II parte)

Nella prima parte dell’inchiesta era stato descritto in linea generale il piano di modifica dell’Ente Comune di Mineo, l’accorpamento da quattro a tre macro-aree con la nomina dei nuovi dirigenti. Si ponevano tra l’altro alcune domande riguardanti le motivazioni dell’intera iniziativa, domande che finora sono rimaste prive di una qualche risposta che possa anche smentire le ipotesi che erano state fatte. Ci sono d’altronde agli atti alcune generiche dichiarazioni che hanno accompagnato l’approvazione del nuovo Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e Servizi: alle pubbliche amministrazioni si raccomanda «l’ottenimento di adeguati livelli di efficienza, efficacia ed economicità» e allo stesso tempo si sottolinea «il ruolo fondamentale della performance organizzativa ed individuale», esortazioni alle quali si aggiunge anche da parte della stessa Giunta l’importanza di sostenere «una cultura del risultato e della meritocrazia». Tutte cose molto ragionevoli, che dovrebbero trovare realizzazione nel nuovo assetto complessivo. Se poi si esamina il testo del nuovo Regolamento, vi si trova l’indicazione di «conseguire l’obiettivo primario del costante soddisfacimento dei bisogni della comunità locale, onde realizzare i più elevati livelli di rispondenza dell’azione amministrativa al pubblico interesse.»
Come già è stato accennato a suo tempo, i dipendenti del Comune – figure professionali destinate a comporre la “dotazione organica” chiamata a svolgere l’attività dell’Ente – sono stati assegnati alle tre nuove macro-aree. Si tenga presente che a livello nazionale, quando si operano simili riorganizzazioni, i dipendenti non vengono spostati arbitrariamente e senza che prima ci sia un loro coinvolgimento nel processo decisionale; operare secondo i princìpi di rispetto dei lavoratori significa che le persone assunte non sono oggetti inanimati, soprammobili da traslocare a gusto e piacimento del primo politico che passa. Eppure ciò è accaduto, nel silenzio della pubblica opinione, della politica e dell’informazione. Finora non ha avuto inizio un dibattito pubblico degno di questo nome, eppure il Comune esiste per servire i bisogni della comunità senza la quale non potrebbe esistere anche perché è dalla comunità – è sempre bene ricordarlo – che il Comune trae il proprio sostentamento. In altre parole il Comune non produce ricchezza economica, bensì la consuma e perciò nel quadro di razionale gestione e controllo dei costi per la collettività ogni spreco e inefficienza non trova giustificazione alcuna. Del fatto che i sindacati – presenti all’interno del Comune con rappresentanze regolarmente elette – non si siano pronunciati in merito all’intera operazione, è cosa meritevole di una specifica indagine sulla quale ci si riserva di tornare in uno spazio dedicato, perché è chiaro che nella presente circostanza sarebbe stato molto utile un soggetto operante nell’interesse collettivo dei dipendenti comunali, laddove invece i possibili disagi al personale si configurano solo come questioni individuali singole e perciò il sistema delle relazioni con il datore di lavoro si mostra gravemente sbilanciato a vantaggio di quest’ultimo, mentre l’azione del sindacato dovrebbe appunto servire da elemento riequilibratore dei rapporti di forza a tutela del soggetto più debole. Sarà in particolare presa in esame l’eventualità di un conflitto di interessi tra il ruolo di rappresentante sindacale e l’inquadramento come Capo del Gabinetto del Sindaco.
Al fine di una migliore comprensibilità dell’argomento, si da – momentaneamente – per certo che ogni dipendente comunale si trovi nelle condizioni logistico-strumentali ottimali, per operare al meglio nel proprio ambito di lavoro. È una utile semplificazione che permette di considerare le risorse umane unitariamente agli strumenti materiali – uffici, attrezzature ecc. – visto che l’attuale riorganizzazione coinvolge appunto i dipendenti. Tra l’altro si tenga presente che l’Ente comunale è da anni impegnato in una ristrutturazione che ha comportato il trasloco temporaneo in altra sede e che in un prossimo futuro vedrà in atto un ulteriore trasloco per il reinserimento nella sede originaria. Si parte quindi dal numero complessivo della dotazione organica, accresciuta di alcune unità inquadrate come “contrattisti” e “Attività Socialmente Utili – Asu”: un totale di 101 unità attualmente in servizio, a fronte di una pianta organica di 105 unità. La ripartizione delle risorse umane è stata però effettuata tenendo conto dei soli dipendenti a tempo indeterminato – 69 unità – perché per legge il personale precario ha un ruolo di supporto e non può essere impiegato in servizi e mansioni che a loro volta non potrebbero avere la necessaria continuità a causa dell’eventuale mancata conferma del rapporto lavorativo per quei dipendenti; inoltre il personale precario non può farsi carico di responsabilità dirette nell’adempimento di tali mansioni. Si danno invece casi, nella nuova organizzazione degli uffici comunali, nei quali alcuni servizi sono stati affidati integralmente al lavoro e alla responsabilità di personale precario, come nel caso dell’Ufficio Protocollo. Il personale dipendente a tempo indeterminato è stato quindi suddiviso nelle tre macro-aree di recente costituzione: 34 unità all’Area 1 economico-finanziaria e dei servizi alla persona; 11 unità all’Area 2 servizi culturali e delle attività produttive; 23 unità all’Area 3 vigilanza e servizi al territorio – anche se per l’Area 3 il numero previsto sarebbe di 27 unità.
Ciascuna macro-area si compone di alcuni Servizi, per i quali gli organi politici eletti specificano il numero e la categoria professionale – A, B, C, D – delle unità assegnate, senza però indicare i dipendenti con nome e cognome. Si osserva in proposito che i dipendenti assegnati a un servizio vi sono dedicati a tempo pieno e dunque si ipotizza per ciascun servizio una mole di lavoro commisurata alle risorse umane dedicate e avente carattere di flusso continuativo, perché in caso contrario vi sarebbe del personale sottoutilizzato per tutto il tempo nel quale il servizio in questione rimane inattivo. Quanto sopra detto rimanda a una valutazione preliminare del carico di lavoro effettivo per ciascun servizio e per le varie attribuzioni di cui si compone e che vedremo qui più avanti, ma va detto che non è agli atti nessun documento che dimostri l’esistenza di una valutazione preliminare dei carichi di lavoro. È da chiedersi se tale valutazione sia avvenuta nei confronti della precedente organizzazione dell’Ente e se quindi il nuovo assetto che si sta esaminando in questa sede sia da intendere come una riforma migliorativa in tal senso; mancando le risposte, tale valutazione e verifica potrà essere compiuta soltanto in corso d’opera, nel prossimo futuro. Per il momento, ai fini della presente inchiesta appare utile esaminare in dettaglio cosa deve fare ciascuna macro-area, cioè quali sono i compiti – chiamati “attribuzioni” – che nel complesso l’Ente comunale deve svolgere, nell’interesse dei cittadini; si potrà anche vedere in che misura la ripartizione delle attribuzioni tra le tre macro-aree sia congrua e cioè se non vi siano sovrapposizioni, separazioni disfunzionali tra materie affini o lacune di servizi non contemplati, sebbene siano invece necessari alla vita della comunità.
Le attribuzioni affidate all’Area 1 sono: cura il funzionamento degli organi istituzionali sotto il profilo organizzativo e [sotto] la supervisione del Segretario Comunale; organizza e gestisce il protocollo generale, l’archivio generale ed il servizio di notificazione degli atti; cura le procedure relative alla pubblicità degli atti del Comune e di altri Enti pubblici e privati; supporta il Sindaco nelle funzioni attribuitegli dalla legge e dallo Statuto, curandone il servizio di segreteria; supporta il Segretario del Comune nelle sue funzioni di assistenza giuridico-amministrativa e di direzione generale; regola e coordina le attività di gestione del personale nel rispetto dei contratti collettivi e gestione delle dotazioni organiche; amministra il personale; gestione di iniziative di formazione ed aggiornamento professionale; cura le relazioni sindacali; predisposizione di contratti e convenzioni; studio, analisi, istruttoria di pratiche varie e di problematiche non rientranti nelle materie degli altri uffici; gestione del servizio di relazione con il pubblico; assicura ai cittadini, d’intesa con gli uffici, i diritti di partecipazione, informazione e controllo delle attività del Comune; raccoglie informazioni circa l’evolvere dei bisogni e delle aspettative dei cittadini ed il grado di soddisfazione degli stessi rispetto ai servizi comunali; relaziona periodicamente al Sindaco ed al Segretario sull’attività svolta; coordinamento e gestione dell’attività finanziaria; funzioni di supporto agli organi di governo nella predisposizione degli strumenti di programmazione finanziaria; gestione del bilancio, controllo degli equilibri di bilancio, verifica di regolarità contabile; tenuta contabile; rilevazione ed elaborazione degli elementi di costo e dei proventi dei servizi; compiti in materia di sostituto d’imposta; gestione delle posizioni debitorie del Comune e controllo degli investimenti; rapporti con la tesoreria; rapporti economico-finanziari con consorzi, aziende speciali, imprese di gestione dei servizi pubblici comunali, contratti di servizio; gestione delle partecipazioni del Comune; servizio di economato; tenuta dell’inventario beni mobili; programmazione e gestione degli acquisti di beni e servizi di uso generale; gestione dei tributi locali e di entrate patrimoniali dell’Ente; predisposizione di atti normativi e relativi ai tributi ed alle entrate gestite; procedure di accertamento e di imposizione, rapporti con i servizi di riscossione, collaborazione con i sistemi impositivi dello Stato, della Regione e della Provincia; servizi di assistenza agli anziani ed alle fasce di emarginazione; interventi di prevenzione del disagio sociale; rilevazione e valutazione di bisogni emergenti; vigilanza sulle strutture socio-assistenziali private; assistenza alle persone diversamente abili; rapporti con le strutture del Servizio Sanitario e con le istituzioni del territorio operanti nel sociale; servizi educativi per l’infanzia e Asilo Nido; gestione ludoteca e centro polifunzionale; assistenza scolastica per il diritto allo studio: mensa scolastica, trasporto alunni, sostegno alunni disabili; somministrazione di beni e servizi alle istituzioni scolastiche di competenza operanti sul territorio; collaborazione ed integrazione con diversi livelli istituzionali dell’organizzazione scolastica e della formazione Professionale; iniziative e progetti rivolti alla fascia giovanile; servizi di anagrafe, stato civile, leva militare, servizio elettorale; rilevazione statistiche e censimenti; predisposizioni di contratti e convenzioni.
Le attribuzioni affidate all’Area 2 sono: gestione di strutture museali, biblioteche e Archivio Storico; manifestazioni culturali ed attività di promozione culturale; promozione e coordinamento delle attività turistiche locali; promozione delle attività sportive e del tempo libero; esercizio delle competenze comunali in relazione alle autorizzazioni, concessioni, licenze e certificazioni inerenti le attività commerciali, ricettive ed i pubblici esercizi; predisposizione di contratti e convenzioni; gestione mercati pubblici.
Le attribuzioni affidate all’Area 3 sono: servizi di polizia amministrativa (commerciale, edilizia, mortuaria, rurale, sanitaria, urbana, veterinaria e stradale) e giudiziaria; rapporto funzionale con gli altri uffici nell’esercizio delle competenze comunali in relazione alle autorizzazioni, concessioni, licenze e certificazioni inerenti le attività commerciali, ricettive, di pubblici esercizi e di ogni altra attività amministrativa; regolazione e controllo della circolazione stradale e pianificazione del traffico; rapporti con gli organi di sicurezza pubblica; esercizio delle funzioni locali di protezione civile; collaborazione con gli altri uffici ogni qualvolta la stessa venga richiesta per tutte le materie di competenza degli stessi; gestione del territorio: strumenti urbanistici generali e particolari, piani per gli insediamenti produttivi; procedimenti espropriativi; progettazione e direzione lavori per la realizzazione di opere ed infrastrutture pubbliche; interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria relativi al patrimonio edilizio del Comune, alla rete viaria e fognaria, al verde pubblico ed alle aree demaniali; rilascio di concessioni ed autorizzazioni in materia di edilizia privata; difesa del suolo e protezione idrogeologica; prevenzione ed interventi in materia di inquinamento, smaltimento rifiuti, riqualificazione ambientale; gestione delle competenze relative ai servizi acquedotti, fognature e depurazione; gestione del servizio cimiteriale; compiti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro; rapporti funzionali con i soggetti gestori di servizi pubblici afferenti le competenze dell’ufficio (smaltimento rifiuti, acquedotto, gestione beni demaniali e patrimoniali); vigilanza mercati pubblici; gestione servizi di protezione civile; studio e predisposizione di progetti di adeguamento e di miglioramento del sistema informatico dell’Ente; gestione delle procedure pubbliche di gara; organizzazione e gestione del magazzino delle scorte; gestione servizi informatici e tecnologici; predisposizione di contratti e convenzioni; tenuta dell’inventario beni immobili; predisposizione di contratti e convenzioni; gestione impianti sportivi; gestione del fenomeno del randagismo; collaborazione con l’ufficio competente in materia di servizi cimiteriali.
Per ciò che interessa l’utente di servizi, l’elenco sopra riportato costituisce una mappa di orientamento, in modo che il cittadino sia ben consapevole di che cosa il Comune è chiamato a fare e a quale dirigente ci si debba rivolgere per segnalare eventuali mancanze da parte degli uffici. Nella prossima puntata l’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo illustrerà quali sono state le scelte dei tre capi area riguardo alle unità – i singoli dipendenti – da impiegare nello svolgimento delle attribuzioni, scelte effettuate secondo criteri che dovrebbero essere in stretta relazione all’inquadramento contrattuale e alle competenze professionali. In caso contrario, occorre considerare che ogni errata assegnazione di personale non idoneo a mansioni che corrispondono a inquadramenti diversi si traduce in due ordini di conseguenze negative. Da un lato per le inevitabili inefficienze e disagi per gli utenti del servizio, che a parità di costi mostra di non corrispondere a soddisfacenti livelli qualitativi. Dall’altro per il danno ricevuto dagli stessi dipendenti comunali, che in tali casi si ritrovano in una condizione lavorativa penalizzante sotto vari aspetti: nel corso degli anni le leggi sul lavoro hanno ben definito e sanzionato le tipologie di danni provocati da dequalificazione o emarginazione lavorativa – mobbing gerarchico o ambientale – o per altre forme di costrittività organizzativa. Sebbene ancora in Italia non esista una legge specifica sul mobbing, il Codice Penale permette di inquadrare questa realtà ove riscontrata in altre fattispecie di reato, quali le lesioni personali gravi o gravissime. Il conseguente danno biologico è disciplinato dalla legge il risarcimento è a carico dei responsabili.

Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...