La riorganizzazione del Comune di Mineo (I parte)

Dopo alcuni mesi dall’insediamento dei nuovi amministratori eletti con le votazioni dello scorso giugno 2013, è stato messo in atto un piano di riorganizzazione complessiva dell’Ente. Mentre nel programma elettorale della lista “Uniti per Mineo” non ne era stata annunciata l’intenzione – forse maturata in un secondo tempo oppure taciuta perché elettoralmente poco opportuna – nei fatti si configura una mutazione dalle fondamenta della macchina amministrativa locale, che porterà sul breve e medio periodo non poche conseguenze.
Tutto nasce da un documento emanato dalla Giunta – sindaco e assessori – che definisce in linea generale quali sono i compiti dell’Ente. Si deve avanzare l’ipotesi che tali compiti siano cambiati di recente, oppure può darsi che già in passato la organizzazione interna – vecchia di nove anni – non fosse più adeguata e dunque resta da chiedersi se c’era da tempo l’intenzione di ristrutturare tutto, domanda che ripropone l’interrogativo iniziale sulle ragioni che avrebbero indotto questa parte politica a non dire parola riguardo al suo progetto durante l’intera campagna elettorale.
Da quattro macro-aree (di vigilanza; dei servizi tecnologici e per il territorio; economico-finanziaria e degli affari generali; dei servizi sociali e culturali) si passa a tre, mediante accorpamenti e redistribuzioni di settori. Di conseguenza si riducono da quattro a tre i dirigenti, ottenendone un certo risparmio per le casse comunali. Si noti che Mineo non è l’unico paese a aver attuato provvedimenti simili, in anni di difficoltà economiche per gli Enti locali; generalmente, in un piccolo Comune, di fronte alla necessità di riduzione delle macro-aree senza però compromettere la capacità funzionale degli Uffici, si sono compiuti accorpamenti secondo un certo modello: area culturale insieme ai servizi sociali, vigilanza unita all’area finanziaria e area tecnica mantenuta a sé stante viste le sue peculiarità e il già vasto numero di competenze negli ambiti urbanistici, edilizi ecc. A Mineo, però, politicamente si è stabilito di agire in modo diverso e originale: l’area tecnica viene unita – e subordinata – alla vigilanza, l’area dei servizi sociali accorpata a quella finanziaria e infine si scorpora l’area culturale, sebbene con un cambio di dirigenza e una estensione delle competenze al settore delle attività produttive, che era compreso nella precedente area tecnica. Anche le ragioni di tale modo di procedere – che dipende da scelte politiche e non è stabilito da nessun obbligo di legge – non sono state rese note dagli organi decisori, che hanno omesso di comunicare anche quali sarebbero le aspettative da loro attese a seguito dell’intera, quanto mai laboriosa, operazione attuata sul Comune di Mineo.
Il passo successivo è stato la nomina dei tre nuovi capi-area con le nuove denominazioni – 1 Area economico-finanziaria e dei servizi alla persona; 2 Area servizi culturali e delle attività produttive; 3 Area di vigilanza e servizi al territorio. Nei nomi ci sono due novità e una riconferma, con notevole aggravio di competenze per quest’ultima, data l’importanza delle due aree finora distinte, servizi sociali e finanziaria. Tali sostituzioni non è noto in base a quali ragioni siano state decise, se per problemi riguardanti le figure dirigenziali precedenti o per motivi di fedeltà politica, ossia secondo una meritocrazia che misura il grado di vicinanza o subalternità tra i nuovi nominati e chi ha ideato, ispirato, promosso e governato il progetto politico della lista “Uniti per Mineo”. In America si chiama spoil system, Wikipedia lo traduce nella nostra lingua come “sistema del bottino”: «le forze politiche al governo distribuiscono a propri affiliati e simpatizzanti le varie cariche istituzionali, la titolarità di uffici pubblici e posizioni di potere, come incentivo a lavorare per il partito o l’organizzazione politica, e in modo da garantire gli interessi di chi li ha investiti dell’incarico.»
Fin qui si è illustrata la prima parte dell’intera operazione. Il passaggio seguente consiste nella assegnazione delle figure professionali – ossia la “dotazione organica” – alle tre nuove macro-aree. In teoria tale assegnazione dovrebbe avvenire mediante la semplice somma dei dipendenti già in dotazione alle macro-aree di provenienza; inoltre, non vi dovrebbe essere la necessità di avvicendamenti tra figure professionali equivalenti.
L’analisi deve poi addentrarsi nel dettaglio dei documenti che illustrano le scelte fatte dai tre Capi-Area sull’insieme del personale in dotazione al Comune di Mineo, visto che la legge assegna alla responsabilità dei dirigenti l’assegnazione delle mansioni. Nella prossima puntata l’Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo procederà a illustrare quanto è di pubblico dominio, per provare a ricostruire il senso complessivo dell’operazione, soprattutto nel quadro di un reale beneficio o concreto svantaggio che verrà a riceverne d’ora in poi l’utente finale che si rivolge all’Ente comunale: il cittadino pagatore delle tasse.

Osservatorio per la trasparenza amministrativa a Mineo

Seconda parte

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