Dichiarazioni dell’assessore Luana Mandrà

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Buonasera concittadini, non mi sarei mai aspettata di trovarmi in questa spiacevole situazione e di ritrovarmi su questo palco a pochissimi mesi dalle elezioni. La domanda ricorrente di questi giorni che mi viene fatta da quanti incontro è: «Ma cos’è successo? Ma così presto? Appena in luna di miele…» metaforicamente. Non vi nascondo di impatto un certo imbarazzo. Non per la risposta da dare, che ovviamente possiedo, ma per aver chiesto con forza nonostante le tante perplessità la fiducia per Anna Aloisi, e adesso dovermi con rammarico ricredere. Ci tengo a precisare che in noi non vige uno spirito di odio o risentimento personale verso qualcuno ma solo spirito di verità dei fatti accaduti. Infatti per noi è dovere morale dare delle risposte agli elettori. Il cittadino deve avere le risposte da chi lo amministra, la politica è partecipazione attiva, non spettacolo passivo, e quindi eccoci.
Abbiamo chiesto al sindaco un dibattito pubblico, strumento democratico, ma nessuna risposta è arrivata, né positiva né negativa. Perché, ci chiediamo? Incapacità di dare risposte, mancanza di capacità di confronto? Ma la politica è dibattito, è confronto critico. Ma forse qualcuno sconosce gli strumenti della Politica con la p maiuscola, quella in cui noi crediamo e che ci appartiene, accusandoci invece di vecchia politica, cioè quella dei mezzucci, dei compromessi, dei personalismi, quella che funge da ufficio di collocamento per parenti, amici e affini. Questo dimostrano i fatti, si smentisca se non veritiero.
Sussiste un po’ di confusione sul concetto di vecchia politica. Abbiamo incentrato la nostra campagna elettorale – vorrei ricordarlo – sulla persona Anna Aloisi, smontando e andando oltre le dicerie di popolo, a cui oggi siamo costretti a dover riconoscere e dar conferma. Dicerie accertate da accadimenti e fatti riprovevoli, di cui ne sono testimone diretta. Abbiamo creduto alla persona Anna Aloisi, che fortemente ci aveva scelti, fortemente ci aveva voluti all’interno del suo gruppo come garanzia, tutela e equilibrio nel confronto democratico che dovrebbe sussistere in ogni maggioranza dignitosa e decorosa che si rispetti. Una maggioranza alla quale da mesi non sempre abbiamo appieno potuto prendere parte. E adesso il sindaco, così come fortemente ci aveva voluti e scelti, allo stesso modo fortemente ci ha buttati via, ci ha scaricati. Una maggioranza apparente, a causa di decisioni affrettate prese a nostra insaputa, conosciute soltanto a fatto compiuto, a causa di continui tentativi di spaccatura del nostro gruppo, di invasioni di campo, tentativi di compravendita di consiglieri all’interno della stessa maggioranza, che prontamente abbiamo rifiutato. Tentativi inutili per un consolidato e compatto gruppo volto a lavorare e amministrare solo per il bene comune. Concezione molto differente da quella in questi giorni ribadita e dimostrata da qualcuno.
Sono stata personalmente vittima o oggetto del tentativo di spaccatura del nostro gruppo, per andare eventualmente a rafforzarne un altro, come se un contratto a tempo indeterminato con posizione di rilievo attinente i miei studi e alla mia laurea potesse comprare la mia dignità, i valori e la fiducia accordatami. Tutto come merce di scambio, tutto come merce di scambio, e farmi vendere a una proposta, così da rendere debole il mio gruppo, insignificante all’interno di una maggioranza. Un gruppo che pesa all’interno di una maggioranza ormai frantumata, una maggioranza tragicamente diventata monocolore di minoranza. Aggiungo che sono ancora in attesa di risposta da parte del sindaco sulla ricerca di chiarezza del fatto accadutomi, essendosi assunta lei il compito di verificare e rintracciare il responsabile della questione, essendone lei assolutamente all’oscuro.
Si è assistito, inoltre, alla mancanza di compattezza e unanimità della maggioranza nella votazione per le elezioni delle commissioni elettorali e l’elezione dei giudici popolari. Ci chiediamo come può accadere ciò all’interno di una maggioranza? Errore umano? È la perseveranza e la duplicità dell’errore che ci dà il dubbio. Franchi tiratori?
Non ultimo, il ritiro ingiustificato della delega all’assessore Favara. Ma perché, ci chiediamo, questi continui tentativi di spaccatura? Forse, alla fine, con qualche riserbo o sospetto ci viene da pensare che abbiamo sconvolto il piano programmatico già organizzato da qualcuno, che si è trovato ad affrontare l’imprevista, inaspettata e soprattutto scomoda presenza di tutti e tre i consiglieri del nostro gruppo.
Siamo stati accusati anche di effettuare opera di controllo. È vero! anche questo è il compito del nostro mandato, e soprattutto la richiesta di molti cittadini per contrastare eventuali favoritismi arbitrari, che i fatti hanno dimostrato. Inoltre, il ruolo del consigliere è anche quello di dare ascolto e voce ai cittadini. Questo abbiamo fatto.
Personalmente ho assistito al volto sgradevole della politica, di una certa modalità di far politica dalla quale prendiamo le distanze non riconoscendoci. E concludo ribadendo che come priorità a noi interessa la cara Mineo, intendo il nostro paese ovviamente, perdonate la sinonimia fuorviante e compromettente dell’aggettivo. (2013.09.22)

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