Processo del depuratore – Trantino: “Li ha uccisi la strafottenza degli amministratori del Comune”

di Leone Venticinque, per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

2012.05.08 – Nel corso dell’udienza pomeridiana di oggi sono stati ascoltati gli avvocati di parte civile che rappresentano i parenti delle vittime. Il primo intervento ha visto prendere la parola il principe del Foro di Catania Enzo Trantino, che ha parlato di una <<morte inutile, perché evitabile, causata dalla strafottenza e dalla superficialità nell’amministrazione della cosa pubblica>>.
<<Come nasce un disastro? Ce lo indica Pulici, l’unico addetto a gestire il depuratore quando era stato assunto come custode: è il caso assurdo dell’infermiere promosso a primario. C’è un prenotarsi al peggio, perché non si può affidare a una persona che non ha nozioni di chimica, biologia ecc. un impianto del genere. Questo è un delitto nato sulle scrivanie. Una gestione in economia ha portato al dramma, è stato da irresponsabili procedere sul crinale del rischio>>.
Già il testimone Aiello, supervisore dell’Asp 3 di Catania, a proposito del depuratore di Mineo aveva detto che non era stata rispettata nessuna misura di sicurezza, <<neanche la più elementare e intuitiva>>.
<<Nessun dipendente del Comune poteva dirsi formato e informato per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Ecco il ritratto della grossolanità: gli amministratori hanno giocato con la vita delle vittime già da molto tempo prima dell’evento tragico. L’incidente è avvenuto perché nell’impianto si aggiravano soggetti “bendati”, ciechi e ignari di fronte ai pericoli che li circondavano. La morte di tutti gli operai è la prova inoppugnabile della loro mancanza di formazione>>.
Ne deriva allora secondo Trantino una chiara definizione dei profili di responsabilità che il pm ha individuato con le richieste di condanna: dal capo dell’ufficio tecnico al suo sostituto con pieni poteri, dall’assessore ai lavori pubblici che avrebbe dovuto intervenire con direttive per migliorare le condizioni dell’impianto tenuto in una clamorosa carenza di manutenzione, fino al sindaco al quale spettava un compito di supervisione.
Da segnalarsi anche l’intervento del rappresentante Inail, che ha annunziato la richiesta di risarcimento per le spese già sostenute e previste nel bilancio dell’ente, somme che presumibilmente andranno a carico dei condannati così come le ulteriori richieste di risarcimenti per danni da mancato reddito, danno biologico, morale e catastrofico.
Le prossime udienze del processo sono state confermate al 16 maggio (ore 15.30), 18 maggio (ore 9.30), 8 giugno (ore 9.30).

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