Mineo: se non ora, quando? Lettera aperta per le elezioni anticipate

La raccolta firme è iniziata il 2011.11.03.

Si può comunicare la propria adesione mediante i commenti su questo sito o su facebook o a questo indirizzo di posta elettronica.
I moduli per le firme (pdf di due pagine da stampare fronte-retro) si possono trovare anche da “Eden Latino” in Piazza Buglio e da “New Style” in Via Paulu Maura (accanto al forno “Non Solo Pane”).

>> Volantino-Locandina-Manifesto (formato pdf)

Adesioni alla lettera aperta (l’elenco è in aggiornamento):

  1. Leone Venticinque (1974)
  2. Alessandro Manzoni (1951)
  3. Pietro Catania (1982)
  4. Giuseppe Mistretta (1970)
  5. Silvia Catania (1977)
  6. Fiodor Bonaviri (1981)
  7. Maurizio Roccuzzo (1961)
  8. Grazia Bellino (1966)
  9. Massimo Testa (1970)
  10. Giuseppe Marchese (1936)
  11. Fabio Infantino (1974)
  12. Sabrina Fichera (1994)
  13. Giovanna Gulizia (1955)
  14. Davide Pennisi (1987)
  15. Enzo Catania
  16. Agrippino Cuttone
  17. Vincenzo Infantino (1987)
  18. Alessio Roccuzzo (1988)
  19. Mario Amari (1967)
  20. Sebastiano Camuti (1975)
  21. Sergio Manzoni (1983)
  22. Riccardo Favara (1980)
  23. José Julio Carrasco (1964)
  24. Angela Claudia Incatasciato
  25. Salvatore Roccuzzo (1966)
  26. Santo Mandrà (1966)
  27. Antonella Di Pietro (1991)
  28. Agrippino Nucifora (1977)
  29. Alfio Masini (1985)

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9 thoughts on “Mineo: se non ora, quando? Lettera aperta per le elezioni anticipate

  1. caro amico leone non condivido assolutamente ,i nostri padri e le nostre madri i nostri avi si sono battuti giustamente & ingiustamente per ottenere la democrazia !
    dunque siamo democratici aspettiamo la scadenza naturale del mandato e che vinca il migliore ! cordialmente

  2. Gent.mo Francesco, non credo che in questo caso venga messa in discussione la democrazia, anche perché la lettera aperta chiede elezioni anticipate e dunque un pronunciamento democratico dei cittadini.
    Nella scienza politica da molto tempo si ragiona intorno al problema della revocabilità del mandato. Per parte mia non posso che consigliare la lettura di due voci di Wikipedia, “Democrazia” e “Rappresentanza politica”. Da quest’ultima ricavo la breve citazione che propongo qui di seguito, nel salutarti cordialmente.

    H. Kelsen scrive: «Per stabilire un vero rapporto di rappresentanza, non basta che il rappresentante sia nominato o eletto dal rappresentato. È necessario che il rappresentante sia giuridicamente obbligato ad eseguire la volontà del rappresentato, e che l’adempimento di questo obbligo sia giuridicamente garantito. La garanzia tipica è il potere del rappresentato di revocare il rappresentante, nel caso che l’attività di quest’ultimo non si conformi ai desideri del primo. […]»

  3. caro amico leone
    insisto e persisto nel non essere d’accordo.
    io non credo assolutamente negli “” ILLUMINATI “””
    convergo pienamente con la tesi di chi e stato eletto democraticamente dal popolo sovrano non debba avere il diritto di passare da un campo all’altro serenamente ,allegramente ! senza essere punito severamente .””perdendo i diritti civili per un tempo determinato””! cordialmente

    • Gent.mo Francesco,
      accanto alla tua osservazione – che mi trova d’accordo – riguardante la collocazione del rappresentante in uno schieramento e l’opportunità di non cambiarlo durante il mandato, esiste un altro problema che come afferma Kelsen è la “volontà del rappresentato”, cioè del cittadino-elettore che seppure non illuminato resta pur sempre depositario della sovranità democratica. Volontà del rappresentato e volontà del rappresentante si incontrano nel momento precedente alle elezioni, quando il secondo – in qualità di candidato – presenta un programma di governo, assicurando di poterlo rispettare e realizzare. Il rappresentato allora, se condivide quel programma, da il proprio consenso ossia il mandato elettorale.
      Uscito dall’urna, il cittadino-eletore non vede sospesi i propri diritti politici. I diritti politici sono connaturati al suo status e quindi il cittadino-elettore esercita un costante ruolo di vigilanza – insieme all’opposizione formata dallo schieramento sconfitto – sull’operato della maggioranza. In qualsiasi momento, il cittadino-elettore ha la possibilità di esprimere un giudizio di insoddisfazione per l’operato di un governo e dichiarare pubblicamente di aver perso la fiducia nei suoi confronti.
      Questa lettera aperta viene condivisa e firmata da chi è convinto che qui a Mineo attendere la scadenza naturale del mandato sia non solo inutile ma anche dannoso, visti una serie di provvedimenti che poi sarà molto difficile riparare. A sua volta, liberamente e secondo la propria coscienza, il rappresentante deciderà come regolarsi: se fare appello al suo diritto di rimanere ancora in quel ruolo oppure dimettersi.
      Aggiungo, in conclusione e scusandomi per la lunghezza della risposta, che questa lettera aperta è un momento di chiarezza che si contrappone alla tradizione molto radicata di mostrarsi in atteggiamenti critici finché si resta in privato o in cerchie ristrette di conoscenti e amici, salvo poi tacere quando c’è la possibilità di pronunciarsi pubblicamente, magari per paura di ritorsioni. La lettera aperta semplifica il discorso perché finalmente ci permette di distinguere tra chi tutto sommato accetta lo stato di cose e chi ha fiducia che un’alternativa potrà emergere dalla nostra comunità.
      Un cordiale saluto

  4. Carissimi Venticinque e Sessa,
    interessante duetto che tende un po’ troppo verso l’accademico, non ci sono abituato. Vorrei tornare invece a concetti più afferrabili per me, alla mia portata.

    LA QUESTIONE
    Si sta parlando di un piccolo paesino di provincia in cui la qualità della vita, negli ultimi 10 anni, è ai minimi storici. Espongo qualche punto per facilitarmi il compito e rendere il mio pensiero più schematico:
    – la qualità della vita non è un concetto astratto ma è una condizione misurabile matematicamente;
    – i semplici parametri da me analizzati (ricchezza, distribuzione delle risorse, disoccupazione, reddito medio, relazione sociale, soddisfazione personale, pulizia dell’ambiente, attrazione dei centri vicini ecc.) mi dicono che nella provincia siamo fra i paesi meno vivibili;
    – si tocca con mano l’indignazione della gente di fronte al proprio paese immerso nella spazzatura, nel caos delle automobili selvegge che non ti permettono neanche di camminare a piedi, nella desolazione delle vie abbandonate, nel disinteresse degli amministratori ecc.
    In un paese civile, dopo solo sei mesi, un’amministrazione simile sarebbe gia a casa, ma siamo nell’Italia malata del “quasi” post-berlusconismo.

    L’EPILOGO.
    Tornando al tema più caro ai nostri amici di sopra, in un contesto “clientelarassistenziale” alle prossime elezioni questa amministrazione o il suo surrogato avrà più voti dell’ultima tornata e di questo dovremo ringraziare: la democrazia i cittadini ingabbiati, gli indignati del sabato pomeriggio, i ricattati e il nostro caro “CARA”.

    • Carissimo Nello,
      Confido che in un prossimo futuro possa formarsi in te l’idea che, tra le possibilità reali di cui Mineo sarà capace, non ci siano solo surrogati ma anche qualcosa di meglio. Nel frattempo colgo questa occasione per proporti di tenere un concerto al Circolo di Cultura Luigi Capuana insieme ai Wot, magari in versione acustica, nella speranza che la proposta ti/vi risulti gradita.
      A presto

  5. Gentile dott. Leone,
    in relazione alla lettera aperta, mi permetto di osservare quanto segue:
    Gli sconfitti alle elezioni passate e, forse, qualche deluso, legittimamente, continuano la loro battaglia contro gli avversari di ieri e/o di oggi, utilizzando tutti i mezzi che ritengono opportuni, ivi compresa una generica petizione popolare che non ha, sul piano pratico, alcuna possibilità di successo, atteso che i casi di scioglimento di una giunta comunale sono previsti per legge, e, tra questi, non compare la raccolta delle firme da parte dei cittadini delusi. Sul piano politico e del coinvolgimento e della partecipazione dei cittadini, invece, avrebbe un grande significato una iniziativa dove fossero chiare, oltre alle accuse, anche le proposte idonee ad imprimere all’attività politico/amministrativa un nuovo corso e, soprattutto, chi (singolo o gruppo), e con il contributo di quali partiti, associazioni, gruppi, circoli, movimenti ecc, si assuma la responsabilità, se eletto, di rendere concreti atti amministrativi le varie proposte. Sul programma e su chi dovrebbe realizzarlo, avrebbe senso una raccolta di firme di adesione. Questo, non soltanto per un’esigenza di trasparenza, ma per rendere più incisiva e puntuale un’azione, sicuramente valida e da incoraggiare, di critica costruttiva e di controllo severo dell’attività dell’amministrazione comunale. Un gruppo capace di impegnarsi sul territorio concretamente con iniziative e proposte e di accreditarsi quale autentica e seria forza di cambiamento, contribuirebbe alla crescita politica della comunità cittadina e avrebbe tutte le carte in regola per candidarsi alla guida della città con moltissime probabilità di successo. L’attuale iniziativa di richiesta pura e semplice di dimissioni, mi fa pensare ad una soluzione del tipo: tu, intanto, ti dimetti, poi, domani, chi vivrà vedrà. Il cittadino ha il diritto di sapere che cosa contribuirà a costruire, oltre che ad abbattere, la sua partecipazione ad una qualsiasi iniziativa.
    Con molta cordialità
    Salvatore Bellino

    • Gent.mo Sig. Bellino,
      Io credo che quanti hanno deciso finora – o decideranno in seguito – di aderire a questa iniziativa siano ben consapevoli che essa non può avere una funzione destitutiva, ché le vigenti norme non contemplano la revocabilità del mandato per le Amministrazioni locali.
      Di fronte al silenzio l’interpretazione è libera e chi è stato eletto tre anni fa può affermare che i consensi ricevuti siano rimasti intatti o perfino aumentati di numero. Se invece, accanto agli oppositori di allora, anche quanti avevano contribuito a eleggere la presente maggioranza si pronunciano pubblicamente per il voto anticipato, quella stessa interpretazione viene privata del suo insostituibile fondamento.
      Non escludo e ritengo anzi probabile che molti concittadini sentano la necessità di avere preliminarmente chiaro il punto di arrivo prima di iniziare un percorso. Sta a ciascuno di loro – e di noi – stabilire se le presenti circostanze siano o no compatibili con un simile punto di vista. E’ una valutazione che si collega alla consapevolezza del fatto che determinate scelte amministrative non possono più essere rimandate mentre altre – se non evitate – produrranno danni permanenti.
      Quanto alle proposte di cui Lei nota l’assenza nella lettera aperta, non posso che rimandare ai contenuti delle interviste a Pietro Catania pubblicate su “Qui Mineo”. Altri candidati alternativi all’attuale compagine amministrativa avranno modo di elaborare – spero quanto prima – il proprio programma di governo da presentare alle elezioni e forse solo allora una parte dei nostri concittadini decideranno di pronunciarsi a favore delle elezioni anticipate.
      Un cordiale saluto

  6. Egregio dott. Leone,
    con la consapevolezza che Mineo può contare su tante vivaci intelligenze giovani e meno giovani, auspicavo la formazione di un gruppo, che, superando (senza disconoscerli), gli attuali scenari partitici, fosse capace di proporre un’azione, autonoma e nuova, di protesta e proposta che si ponesse la realizzazione (da subito e non soltanto a ridosso delle elezioni), attraverso il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini, anche di diverso orientamento politico, di un comune obiettivo: la buona amministrazione.
    Cordiali saluti
    Salvatore Bellino

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