Processo del depuratore – «L’impianto stava andando in malora, il suo degrado ha ucciso i sei operai»

di Leone Venticinque, per il Laboratorio Politico Vetustissima et Iucundissima

2012.01.13 – Nell’udienza di mercoledì 11 gennaio 2012 sono stati ascoltati in controesame i consulenti ing. Di Puma e prof. Maggiore. Secondo quanto emerge dalla loro perizia, già da alcuni mesi prima dell’incidente il fango nell’impianto era arrivato a livelli tali da determinare la fermentazione anaerobica, responsabile della presenza di varie sostanze tra le quali l’idrogeno solforato. L’anossia è stata determinata dall’eccesso di fango presente nel depuratore: <<Sui dischi del biorotore in condizioni aerobiche si forma un film batterico di colore avana-nocciola che man mano si ispessisce e tende a cadere per il suo peso. In condizioni anaerobiche si forma un film nero, che è quello che abbiamo trovato sui dischi.>>
Secondo i consulenti ascoltati in controesame lo stato di degrado dell’impianto al momento dell’incidente è evidenziato da vari fattori: c’era un cattivo odore diffuso nell’area, poi c’erano alcune parti dell’impianto logorate, il fango nero determinato da anossia (fermentazione anaerobica), le nastropresse per prelevare i fanghi mai utilizzate, biodischi – che sono il cuore dell’impianto – sparsi da ogni parte, delle tre pompe di ricircolo fanghi ne funzionava una sola. Solo il sedimentatore primario non era guasto – perché non ha alcun congegno meccanico che si possa guastare – ma era intasato e dunque non riusciva a svolgere il lavoro per il quale era stato costruito. Il prof. Maggiore ha aggiunto inoltre: <<Sono convinto che il degrado strutturale dell’impianto sia legato alla fase finale, cioè lo stato di anossia manifestatosi dal marzo 2008, perché la permanenza dei fanghi non estratti dal sistema è stata la causa di un rapido deterioramento di tutti gli apparati, in particolare le pompe di ricircolo.>>
Il controesame dei consulenti ha mostrato la solidità della perizia che, in base ai dati disponibili e ai riscontri sul campo, afferma che le condizioni propizie all’incidente avvenuto l’11 giugno 2008 a causa dell’accumulo di fanghi – la cui fermentazione in assenza di ossigeno produce il gas letale idrogeno solforato – erano già da qualche tempo presenti nel depuratore e si sono manifestate nei confronti dei sei caduti sul lavoro.
Prossime udienze: 26 gennaio ore 15.30; 15 febbraio ore 15.30; 9 marzo ore 9.30; 17 aprile ore 15.30; 18 aprile ore 15.30; 27 aprile ore 9.30; 8 maggio ore 15.30; 16 maggio ore 15.30; 18 maggio ore 9.30.

 

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