Come uscire dalla trappola del debito pubblico

Giovanni Leonardo Damigella, “la Repubblica”, 2012.01.07, p. 26

Sono un imprenditore siciliano, amministratore di un’impresa terza in Italia per la produzione di marmi e graniti. Data la situazione economica che ci troviamo ad affrontare oggi in Italia, ho maturato alcune idee, alternative e rivoluzionarie, per poter alleggerire il peso del debito che affligge lo Stato. Ecco il mio ragionamento. A oggi il debito pubblico ammonta a circa 1.911 miliardi d’ euro. Considerando che ci sono circa 22 milioni di lavoratori che maturano una liquidazione media (Tfr) di 1.500 euro l’ anno, e che in media questi hanno accumulato circa 20 anni di lavoro, si può ottenere un ammontare totale di 660 miliardi d’ euro. Tale somma è, allo stato attuale, accantonata in aziende e fondi comuni d’investimento. La mia proposta è di convertire tale Tfr in titoli di Stato indicizzati all’inflazione, esigibili nel momento in cui il lavoratore va in pensione. In tal modo il debito pubblico si ridurrebbe di 660 miliardi irredimibili, e ogni anno i nuovi versamenti di Tfr andrebbero a pagare quelli in scadenza. Un breve e semplice calcolo. In Italia ogni anno vanno in pensione circa 550 mila lavoratori che, con un Tfr medio di 1.500 euro per 40 anni di versamenti, costituiscono un importo di 33 miliardi di euro. Sebbene tale somma sia sborsata dallo Stato, la stessa verrebbe più che compensata dal Tfr dei nuovi lavoratori, che in un’economia crescente dovrebbe essere superiore al valore delle liquidazioni. Inoltre buona parte del debito rimarrebbe nelle mani dei cittadini italiani, andando a erodere la quota parte detenuta da investitori/speculatori esteri che sono soliti far variare i rendimenti dei titoli solo per loro tornaconto. Così si ridurrebbe la pressione sui titoli di Stato con l’obiettivo di avere un tasso d’interesse dell’1% sui titoli decennali. Dal punto di vista delle imprese, una politica di questo tipo porterebbe beneficio per una serie di motivi. L’ impresa dovrebbe versare allo Stato, per la conversione in titoli, l’ ammontare di Tfr alla fine di ogni anno, senza dover avere un debito in bilancio e rivalutare il fondo Tfr all’inflazione. L’impresa avrebbe il vantaggio di tassi d’interesse su mutui e prestiti più bassi di quelli attuali per poter finanziare la sua attività produttiva. L’impresa beneficerebbe dei vantaggi per il rilancio dell’ intera economia (maggiori consumi, opere infrastrutturali, eccetera). Con tale proposta, l’intera economia troverebbe vantaggio, rinunciando definitivamente a manovre di “lacrime e sangue”, vanificate dal continuo aumento dei tassi di interesse, a esclusivo vantaggio degli speculatori.

Annunci

One thought on “Come uscire dalla trappola del debito pubblico

  1. L’amico Damigella anni fa aveva proposto dei provvedimenti per fare uscire Mineo dalla crisi atavica che l’attanaglia.Peccato che la miopia,la gelosia,la diffidenza della classe politica di allora che è anche la classe politica che ci amministra ora, ha fatto fallire tutto.Che dire? Poveri noi!!!!!!!!!!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...