Grazie a Sol.Calatino un futuro per gli ospiti del “Villaggio della Solidarietà”

Mineo – Centro Cara, progetti ambiziosi

di Giuseppe Centamori, “La Sicilia”, 2011.12.07, p. 45.

L’annuncio arrivò con una visita lampo a metà febbraio. L’ex premier Berlusconi ed il suo ministro agli Interni Maroni, in un blitz che rimarrà agli annali della storia locale, con uno scrocchio di dita crearono il Villaggio della Solidarietà. In un colpo solo il complesso dell’ex Residence degli Aranci, dimora sino al giorno prima delle famiglie dei marines Usa di stanza a Sigonella, diventò il più grande Cara d’Europa.
Tanti chi avversavano la scelta del governo, ma c’era anche chi faceva scelte diametralmente opposte. Come il consorzio Sol.Calatino pubblicamente favoriva la nascita del Cara di Mineo.
Oggi fa parte della riunione di cooperative che gestisce da qualche mese il complesso edilizio di contrada Cucinella. « Vogliamo trasformare il Cara di Mineo – dice Paolo Ragusa – da luogo del tempo perduto a spazio di costruzione del futuro degli ospiti tanto da immaginare che questa struttura diventi un grande “centro di competenze” al servizio del bacino del Mediterraneo. «Vogliamo fornire agli ospiti – aggiunge – gli strumenti e la preparazione necessaria per un loro ingresso in Europa». Dall’inizio dell’anno scolastico, ogni mattina in piazza Buglio da un pulmino scendono ordinati tanti bambini per andare a scuola. «E’ stata una necessità primaria l’inserimento scolastico dei minori, ma abbiamo già avviato anche dei primi tirocini formativi nel settore turistico, grazie al progetto “Re.la.r” di Italia Lavoro”.
«Garantiremo – annuncia Ragusa – non solo le attività ordinarie, ma realizzeremo numerosi progetti di integrazione sociale e lavorativa aperti al coinvolgimento attivo di tutti gli attori sociali ed economici del comprensorio». Vengono fatte osservare le critiche e le polemiche di altre associazioni che denunciano lo stato di vivibilità all’interno del Villaggio della Solidarietà. Glissa, ma offre la sua visione.
«Il Cara, per noi oggi rappresenta la più importante infrastruttura sociale della regione in materia di politiche migratorie e su di essa sono chiamati a investire sia il governo nazionale, quello regionale, oltre che l’Ue per governare un fenomeno ormai permanente che sta già modificando la struttura sociale del Paese e dell’Europa.

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