Strage di Mineo, per i consulenti il depuratore funzionava

di Mariano Messineo, “La Sicilia”, sabato 29 ottobre 2011, p. 54.

Per alcuni consulenti della difesa degli amministratori e tecnici del Comune di Mineo, sentiti ieri mattina nell’ambito del processo sulla strage nel depuratore, l’impianto era pienamente funzionante e non produsse, quindi, le esalazioni rivelatesi mortali. Per loro il Comune adottò tutte le misure idonee a garantire la sicurezza dell’impianto e, quindi, i fanghi trovati nel pozzetto [non] furono creati dall’impianto, ma provennero dall’esterno.
Ieri mattina, davanti al Tribunale di Caltagirone, ennesima udienza nel processo che vede imputati sette fra amministratori, dirigenti e funzionari del Comune di Mineo e rappresentanti dell’impresa di Ragusa. I consulenti, che saranno controesaminati nell’udienza del 14 dicembre, hanno riferito circostanze a favore di amministratori e tecnici. Nell’incident, avvenuto l’11 giugno del 2008, a causa delle esalazioni tossiche formatesi nel pozzetto di ricircolo dei fanghi, morirono quattro dipendenti comunali e due operai della ditta incaricata dell’espurgo.

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