Rapporto dal “Villaggio della Solidarietà”

Alcune precisazioni sul presunto dialogo fra richiedenti asilo ed agricoltori a Mineo

di Rete Antirazzista Catanese

[pullquote]I richiedenti asilo, che fino ad un mese fa usufruivano di un solo bus mattutino (50 posti per 1500 persone!) gratuito per raggiungere Mineo, adesso devono fare oltre 20 km a piedi (quindi aumentano le probabilità che si riposino e si rifocillino nelle campagne circostanti)[/pullquote]

2011.11.08 – Già l’altro ieri mentre ci recavamo all’incontro interetnico di fronte al megaCara di Mineo eravamo alquanto allarmati dal titolo sulla prima pagina de “La Sicilia” Agricoltori in rivolta: razzie dei rifugiati.
Alcune settimane fa fummo contattati da rappresentanti del comitato degli agricoltori e dopo una riunione con loro li invitammo ad un confronto di fronte al villaggio degli aranci con i migranti a conclusione del quale restammo d’accordo, viste le difficoltà nel diffondere l’invito ad evitare di toccare i prodotti delle campagne circostanti, che il comitato ci avrebbe fornito una lettera aperta ai richiedenti asilo, che noi poi avremmo tradotto e diffuso con un volantino. Passando le settimane e visto che la lettera aperta non arrivava, provvedemmo, come Rete Antirazzista, ad inserire il seguente periodo (tradotto in inglese e francese e diffuso in centinaia di copie nei giorni scorsi) nel volantino che indiceva l’incontro interetnico del 6/11: <<Nelle campagne circostanti vi lavorano numerosi agricoltori, che vivono del frutto della loro terra, più volte ci hanno chiesto di comunicarvi di evitare, soprattutto quando stanno maturando le primizie, di entrare nei loro terreni e di appropriarvi dei prodotti agricoli; gli agricoltori (nonostante la crisi e danni economici subiti) hanno dimostrato la loro disponibilità ad offrire gratuitamente parte dei loro prodotti per costruire insieme una positiva conoscenza, basata sulla Solidarietà e sul rispetto reciproco, cerchiamo di non rovinare questa opportunità>>.
La lettera aperta ci arrivò la sera precedente l’incontro di domenica e non c’era il tempo di tradurla e di fare le fotocopie. Il volantino diffuso dagli agricoltori ad un centinaio di richiedenti asilo, che partecipavano al nostro incontro era scritto solo in italiano e pertanto di alquanto improbabile comprensione ai migranti, nonostante la diffusione di dizionari in più lingue, che da mesi diffondiamo gratuitamente.
Prima dell’assemblea con i migranti abbiamo fatto presente agli agricoltori che, se ci si vuole confrontare, è inopportuno avere usato nel volantino da loro distribuito toni minacciosi, che arrivano ad ipotizzare uno scontro con i migranti qualora questi non accettino “la loro mano d’aiuto”; inoltre la disponibilità, da parte nostra, a far intervenire gli agricoltori c’era (i giornalisti presenti lo possono confermare) per iniziare un reale confronto.
Abbiamo ribadito agli agricoltori che i richiedenti asilo subiscono numerose violazioni dei loro diritti in seguito alla pessima gestione del Cara ed alle politiche governative sempre più liberticide, che dilapidano ingenti risorse pubbliche nel business della reclusione/pseudo accoglienza dei migranti (i casi di Lampedusa, dei CIE galleggianti e dell’affitto del villaggio degli aranci pagato alla Pizzarotti spa di Parma ne sono una vergognosa prova).
I richiedenti asilo, che fino ad un mese fa usufruivano di un solo bus mattutino (50 posti per 1500 persone!) gratuito per raggiungere Mineo, adesso devono fare oltre 20 km a piedi (quindi aumentano le probabilità che si riposino e si rifocillino nelle campagne circostanti); il contributo economico di alcuni euro al giorno, garantito per legge in tutti i Cara d’Italia, per 6 mesi non è stato versato (riducendo i migranti in condizioni d’indigenza), da alcune settimane con la nuova gestione di Sisifo si danno 3,5 euro al giorno, non in contanti ma come credito per comprare dentro il Cara sigarette e schede telefoniche, ma del pagamento degli arretrati naturalmente nessuno ne parla. E’ vergognoso che si voglia risparmiare sulla pelle dei richiedenti asilo.
Apprendiamo adesso che gli agricoltori, sostenuti da associazioni di categoria, stanno richiedendo dei “risarcimenti” per la presunta distruzione dei loro agrumeti. E’ grave che, senza avere iniziato un reale percorso di confronto con i migranti, gli agricoltori intraprendano adesso la demagogica e clientelare strada di strumentalizzare la situazione per fingersi vittime di una devastazione, contribuendo così ad ingigantire l’allarme sociale e favorendo anche una ulteriore militarizzazione dei paesi calatini.
In epoca di tagli alle spese sociali e di finanziarie lacrime e sangue, i soldi per aumentare le spese militari (20 miliardi e mezzo di euro per quest’anno) si trovano sempre, ma bisogna alimentare la fabbrica della paura, per questi motivi il nostro tentativo di dialogo è stato fatto naufragare. Ciononostante facciamo appello agli agricoltori democratici a costruire insieme nelle prossime settimane una grossa iniziativa di Solidarietà con tutti/e i/le richiedenti asilo di fronte al villaggio degli aranci con una parola d’ordine comune:
CHIUDERE IL megaCARA di Mineo!

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