Il “Villaggio della Solidarietà” torna a meritare l’attenzione della stampa

Mineo – Sit in degli agrumicoltori della Piana dei Margi al Villaggio della solidarietà
Gli agricoltori agli ospiti del Cara «Non toccate le primizie nei campi»
Rete antirazzista: «Dialoghiamo». I migranti: «Troppi limiti»

di Giuseppe Centamori, “La Sicilia”, lunedì 7 novembre 2011, p. 7.

[pullquote]Gli agricoltori: «Stiamo soltanto cercando di sensibilizzare gli ospiti ad evitare di entrare nei nostri fondi e rovinare i frutti. Alcuni di loro aprono le saracinesche e i rubinetti delle cisterne allagano i terreni»[/pullquote]

Mineo. Il volantino viene letto in diverse lingue. Nel documento firmato dal comitato degli agricoltori il messaggio è assai chiaro: poche righe per chiedere agli ospiti del Cara di non invadere le loro aziende agrumicole.
La soluzione della questione sta proprio nel farsi intendere. Capirsi reciprocamente, dunque, e la querelle sollevata dagli agrumicoltori della Piana dei Margi che ospita il più grande Centro accoglienza richiedenti asilo d’Europa forse svanirebbe come nebbia al sole.
Ci provano l’associazione dei contadini e la rete antirazzista di Catania che ieri hanno promosso l’ennesimo sit in davanti al Villaggio della Solidarietà.
Alfonso Di Stefano ha incontrato il capo delegazione degli agrumicoltori Antonino Coco. Da alcune settimane si scambiano opinioni e la rete antirazzista di Catania si è presa il compito di far veicolare il volantino tradotto in francese e inglese e, fra qualche, giorno anche in arabo.
[pullquote]La Rete Antirazzista: «Dialoghiamo ma non usate certi toni che colpevolizzano tutti».[/pullquote]«Dobbiamo collaborare – sottolinea più volte Alfonso Di Stefano di fronte al suo interlocutore – cercando di mettere acqua su questo fuoco piuttosto che pronunciare frasi che sembrano benzina utile ad alimentare tensioni». Ascolta le proteste ma chiede di stare attenti con i toni. «In fondo è solo da alcuni giorni che abbiamo parlato con i vari capo-comunità. Ma occorre non colpevolizzare 1.700 persone se solo alcuni commettono danni».
Certamente gli agrumicoltori non vogliono uno scontro. Antonino Coco cerca ancora il dialogo con gli ospiti del Cara, ma le primizie sotto gli alberi devono essere preservate. «Stiamo soltanto cercando di sensibilizzare gli ospiti ad evitare di entrare nei nostri fondi e rovinare i frutti. Purtroppo – aggiunge Coco – gli ospiti del Cara non si fermano solo a rubare i frutti acerbi, ma vanno oltre. Per esempio – afferma – alcuni di loro aprono le saracinesche e i rubinetti delle cisterne allagando i terreni. Tutto questo deprezza i nostri prodotti ed è una facile scusa per i commercianti per far abbassare ancora di più il prezzo».
I contadini ribadiscono che, appena maturi, saranno gli stessi agrumicoltori a portare loro arance e mandarini. Vogliono essere ascoltati, dicendosi sicuri che così si eviteranno le tensioni.
[pullquote]Gli ospiti: «I soldi possono spendere solo all’interno. Riso annacquato e vietato cucinarsi in proprio».[/pullquote]Tra gli agrumicoltori c’è anche chi ricorda come lo scorso marzo furono danneggiati alcuni impianti e nessuno, tra le autorità, abbia dato loro ascolto. Né è stato erogato un rimborso o si è provveduto a una maggiore sorveglianza dell’area.
Gli ospiti del villaggio della Solidarietà hanno ascoltano e anche loro hanno avuto qualcosa da lamentare. I soldi che ricevono li possono spendere solo all’interno della struttura e hanno da ridire sul cibo: «Il riso è sembra annacquato e poi ci viene negato di cucinare nei nostri alloggi».

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