Mineo, Niscemi e gli altri piccoli focolai della nuova Sicilia

di Leone Venticinque, per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

2011.10.29 – Attraverso i nuovi mezzi di informazione autogestiti – e il più delle volte solo grazie a questi – la popolazione italiana può oggi seguire i tanti casi locali che contrappongono gruppi di cittadini a decisioni e scelte fatte altrove e in virtù di logiche oligarchiche di un potere che opera in modo non democratico.
Una piattaforma informativa è il prezioso punto di partenza al quale deve seguire la mobilitazione coordinata di chi si rende conto che il localismo porta allo stesso tempo vantaggi e effetti negativi. Se da un lato grazie al richiamo verso temi di rilevanza locale le piccole comunità ritrovano il senso identitario del luogo di appartenenza, un’azione collettiva che aspiri al successo ha bisogno di molte persone in movimento che siano unite di volta in volta nella partecipazione oltre i rispettivi confini territoriali, in base al principio di reciproca solidarietà che nelle alleanze deve sostituire l’esclusivo interesse particolare.
Altro aspetto non secondario della questione riguarda la trasversalità e la pluralità delle forze in campo. Sono da evitare esclusioni pregiudiziali e settarie che spesso si reggono su ideologismi superati o comunque non più capaci di coinvolgere percentuali significative di persone che invece concordano sugli obiettivi e dunque potrebbero partecipare e impegnarsi.
Accade normalmente che a interessarsi di un problema – grande o piccolo che sia – all’inizio sono piccoli gruppi protagonisti, i quali per sensibilità culturale o politica già consolidata nel tempo trovano in sé la spinta a iniziare una campagna d’opinione. In seguito – e quanto prima possibile – il coinvolgimento collettivo deve estendersi al massimo grado, anche superando le pur legittime diffidenze che gli ultimi arrivati suscitano negli avanguardisti, per il sospetto che una componente di opportunismo non sia estranea alle loro scelte. Anche il criterio di esclusione basato sulla polarità destra/sinistra rischia oggi di non corrispondere più a una realtà sociale italiana che ha superato le contrapposizioni novecentesche da Guerra Fredda – o più modestamente da Peppone e Don Camillo. E allora, se si vogliono rafforzare le tante campagne di mobilitazione che sono in corso nel Paese, occorre parlare veramente a tutti, dando nella comunicazione il peso maggiore a quegli aspetti che possono trovare ascolto e coinvolgere le popolazioni senza temere un annacquamento delle rivendicazioni e degli obiettivi. Così le stesse meritevoli avanguardie eviteranno il rischio di una autoghettizzazione – talvolta compiaciuta – che riduce a zero le probabilità di vittoria, con iniziative perdenti e che non disturbano nessuno, al limite del folklore pittoresco.
A Mineo in tempi recenti non sono mancati esempi di azioni sociali portate avanti in modo efficace: la campagna per l’acqua pubblica culminata con la grande raccolta di firme e i consigli comunali pieni di cittadini interessati alla questione; poi la crescita dell’attenzione tra gli abitanti su quel che accade loro malgrado prodotta dall’istituzione del “Villaggio della Solidarietà” con tutte le sue conseguenze ancora irrisolte e, nella scorsa primavera, la massiccia partecipazione al voto referendario dopo le iniziative di dibattito sui temi oggetto di consultazione nazionale – acqua, energia nucleare, giustizia.
A pochi chilometri da Mineo il caso di Niscemi offre vari spunti di riflessione. E’ ormai prossima l’installazione di una struttura militare di radiotrasmissione delle forze Nato, denominata Muos, a danno di un’area naturale protetta. Quest’opera inquinante e pericolosa per gli effetti cancerogeni sulle persone si doveva realizzare in precedenza nella base di Sigonella ma poi la sua destinazione è stata spostata per tutelare la salute… dei militari Usa.
Alla manifestazione di oggi erano presenti molti gruppi e singole personalità arrivate da gran parte della Sicilia: Antonio Mazzeo, Alfonso Di Stefano della Rete Antirazzista Catanese, Il Movimento regionale dei Forconi, da Caltanissetta gli attivisti che si oppongono al Centro di Identificazione e Espulsione, da Caltagirone Sinistra Ecologia e Libertà e l’associazione Magma, da Palagonia il consigliere provinciale Valerio Marletta con altri militanti e infine il Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”.
Ciò significa che le avanguardie locali stanno cooperando e si danno appuntamenti unitari che solo in questo modo possono raggiungere una massa critica capace di obbligare i decisori e i rappresentanti politici a prendere nella dovuta considerazione la volontà di tanti cittadini che – finché ci sarà la democrazia – sono anche elettori che possono mandare a casa chi non merita più il consenso e la fiducia.

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