“Villaggio della Solidarietà” – servizi per gli ospiti, lavoro per il territorio

di Leone Venticinque, per il Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”

[pullquote]il nuovo rapporto di collaborazione tra alcuni abitanti di Mineo e il Villaggio potrà auspicabilmente portare una immagine nuova e meno misteriosa di come si svolge la vita all’interno della grande struttura[/pullquote]

2011.10.19 – Si sono avviate da lunedì 17 ottobre 2011 le attività di supporto agli ospiti del “Villaggio della Solidarietà”. Attraverso le cooperative operanti a Mineo sono circa trenta le persone – tra cui molti giovani – che ogni giorno presteranno servizio nella struttura di Contrada Cucinella per un periodo di tempo che non è stato reso noto. Altrettanto ignote le procedure di selezione, secondo quanto d’altronde consente la normativa in vigore per le cooperative. Nelle scorse settimane non si è visto in paese o sui mezzi d’informazione locale alcun avviso per far sapere ai potenziali interessati che c’era un reclutamento in corso, il che molto probabilmente significa che è stato seguito un sistema “a chiamata”, forse partendo da un insieme di nominativi con disponibilità lavorativa, già segnalati alle cooperative in precedenti occasioni. Si può presumere che siano state fatte scelte basate sulle qualifiche e competenze di ciascun candidato, visti i delicati compiti che si dovranno svolgere nel Cara più grande – e problematico – d’Europa.
E’ una notizia, sebbene non sia stato possibile leggerla da nessuna parte. Per il piccolo paese di Mineo si tratta di un aiuto economico rilevante che arriva in una situazione poco felice sul fronte occupazionale, soprattutto perché sono pochi i giovani che vogliono o possono cimentarsi nelle attività imprenditoriali.
Un’altra notizia – che attende conferme o smentite – parla di altri quaranta posti di lavoro nel Villaggio che per un qualche motivo sarebbero stati riservati a persone residenti in un altro centro del Calatino, Caltagirone, e di altri trenta riservati al Comune di Ramacca. Non è dato sapere se altri paesi dell’area abbiano ricevuto quote parti aggiuntive, per un totale di posti di lavoro che dunque al momento resta un’incognita.
C’è da augurarsi che i servizi per gli ospiti del Villaggio ora avviati portino concreti benefici per tutto il tempo che sarà necessario, nell’obiettivo di dare finalmente un po’ di concretezza a concetti quali “solidarietà” e soprattutto “integrazione” finora tanto declamati a parole. Per il momento il nuovo rapporto di collaborazione tra alcuni abitanti di Mineo e il Villaggio potrà auspicabilmente diffondere una immagine nuova e meno misteriosa di come si svolge la vita all’interno della grande struttura e anche favorire la conoscenza reciproca, per allontanare le comprensibili paure e diffidenze che il mistero amplifica e alimenta.

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