Un esperienza di ricovero ospedaliero a Caltagirone e Catania

di Gino Bonaviri

[pullquote]La clinica di Caltagirone è costruita male, non serve a niente, bisognerebbe abbandonarla e costruirne una nuova che rispetti il principio della unità sanitaria per ogni singolo ammalato.[/pullquote]

2011.09.14 – Fare l’esperienza di un ricovero in una clinica nostra non significa accettare passivamente quello a cui ci si espone. È anche necessario passare a certe osservazioni critiche che possono aiutarci a vedere quali sono i difetti e i pregi della nostra Sanità. Sono stato ricoverato in una clinica di Caltagirone dove sono stato colpito dalla grandiosità degli spazi e dei corridoi, però in ultimo che cos’ho trovato? Ho trovato camerate con sei ammalati. Ma non solo questo: quello che mi ha colpito di più è stato il contrasto che c’è tra la grandiosità degli spazi e i servizi igienici. Difatti gli ammalati, ammassati a sei nelle varie stanze, debbono andare al bagno comune nel corridoio a decine di metri di distanza dove trovano non la grandiosità degli spazi ma un piccolo spazio di un metro quadrato dove è stato installato un gabinetto così basso che un ammalato – almeno per me – per sedersi deve essere aiutato da due infermieri. Nell’altro bagno – pure di un metro quadrato – c’è un altro gabinetto in cui ci si siede con le gambe a penzoloni. Guardando la povertà dei due bagni – non c’è specchio, non c’è lavandino, non c’è nulla, ci sono solo i due gabinetti – si deve pensare che la mentalità pidocchiosa degli amministratori è andata a pescare i due gabinetti in qualche discarica pubblica, li ha fatti pulire e li ha messi là.
In un vero ospedale degno di tale nome bisogna ridurre gli spazi inutili e creare tante piccole stanzette con due letti, uno per l’ammalato e uno per il familiare che deve assisterlo. Ma non solo questo, perché se vogliamo avere vere e proprie stanze cliniche queste devono essere attrezzate alla maniera di un hotel a cinque stelle. Infatti non si può dormire nei letti attuali, che sono molto alti, dove per salire ci vogliono due robusti infermieri che ti sollevano a forza di braccia e ti mettono sul letto. A questo si aggiunga che i materassi sono appoggiati a una struttura metallica talmente rigida che i materassi si trasformano in tavolacci.
Quindi in tutti gli ospedali italiani, grandi o piccoli che siano è necessario creare singole stanzette a cinque stelle, con poltrone, letti comodi e tutti gli altri confort che ci sono negli hotel a cinque stelle. La clinica di Caltagirone è costruita male, non serve a niente, bisognerebbe abbandonarla e costruirne una nuova che rispetti il principio della unità sanitaria per ogni singolo ammalato.
Nel reparto di medicina dove sono stato io i servizi terapeutici erano fatti bene, anche se presentavano dei difetti. Quali erano i difetti? Per esempio una flebo che dovrebbe durare al massimo un’ora la si fa durare fino a quattro ore, esponendo l’ammalato ad assumere posizioni per ricevere la flebo che non fanno altro che stancare. A questo si aggiunge che i sanitari, pur facendo il loro dovere non volgono mai lo sguardo a quello che fanno gli infermieri. Sarebbe giusto che gli infermieri fossero sotto il controllo di sanitari che guardassero bene queste cose.
Naturalmente i difetti che si potrebbero mettere in evidenza, non solo a caltagirone ma in tutte le cliniche italiane presentano tra l’altro la mancanza di una vera e propria assistenza dermatologica. Al Cannizzaro di Catania, un complesso di edifici enorme, non c’è nemmeno l’ombra di un dermatologo, mentre sarebbe giusto che in ogni clinica ci fosse un reparto di dermatologia che potesse essere utile agli ammalati che ne hanno bisogno. Perché manca ogni forma di assistenza dermatologica? Pare che la Usl non privilegi la dermatologia e la metta in ultimo tra le cose private e non cose pubbliche utili ai cittadini. Perché i signori della Usl hanno fatto questo tipo di scelta? Noi lo vorremmo sapere.

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