Fiaccolata e sport al “Villaggio della Solidarietà” in memoria di Cinoso Evans

Rabbia per la morte di Cinoso Evans

di Ernesto Leone

2011.08.13 – Ancora un martire della libertà, una vittima della repressione, delle guerre, dello sfruttamento, dei padroni del mondo. Un ragazzo di 28 anni, Cinoso Evans, nigeriano, n° badge 3507, è morto a Trapani per arresto cardiaco. Dalle dichiarazioni raccolte presso gli amici e i compagni di detenzione del CARA di Mineo (dove aveva soggiornato prima del trasferimento a Trapani), Evans aveva iniziato la sua giornata bevendo un caffè: questo ragazzone dal fisico atletico, ottimo giocatore di football, che mai aveva accusato patologie di alcun tipo, testimoniano gli immigrati, aveva, lo stesso giorno, giocato una partita di calcio, poi era andato a letto a riposare per non rialzarsi mai più.
Si prova sgomento di fronte a fatti del genere, perchè è difficile accettare il fatto che un individuo pieno di vita, possa spegnersi in un modo così banale. E proviamo rabbia, perchè non si può ammettere che un ragazzo possa morire, in un luogo di detenzione in cui era recluso senza aver commesso alcun reato!
E’ morto Evans Cinoso nigeriano, bisogna che noi tutti, insieme agli immigrati, ripetiamo questo nome, e questa nazionalità, perchè si tratta di un essere umano e non di un numero di badge, da eliminare e dimenticare in fretta. Morto come? Vogliamo sapere la verità. Morto perchè? Questo lo sappiamo, in parte, ma è quello che ignoriamo o che temiamo di apprendere che ci inquieta, anche in considerazione del fatto che la notizia della morte del ragazzo l’abbiamo appresa, non dalle autorità che l’hanno censurata per circa dieci giorni, ma dai compagni di detenzione.
Hanno sentenziato: morto per arresto cardiaco . Eh, già …bella tautologia, quando uno muore si ha sempre un arresto cardiaco…sarebbe come dire, nel caso di una nuova nascita, che è avvenuta per “avviamento” cardiaco.
Noi vogliamo conoscere la verità!!! Pretendiamo di poter raccontare la storia della vita breve e sfortunata di Evans. Che essa non rimanga reclusa, come Lui, in un lager, ma che possa uscire, librarsi in volo, essere parte della storia di tutti noi!!! Facciamo in modo che questo caso non venga trattato come l’ennesimo evento che va ad asssommarsi alle statistiche sull’immigrazione . “Ciò che tu puoi patire è il massimo che si possa patire sulla terra. Se morirai di inedia o di violenza, avrai sofferto tutta l’inedia e la violenza che c’è stata e ci sarà”(G.B. SHAW – Guide to socialism). L’orrenda somma dei patimenti umani non deve essere un freno bensì costituire la guida per la volontà di riscatto e per il recupero della dignità di questi uomini cui si vuole sottrarre tutto, in vita ed anche dopo la morte. Il cuore di Evans si è fermato, ma i nostri cuori e i cuori di migliaia di immigrati continuano a battere: battono per non dimenticare, battono il tempo della lotta per la conquista della giustizia e della libertà .
Oggi, 13 agosto 2011, Cinoso Evans sarà ricordato, all’interno del CARA di Mineo, con una fiaccolata ed una partita di calcio commemorativa, a sottolineare l’amore del ragazzo per questo sport.

CHIUDIAMO I LAGER, APRIAMO LE FRONTIERE!!!
MAI PIU’ CLANDESTINI MA CITTADINI!!!

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