I minori del “Villaggio della Solidarietà” forse potranno frequentare le scuole di Mineo

Il «Capuana» pronto ad accogliere i bambini del centro rifugiati

di Gianfranco Polizzi (da: “La Sicilia”, martedì 9 agosto 2011, Catania (Provincia), p. 40).

2011.08.09 – A meno di 40 giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico 2011-2012 rimarrebbe ancora da risolvere il problema, relativo all’istruzione dei bambini in età scolare che vivono al Villaggio della solidarietà di Mineo. L’Istituto comprensivo «Luigi Capuana», sempre di Mineo, ha manifestato la propria disponibilità a favorire i loro i processi di istruzione, accoglienza e integrazione con gli alunni del posto. I bambini immigrati, tutti di varie nazionalità, sarebbero all’incirca 50. A riguardo ha manifestato ampia disponibilità ad accoglierli la preside del «Capuana» di Mineo, Caterina Li Rosi. E lo ha fatto attraverso una lettera che ha già inviato al neoprefetto di Catania, la dott.ssa Anna Cannizzo. E’ più che altro un appello, quello lanciato dalla responsabile dell’istituzione scolastica che, nel conoscere la realtà del territorio, ha valutato come ipotesi possibile l’idea di accogliere i bambini nella sua scuola.
Un primo tentativo, a dire il vero, era stato già mosso con una responsabile della Croce rossa. Dopo di che non si è saputo più nulla. Anzi, come risaputo, una delle certezze è che, tra non molto, la Croce rossa smobiliterà le proprie tende. «So di certo che nel Villaggio – dice la preside Li Rosi – vivono anche dei bambini in età scolare ma, purtroppo, non si hanno notizie di eventuali iscrizioni a scuola. Se devono restare a Mineo, per avviare un processo di integrazione, devono vivere in mezzo ai loro coetanei italiani, per studiare, giocare, apprendere la nostra lingua e per vivere la spensieratezza della loro età con i compagni». L’Istituto comprensivo «Luigi Capuana» di Mineo ha fra l’altro detentore, da parte dell’Unicef, di un’attestazione di «Scuola amica», per l’attenzione rivolta in materia di diritti ai minori.
«Se questi bambini devono restare, ripeto, bisogna iscriverli in questo periodo – ha concluso la preside Li Rosi – in questo modo potremo organizzare i gruppi e preparare il lavoro dei docenti. La scuola che io dirigo è pronta ad accoglierli. I docenti di scuola dell’infanzia hanno maturato una proficua esperienza con i bambini della base americana dell’ex Villaggio degli aranci, dove ora però si trovano i piccoli stranieri, sicuramente meno fortunati».

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