La chiusura del “Villaggio della Solidarietà” e il diritto alla vita dei suoi ospiti

MAI PIU’ STRAGI DI MIGRANTI. SOLIDARIETA’ CON LE LORO LOTTE PER IL DIRITTO ALLA VITA

di Rete Antirazzista Catanese

2011.08.02 – Non passa giorno senza che apprendiamo tragiche notizie di morte di migranti, ma mentre quasi tutti i paesi mediterranei sono attraversati da nuovi venti di rivolta, in Italia ed in Sicilia, dove non mancherebbero i motivi, non si esprime ancora una giusta indignazione popolare. Nel palermitano si arriva a suicidarsi per rendere pubblica l’ingiustizia subita per le angherie dei vigili urbani (vedi ambulante marocchino Noureddine Adnane) o per il licenziamento dalla Fiat di Termini Imerese.
La Sicilia, con le basi militari di Sigonella e Trapani-Birgi, ha un ruolo primario nei quotidiani micidiali attacchi aerei in Libia, ma ciò nonostante il sadismo governativo arriva a strumentalizzare il crescente afflusso di migranti dalla Tunisia e dalla Libia per creare nuove emergenze (anziché prevenirle) e per aizzare l’opinione pubblica contro fantomatici esodi biblici e pericolose invasioni.
Chi sono in Italia ed in Europa i responsabili delle sempre più frequenti stragi di migranti , che hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero marino? Il razzismo istituzionale ha finora prodotto le fortune elettorali di partiti governativi come la Lega, devastando a livello popolare i più elementari principi di solidarietà sociale; ma oramai anche in terre di storiche emigrazioni come la Sicilia, si pensa più a salvare la stagione estiva tranquillizzando i turisti sull’invisibilità dei “clandestini”. Oramai sta attecchendo nel senso comune che l’immigrazione sarebbe una questione di ordine pubblico, che si affronta militarizzando i nostri territori e le nostre coste. Le guerre fra poveri, in questa fase di pesante crisi economica, diventano un facile alibi per chi ci governa per distogliere l’attenzione sulle gravi responsabilità di questo corrotto regime antipopolare che distrugge il futuro delle nuove generazioni e ci condanna ad un presente di precarietà e miseria.
Nella nostra provincia ancora in pochi si oppongono alla vergognosa esistenza del megaCara, dove da 6 mesi sono segregati quasi 2000 richiedenti asilo che hanno urgente bisogno di protezione umanitaria ed invece ricevono pessime condizioni di vita e tempi indefiniti per ricevere lo status di rifugiato.
In questi mesi i migranti a Mineo sono stati protagonisti di numerose proteste, ma nel calatino in maniera bipartisan (con rarissime eccezioni), si chiede più stato di polizia anziché più stato di diritto.
Sul megaCara di Mineo la nostra proposta è diametralmente opposta a quella governativa e a quella di chi si illude che si possa migliorare. Come mai la commissione esaminatrice ha iniziato a funzionare (al rallentatore) ben 2 mesi dopo la deportazione di 2000 richiedenti asilo e subito dopo la prima protesta del 10 maggio scorso? Il diritto d’asilo ed alla vita di chi fugge dalla nuova avventura neocoloniale in Libia deve essere garantito e le proteste a cui sono costretti i migranti esasperati dalle disumane politiche securitarie devono essere sostenute dalle realtà coerentemente democratiche, per questo abbiamo lanciato una campagna nazionale per l’immediata chiusura del megaCara di Mineo e per nuove politiche d’accoglienza che moltiplichino nel calatino ed in Sicilia i progetti SPRAR, come da anni stanno facendo positivamente a Riace e nei paesi della Locride.

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