Verso un’alternativa per Mineo – dialogo con Pietro Catania (La Destra)

di Leone Venticinque, per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

2011.07.24

Leone Venticinque – Negli ultimi mesi si è avuta a Mineo una ripresa del dibattito intorno alla vita del paese, soprattutto sull’onda di alcuni eventi come l’istituzione del “Villaggio della Solidarietà”. Per me è stata l’occasione per conoscere tante persone che sono venute negli incontri che abbiamo fatto al Circolo Capuana. Poi c’è stato il referendum, altra occasione di incontri e scambi di idee. Una volta avviata, questa linea di attività credo dovrebbe proseguire e occuparsi dei temi locali più importanti sui quali cominciare a verificare i punti di vista e le idee, in vista delle prossime elezioni amministrative.

Pietro Catania – Un rinnovamento della politica c’è stato già dalle ultime elezioni: io non mi ricordo mai che ci sia stata un’opposizione degna di questo nome, mentre questa è stata la prima volta che si vede un’opposizione che tranne una eccezione è rimasta coerente al proprio mandato e fa opposizione costruttiva. Questo è il primo dato di fondo. Ciò è accaduto perché alle ultime elezioni si sono presentati dei volti giovani come il capogruppo Riccardo Favara, che cerca di far avanzare la linea di opposizione. Carlo Fria è un’altra figura nuova, Daniela Stum – anche se assenteista – è comunque un’altra nuova espressione della politica locale, mentre purtroppo Mandrà dal mio punto di vista si è fatto consigliare male e oggi si trova in maggioranza. Quindi, per la prima volta noi abbiamo una vera opposizione in questa città, quando prima non esisteva e si seguivano ancora i metodi della prima repubblica. Anche se a suo tempo le scelte a Mineo hanno premiato dei giovani come Mirata, il sistema politico però è rimasto da prima repubblica. Ancora oggi molti partiti e figure politiche come Tamburello non sono usciti fuori da questa sorta di limite della politica locale. Per loro la politica significa assessori, consiglieri, apparato politico, premiare gli amici… ancora sono nel sistema della prima repubblica quando invece ci vorrebbe un cambio di politica nel quale il pensiero politico deve essere molto più ampio rispetto a quello inteso da loro, per questo io dico che applico l’etica in politica. Ognuno fa le scelte che ritiene opportune come Mandrà, come tutti gli altri, ma poi saranno gli elettori a premiarli se sono stati coerenti al mandato che hanno avuto. È proprio il metodo di fare politica che va cambiato. Tagliare con la prima repubblica, con i metodi della prima repubblica, lavorare di più sul territorio, fare avvicinare i cittadini alla politica. In questo periodo nel quale il popolo non crede più alla politica e sempre più i cittadini se ne allontanano occorre creare una sorta di rapporto che cerchi di unire i cittadini menenini e la politica. Devono essere i politici a avvicinarsi al popolo e rendersi credibili in riferimento a quello che vogliono fare con i fatti e non soltanto con le parole o curandosi solo di una piccola parte di elettorato che è stata quella che ha eletti. Quindi c’è bisogno di una politica fatta di serietà, coerenza, credibilità, per attuare durante il mandato elettorale quello che si è scritto nel programma. Si deve rompere con la vecchia politica e dare uno slancio nuovo per le prossime elezioni.

L.V. – Credo sarebbe utile in questa sede riuscire a trattare due questioni. Una è capire su cosa secondo te occorre differenziarsi e allontanarsi dal modo attuale di fare amministrazione e l’altra è la costruzione del soggetto di alternativa. Partiamo dalla prima.

P.C. – Dal mio punto di vista il sistema di governare va cambiato radicalmente. Non ci sono temi o settori nei quali ti posso dire che alcune cose vanno bene mentre altre vanno male. Forse sono pessimista però penso che qualsiasi tema tocchiamo è negativo. Premesso che dai governi Castania è emerso poco o nulla, secondo me è il metodo politico che va cambiato, perché si nota da parte dei nostri amministratori un disinteresse completo verso la cosa pubblica. Si parla delle mancate attenzioni, si parla degli strumenti che potevano essere usati e che non hanno usato. Si parla comunque di un collasso politico che secondo me dipende anche dal fatto che il sindaco ha i suoi problemi con la giustizia, insieme a altri componenti dell’amministrazione e dirigenti, l’ultimo a seguito dell’omicidio avvenuto nella casa di riposo [si veda questo articolo, N.d.R.]. Io sono garantista, però sicuramente non è una cosa positiva essere indagati o imputati. Tra l’altro non dimentichiamo che ci sono anche le spese legali che vengono pagate dall’amministrazione e io trovo questo fatto molto discutibile.
Oltre ai problemi penali e al disinteresse per la politica in generale, dalle cose più piccole a quelle più importanti per la comunità, non dimentichiamoci che Castania è all’ultimo mandato e credo che anche per questo motivo non si stia curando più di tanto del paese. In ogni caso, anche se questi fattori negativi gli faranno perdere voti da parte dell’opinione pubblica, Castania potrà comunque assicurare al nuovo candidato sindaco della sua parte i voti di apparato che ha a disposizione. Castania ha avuto cura di realtà a lui vicine, tutelando il suo apparato. Sistematicamente ha dimenticato che esiste una comunità mentre non ha dimenticato i propri amici che tutti i giorni bussano alla sua porta per finanziamenti, per progetti e tanto altro. Non ci dimentichiamo che il sindaco ha un apparato di clientelismo alle spalle con le cooperative e altre situazioni che lui ha curato nel tempo fin dalle amministrazioni Mirata. Insomma Castania ha ancora una forza politica notevole grazie al voto di apparato; ne poteva avere molta di più se avesse lavorato con entusiasmo, con più carica e con più operosità ma quella base di potere rimane indiscussa. D’altra parte l’apparato da solo non basta per vincere politicamente.

L.V. – In quali parti secondo te il programma de “La Svolta” ha la sua attualità per il prossimo appuntamento elettorale?

P.C. – In primo luogo era già nel programma de “La Svolta” la priorità allo sviluppo piuttosto che all’assistenzialismo. C’erano poi diversi progetti, che ora vedremo.
A proposito della zona artigianale, dobbiamo dire perché non riesce a decollare: un giovane imprenditore che vorrebbe aprire la propria attività nella zona artigianale si trova davanti dei costi eccessivi e questo è un ostacolo allo sviluppo economico. Noi avevamo pensato a una soluzione attraverso un prestito concesso al Comune dalla Cassa Depositi e Prestiti. Voglio ricordare al riguardo che il Comune dovrebbe chiedere prestiti solo ai fini di investimenti produttivi, invece che usarli per coprire i debiti fuori bilancio, il che tra l’altro è vietato dalla legge come si è visto con la decisione della Corte dei Conti di bloccare il prestito che era stato chiesto per pagare le somme dovute per l’esproprio del terreno nel quale è stata realizzata la casa di riposo: l’ente deve coprire i debiti fuori bilancio con la spesa corrente, non può chiedere prestiti per ricoprire i propri debiti. Dunque, tornando all’esempio della zona artigianale, la nostra proposta era di chiedere un prestito, realizzare delle strutture e poi darle in affitto o venderle a rate.
Altro esempio nel settore economico riguarda le imprese che vengono a Mineo per lavori pubblici, come il grande cantiere per la ristrutturazione del palazzo comunale: possibile che il Comune non riesca a trovare occasioni per dare lavoro a un po’ di manodopera di questo paese? Ovviamente il Comune non può obbligare nessuno, però può trattare su questo punto e arrivare a far lavorare un po’ di manovali e operai in quei cantieri. Per quanto riguarda le imprese edili di Mineo, per lavori di queste dimensioni non possono partecipare direttamente alle gare d’appalto, però ci può essere la possibilità anche per loro di partecipare a queste opere importanti. Inoltre ci sono i fornitori di materiali edili, di materiale elettrico, di infissi ecc. che a Mineo esistono e non dovrebbero essere esclusi a vantaggio di altri.
Altro settore sul quale l’amministrazione attuale non è stata presente è la crisi agrumicola. Non mi risulta che il nostro sindaco si sia preso l’aereo per andare alla ricerca di grosse aziende che potessero acquistare le nostre arance. Si vede anche qui il disinteresse mentre invece si dovrebbe cercare continuamente di aiutare lo sviluppo locale, in tutta l’agricoltura e negli altri settori produttivi. Se non vanno avanti questi, l’economia locale non gira, non si fanno lavori di ristrutturazione, non si compra nei negozi ecc. Dall’assessore Casale era stato avviato il progetto del mercato dei contadini ma dopo un inizio stentato la cosa non è andata avanti, mentre poteva essere una buona iniziativa.

L.V. – C’è anche il commercio che ha i suoi problemi particolari. Se un negozio appena aperto ha le difficoltà nel suo avvio, oppure un altro già esistente attraversa un momento difficile, pensi che da parte del Comune potrebbe esserci una possibilità di intervenire per evitare che quell’attività commerciale chiuda?

P.C. – Il commercio e l’artigianato devono essere aiutati nei momenti di difficoltà, anche con prestiti agevolati. Si possono poi realizzare accordi con la Camera di Commercio e con la Confcommercio, tutto quel che è necessario per aiutare chi ha un negozio o un’impresa. A onor del vero qualcosa in questo settore è stato fatto di recente con il microcredito, senza d’altra parte toccare le questioni di fondo della vera economia, con il settore trainante dell’agricoltura e delle opere pubbliche di cui abbiamo parlato poc’anzi, per cui questi sostegni non possono durare all’infinito e senza una vera ripresa si tratta di iniziative destinate al fallimento.
Altro capitolo economico importante è quello delle misure di finanziamento da parte dell’Unione Europea. Il Comune ha perso tante occasioni di bandi ai quali avrebbe potuto partecipare, come la riqualificazione di Borgo Pietro Lupo interamente finanziata in questo modo, con la creazione in quel luogo di un polo universitario del Mediterraneo. Giuseppe Mistretta da vicesindaco si era impegnato per questo progetto ma con le sue dimissioni tutto è stato abbandonato.
Si deve anche dire che dal punto di vista dei contatti con l’esterno questa amministrazione è sola, gestisce per quel che può gestire la normale amministrazione come un feudo ma non ha i collegamenti con altre istituzioni a tutti i livelli che potrebbero favorire il paese: provincia, regione, enti preposti, governo nazionale.
Tante volte la strategia usata dal sindaco è stata quella di attribuire allo stato la responsabilità di tutto quel che succede qui, per la diminuzione dei trasferimenti economici che senza dubbio esiste ma che non può giustificare qualsiasi inefficienza anche nell’ordinaria amministrazione e un aumento delle tasse come l’addizionale Irpef in tempi di crisi.

L.V. – Di fronte ai casi che hai trattato, a quanto sembra esiste un settore economico a Mineo che tutto sommato può sentirsi ben rappresentato da questa amministrazione, visto che tanti progetti da parte di alcune cooperative vengono sostenuti e possono realizzarsi: corsi di formazione e avviamento professionale, il nuovo centro per immigrati in Contrada Caviglionello e molto altro.

P.C. – Esiste un’attività di ordinaria amministrazione che vede cooperative lavorare per il Comune e un esempio di cattiva gestione si è visto con la scerbatura, fatta nel periodo sbagliato per cui ci sono stati incendi pericolosi. La manutenzione ordinaria del paese è molto carente, ci troviamo ora in un luogo di recente costruzione, la via panoramica pedonale sotto il castello, che mostra ovunque un forte degrado: scritte, erbacce, cestini e panchine distrutte. Se ci sono dei vandali sarebbe opportuno mettere telecamere per una videsorveglianza. Riguardo ai corsi di formazione, possono essere una cosa utile ma se manca lo sviluppo è inutile formare una persona che non si sa poi dove collocare.

L.V. – In occasione della “Prima festa della Cittadinanza Attiva” il sindaco ha fatto una sorta di resoconto alla cittadinanza circa le realizzazioni dell’amministrazione e in particolare ha attribuito al merito del Comune i cantieri che sono tuttora in corso, che se non sbaglio si devono invece alla regione.

P.C. – I fondi per questi cantieri sono regionali, non c’è altro da dire su questo. Vorrei ricordare anche che di recente con il “Patto per la sicurezza” sono stati dati dal governo nazionale dei fondi per il Cara di Mineo e che al nostro paese sono stati destinati duecentocinquantamila euro a confronto del Comune di Vizzini che riceverà un milione e duecentomila euro [si veda questo articolo, N.d.R.]. Anche in questo caso si vede un fallimento del sindaco. Credo che quella manifestazione pubblica fosse un pretesto per fare un po’ di campagna elettorale, ma sono convinto che i cittadini di Mineo non cadranno più in queste trappole. Quello comunque era stato annunciato come un incontro a tema sulle potenzialità del Cara di Mineo e i consiglieri provinciali Gruttadauria e Mistretta hanno partecipato su un piano istituzionale, con la correttezza che si doveva da parte di tutti.

L.V. – Qualche giorno dopo a Caltagirone si è tenuta una tavola rotonda sul Cara di Mineo e l’assessore di Caltagirone alle politiche sociali, Navarra, non solo non ha fatto campagna elettorale per la sua amministrazione ma al contrario ha espresso alcune critiche sui rapporti tra la sua amministrazione e soggetti esterni, raccontando che alcune cooperative là avevano preso in carico un certo numero di migranti senza concordare nulla con l’amministrazione comunale per poi presentare dei conti da pagare a cose fatte.

P.C. – L’amministrazione di Mineo si regge su una maggioranza che è spaccata in due. Qui c’è ipocrisia: l’assessore Biazzo e Paolo Ragusa fin dall’inizio hanno detto che secondo loro il Cara sarebbe stata una fonte di sviluppo, di sostegno, di solidarietà, addirittura inviando in tempi non sospetti il 3 marzo 2011 una lettera al presidente della provincia Castiglione e al ministro Maroni per proporre la propria collaborazione. [si veda su questo anche il manifesto pubblicato da “La Svolta” il 10 marzo 2011, N.d.R] Dall’altra parte troviamo un sindaco che è completamente contrario al Cara, e questa è una spaccatura grave.

L.V. – Delle due posizioni, la più forte mi pare sia quella fondata sull’interesse, mentre quella che rischia di rivelarsi più debole è la posizione del sindaco contraria al Cara per ragioni di principio, una posizione che il sindaco si è impegnato a assumere ma sulla quale non è riuscito a tenere unita l’intera amministrazione. Si potrebbe pensare che in questo caso l’apparato non l’ha seguito.

P.C. – Secondo me il rapporto tra Ragusa e il sindaco è basato solo su interessi per cooperative e associazioni e quel che si vuole tranne che per occuparsi del paese e dei suoi attuali problemi. Un rapporto di interessi e non di tutela della nostra comunità. Allo stesso tempo si registra la mancata valorizzazione dei dipendenti del Comune così come dei vigili urbani, ma il disinteresse verso il nostro paese si vede anche nei confronti delle associazioni: è stata boicottata la Consulta giovanile o Consulta delle associazioni, che esiste solo sulla carta. Per questa estate non c’è un evento, eppure esistono delle associazioni serie che operano da anni e non si cerca di collaborare come si dovrebbe per animare con costi molto contenuti l’estate menenina. E qualcosa va detto anche sul tema del turismo, con tanti siti non valorizzati come le grotte di Caratabia e la villa di Capuana in Contrada Santa Margherita, quando invece si potrebbe creare un percorso turistico guidato, integrato con altre località del Calatino, che porterebbe anche benefici dal punto di vista lavorativo, coinvolgendo anche i piccoli artigiani e la ristorazione.
Possiamo anche parlare di un evento che si è ripetuto da quindici anni, il “Natale nei vicoli”. Dopo le prime edizioni di grande successo che avevano creato buone ricadute economiche, oggi la situazione non è più la stessa. L’ultimo dato che abbiamo è praticamente un disastro, con poche presenze di visitatori per il mancato rinnovamento della proposta che si ripete sempre uguale. Si potevano fare tante cose, come una fiera di prodotti tipici locali. La decisione di coinvolgere un direttore artistico è stata un grosso fallimento con spreco di denaro a favore di chi comunque da tempo fa parte del gruppo di amministrazione, visto che alle ultime elezioni ha aiutato la lista “Città Aperta” nei comizi in campagna elettorale. Quando si parla di “apparato”, si fa riferimento a questi esempi. Inoltre non si riusciva a capire di cosa si doveva occupare un direttore artistico, se doveva decidere dove mettere le lampadine nei presepi e di quale colore, poi è stata consentita una installazione a Santa Maria mentre da anni la chiesa è chiusa ai fedeli. Insomma se il “Natale nei vicoli” non è un momento utile a proporre ai turisti i tanti aspetti che il paese può offrire, questo evento non svolgerà la sua funzione e finirà presto.

L.V. – Mi pare che le inefficienze o le insufficienze di cui hai parlato ci portano al prossimo appuntamento elettorale con una situazione nella quale un soggetto alternativo che si venisse a proporre potrebbe avere delle buone possibilità di uscire vincente. È chiaro che la forza che tu rappresenti a Mineo dovrà cercare delle alleanze. Secondo te qual’è un buon modo di procedere per verificare le possibilità di una alleanza con altri soggetti politici?

P.C. – Potrei dire prima di tutto con chi non siamo intenzionati a fare alleanze: con chi ha problemi con la legge, con chi vuole continuare questo modo di amministrare, con chi è poco credibile. Vogliamo avere a che fare con una classe dirigente nuova, persone intenzionate a una vera alternativa rispetto al passato, basata su un valido progetto credibile da proporre agli elettori e non si interessa solo di poltrone ma della nostra comunità. Non abbiamo chiusure pregiudiziali e preclusioni per nessuno, neanche per eventuali persone uscenti da questa amministrazione che vogliano condividere seriamente il progetto portando la loro capacità e esperienza. Inoltre penso che sarebbe utile avere un coinvolgimento dei cittadini anche prima delle elezioni, con un meccanismo di primarie che permetta una scelta dei candidati. C’è l’esempio di Caltagirone, con il lavoro che si sta facendo nella coalizione di centrodestra. Secondo me il popolo menenino deve partecipare a questa fase costituente, con l’impegno dei partiti.

L.V. – Se con la ripresa d’autunno si venissero a determinare dei momenti pubblici con un tavolo di confronto sul futuro del paese, ci sarà la vostra disponibilità a partecipare?

P.C. – Sarò felice di essere presente e portare in quelle sedi la linea del mio partito per contribuire alla costruzione dell’alternativa.

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2 thoughts on “Verso un’alternativa per Mineo – dialogo con Pietro Catania (La Destra)

  1. Cari amici, mi sento chiamato in causa, in quanto: ex consigliere (AN) e consigliere di maggioranza nel primo mandato Castania. L’affermazione dell’amico P.C. “Premesso che dai governi Castania è emerso poco o nulla”, mi sembra un pò “avventata” e “scontata” allo stesso tempo. Avventata, perchè chi parla sconosce l’attività ammistrativa della prima coalizione Castania. Scontata perchè chi parla è un “soggetto politico di parte”. Auguro, per il 2013, all’amico P.C. ed al suo gruppo, di avere più fortuna rispetto alle passate elezioni e di poter finalmente dimostrare la “sua” “abilità” “amministrativa”. Ad una condizione, che amministri ad armi pari (senza bacchetta magica). Ma se il principio è sempre quello “dei pettegolezzi, delle accuse e della critica a tutti i costi”, dubito che sarà più fortunato, e soprattutto che potranno trovare alleati propositivi. Scusate l’intrusione.

  2. Errata corrige: è stato corretto nel testo dell’articolo il riferimento alla lettera inviata dagli amministratori locali aderenti al “Patto territoriale dell’economia sociale del Calatino Sud-Simeto”.

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