Dalla comunità nigeriana di Mineo

di Rete Antirazzista Catanese

2011.07.27 – Oggi pomeriggio, davanti al Cara di Mineo, una decina di migranti nigeriani ci ha pregato di far pervenire alla stampa la loro piattaforma rivendicativa, alla base della protesta odierna. Per tutti parla F., proviene dalla Libia e ha affrontato un lungo viaggio in cui sono morti alcuni suoi amici.
F. e i suoi connazionali hanno guardato all’Italia con speranza; il loro sogno, che adesso vedono infranto, era semplicemente un’accoglienza dignitosa in un continente, l’Europa, che negli anni ha sfruttato le risorse dei loro territori suscitando anche violenti conflitti. Oggi la loro rabbia è esplosa perché l’Europa appare loro una fortezza inespugnabile.
Intanto nel campo non è possibile vivere dignitosamente: cibo di pessima qualità, difficoltà di comunicazione, carenza di mediatori culturali, difficoltà a contattare un legale, impossibilità a raggiungere a piedi il centro abitato per chi non possiede i soldi per la navetta, maltrattamenti e insulti razzisti da parte delle forze dell’ordine e di alcuni operatori (scimmia nera), repressione violenta delle manifestazioni di protesta (molti hanno addosso i segni delle manganellate e gli occhi arrossati per i lacrimogeni).
La comunità nigeriana, la più numerosa, constatato il numero altissimo di dinieghi tra gli africani, ritiene di essere vittima di una discriminazione e chiede che venga riconosciuto lo status di rifugiato a tutti coloro che provengono dalla Libia, paese dove è in atto un conflitto che, come ogni guerra, produce profughi.
Per il loro diritto alla vita continueranno a lottare.

Comunità Nigeriana di Mineo

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2 thoughts on “Dalla comunità nigeriana di Mineo

  1. Ho visto personalmente un animale della Croce Rossa autista di autobus trattare male alla bambinopoli alcuni immigrati che volevano salire sul pulmino apostrofandolo in malo modo e urlando che dovesse andarre a fare in c…

    Se questi sono volontari che se ne stiano a casa loro, già questi poveracci ne hanno tanti di problemi…

    Il problema di fondo è che il Centro è stato creato soltanto per specularci e mentre qualcuno è impegnato a pensare come spartirsi appalti e posti di lavoro questi poveracci vivono in un “canile” umano…

  2. Grazie Enzo per la testimonianza, esorto tutti i lettori di “Qui Mineo” a prendere esempio da questa pubblica denuncia e fare lo stesso.
    Io penso che sulla parola “volontariato” circolano degli equivoci che vanno chiariti.
    Ormai dall’esperienza di questi mesi ho capito che il più delle volte “volontario” non significa “che presta gratis il proprio tempo/lavoro”. Ci sono persone e strutture che vivono solo di volontariato, quindi ne ricevono un guadagno. Detto questo trovo utile raccontare qui un episodio che è avvenuto durante un incontro pubblico a Caltagirone il 15 luglio scorso ( http://quimineo.netsons.org/?p=7969 ) e che mi ha aiutato a capire che l’argomento è più complicato di come pensavo prima: un signore parlava in rappresentanza di una cooperativa di Palagonia. Questa cooperativa si occupa di ospitare minori che i tribunali decidono di togliere alle famiglie. Per svolgere tale delicato lavoro la cooperativa si è iscritta a un registro in prefettura, prendendo l’impegno di accogliere fino a un tot numero di minori in qualsiasi momento, senza preavviso. A fronte di questa preziosa disponibilità, che viene utilizzata dai tribunali, loro hanno ovviamente delle spese oltre al pagamento di chi lavora in questa cooperativa. Però da parte pubblica, quando si tratta di risarcire i soldi che la cooperativa ha anticipato dovendo occuparsi dei minori affidatigli, i tempi si allungano e iniziano i problemi.
    Il caso che ho raccontato secondo me ci dice che – senza generalizzare assolutamente – certe cooperative svolgono servizi molto seri e importanti per i quali è anche giusto che le persone vengano pagate ma capita che si trovino in difficoltà per colpa di enti pubblici che sono “cattivi pagatori”, quindi le cooperative si fanno sentire e protestano e così facendo talvolta fanno la figura degli approfittatori dai grossi denti mentre non è vero, chiedono solo quanto necessario per il lavoro che hanno svolto.

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