Se il voto è segreto, la sua segretezza deve essere salvaguardata

di Leone Venticinque, per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

2011.07.21 – Durante il voto del 20 luglio u.s. alla Camera per l’arresto di un deputato – Alfonso Papa – c’è stata una novità che io credo vada esaminata con attenzione, anche in ragione del duro dibattito che si è prodotto il giorno dopo fino alla richiesta di annullamento di quel voto.
Per la votazione era stato scelto il sistema di voto segreto. Di fatto – e dichiaratamente da parte di esponenti del centrosinistra – si sono messi in pratica degli espedienti grazie ai quali una parte dei deputati ha reso riconoscibile il proprio voto, anche attraverso la ripresa di immagini fotografiche. In sostanza è stato aggirato il sistema di voto segreto rendendolo palese.
Questo comportamento ha ricevuto forti critiche da parte del centrodestra, che ha denunciato il tradimento della segretezza del voto. Il centrosinistra ha replicato che non c’era nessun problema perché si trattava di una scelta libera di ciascun singolo parlamentare: nessuno era stato obbligato a rendere riconoscibile il proprio voto e d’altra parte nelle regole non c’è un obbligo per il votante a tenere segreto il proprio voto.
La questione ha una portata più generale che si collega ai meccanismi di funzionamento di tutti gli organi istituzionali nei quali sono previste votazioni attuate in segretezza, come per esempio tutte le elezioni democratiche.
Per quale motivo all’elettore non è permesso rendere riconoscibile il proprio voto, per esempio attraverso la segnatura della scheda o la ripresa fotografica dentro la cabina elettorale? Perché non si può dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che questo atto è stato veramente compiuto in piena libertà, mentre esiste la possibilità che sul votante abbiano influito condizionamenti su un atto di voto che in un modo o nell’altro è diventato palese, laddove proprio la segretezza doveva servire a renderlo libero dai condizionamenti. E allora il rischio che ci sia stato un qualche controllo del voto è un elemento di assoluta gravità che va affrontato e risolto.

Nel corso della mia esperienza di rappresentante di lista a Mineo in occasione del voto referendario del 12-13 giugno u.s. ho avuto modo per la prima volta di prendere visione dei regolamenti che governano il funzionamento dei seggi e delle singole sezioni in tutte le fasi della attività, compreso lo scrutinio delle schede e il conteggio dei voti validi e non. Un punto sul quale il regolamento si sofferma con particolare attenzione è quello delle ragioni per le quali una scheda deve essere dichiarata nulla cioè non valida. Voglio ricordarlo in questa occasione con riferimento ai futuri appuntamenti elettorali, a vantaggio di quanti avranno l’opportunità e il compito di contribuire alla migliore e più corretta riuscita dell’evento democratico preservandolo da ogni ingerenza e distorsione che possano indebolirne il valore di libera espressione della volontà da parte dei cittadini elettori.
Il regolamento stabilisce due principi a salvaguardia della correttezza del processo elettorale. Da una parte si afferma che “la validità del voto contenuto nella scheda deve essere ammessa ogni qualvolta possa desumersi la volontà effettiva dell’elettore”, cioè quando la scelta di voto è chiara. Allo stesso tempo, però, in fase di scrutinio è necessario tenere conto di un altro principio stabilito dal regolamento: l’elettore non deve essere in alcun modo riconoscibile attraverso la scheda, cioè la scheda non deve avere nessun segno o caratteristica tale da poterla distinguere dalle altre e quindi attribuirla – per chi sia a conoscenza di un preordinato “codice identificativo” – a un dato elettore così che in sostanza il suo voto non sia più protetto dalla segretezza ma riconoscibile ai fini del controllo che condiziona e limita la libertà di voto. In breve, il regolamento afferma che una scheda elettorale deve essere annullata quando, oltre al segno che indica il voto, porta altre “scritture o segni tali da far ritenere, in modo inoppugnabile, che l’elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto”. In tal senso il regolamento avverte che anche l’uso di un mezzo diverso dalla matita copiativa fornita dall’ufficio elettorale – per esempio una penna a sfera – deve determinare l’annullamento della scheda.
Nel caso di Mineo va ricordato che un’altra possibile minaccia alla segretezza del voto deriva dalla suddivisione del corpo elettorale in molte sezioni – nove – che possono permettere un indiretto riscontro di accordi presi in precedenza su “pacchetti” di voti, per cui ci si aspetta che da una certa sezione escano un numero di voti a favore di un particolare candidato. Va anche detto a questo proposito che i cambiamenti avvenuti nel corso del tempo nella distribuzione degli abitanti tra le aree antiche e nuove del paese hanno reso molto diseguali le dimensioni delle varie sezioni, anche del doppio o di tre volte più numerose l’una rispetto all’altra, ragion per cui è da augurarsi che una revisione degli elenchi delle sezioni venga fatta nei due anni di tempo che ci separano dal prossimo voto amministrativo, in modo da renderli più uniformi per numero di iscritti.
Ricordiamo infine, all’indomani delle celebrazioni a ricordo della strage di Via d’Amelio, che il controllo del voto è un pilastro del potere di tutte le mafie – grandi e piccole – e impegnarsi a favore della segretezza del voto è un contributo importante alla lotta contro tutte le mafie.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...