“Villaggio della Solidarietà” – Cosa potrà succedere?

di Leone Venticinque, per il Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”

2011.06.13 – << La nostra pazienza sta arrivando al punto limite. Le scorrerie nelle campagne, i danni e i saccheggi dei frutti del nostro lavoro sono continui; ogni giorno arrivano denunce ai Carabinieri, spesso contro ignoti… A quest’ora ne avranno i cassetti pieni >>. Questo dicono i coltivatori della piana di Mineo, a viso aperto e con un sentimento di esasperazione. Guardano avanti e vedono nero: << Cosa dovremo fare quando matureranno le arance nei nostri agrumeti? Le recinzioni non bastano, le forze dell’ordine non possono giocare a guardie e ladri correndo di qua e di là. E allora? Cominciamo tutti a pernottare nei campi, per vigilare anche di notte? All’inizio bastava una voce, già è scappato qualche colpo di legno. Al tempo delle arance difenderemo il nostro pane con ogni mezzo. >>
Fuori e dentro il “Villaggio della Solidarietà” si annunciano tempi difficili. Gli ospiti forestieri rischiano ogni giorno – colpevoli e innocenti senza distinzioni – per il clima difficile causato da problemi irrisolti e divenuti cronici. Aspettano, senza mezzi di informazione e isolati dal muro linguistico che li separa dal personale in servizio nel Villaggio. L’isolamento produce nuovi disagi che vanno a aggiungersi a un’esistenza che finora è stata piena di pericoli e di enormi sofferenze. Ogni tanto ci sono proteste collettive, per ora in forme pacifiche e non violente. Tra due settimane la Croce Rossa se ne andrà e l’assistenza verrà passata a qualcun altro: per molte cose si dovrà ricominciare da capo.
L’attuale quadro della situazione ha poche possibilità di un miglioramento. Stampa e tv staranno lontani finché non ci scappa il morto e chissà che qualche articolo non sia già stato scritto, per arrivare primi sulla notizia in caso di bisogno. Ma questo è il tempo della responsabilità e ci si deve occupare anche delle cose che sembrano piccole: nelle scuole elementari e medie di Mineo è il momento di formare le classi. I dirigenti e gli insegnanti desiderano includere tra gli allievi i minori ospiti del Villaggio: è un primo passo verso l’integrazione, per intaccare quella contrapposizione tra “noi” e “loro” che è strutturata prima di tutto nella separazione geografica di un ghetto segregato dal mondo civile. Almeno stavolta chi può operare dentro e fuori dal Villaggio su questo obiettivo si attivi quanto prima. Superiamo le premesse del razzismo a partire dai giovani menenini di domani.

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One thought on ““Villaggio della Solidarietà” – Cosa potrà succedere?

  1. Il disagio del vivere ed i problemi umani e sociali epocali che le dittature e la guerra ci pongono non si risolvono riportando discorsi di ” piazza “, ma costruendo consapevolezza, tolleranza e assunzione di responsabilità politica.

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