Il “Natale nei Vicoli” a Mineo

Dialogo con Baldassarre (“Gino”) Salerno, 5 ottobre 2009. Prima pubblicazione in “Pane e politica“, dicembre 2009.

di Leone Venticinque

B.S. – A partire dal 1995, la manifestazione del “Natale nei Vicoli” conta ormai numerose edizioni. Per amor di verità e con spirito propositivo vorrei in questa occasione portare a conoscenza dei più quel che di buono è stato fatto in tredici anni di amministrazione di Mineo, oltre agli sbagli. La testimonianza che io posso dare riguarda le prime due legislature (1994-1998 e 1999-2003), delle quali sono stato parte attiva come consigliere comunale. Nella terza ero presente in una forma sui generis, come coordinatore delle varie liste della coalizione: “Insieme per Mineo”, “Alleanza Nazionale” e poi altri esponenti di forze diverse.

L.V. – Vogliamo ricordare qui alcuni degli aspetti che tu consideri più importanti dell’esperienza che si è andata facendo nel tempo da parte dell’Amministrazione in relazione alle festività natalizie?

B.S. – Nel corso degli anni, dalla prima edizione, il “Natale nei Vicoli” ha avuto molti cambiamenti e per l’immediato futuro si trova di fronte a alcune scelte necessarie che dovranno essere fatte. Innanzitutto voglio dire che secondo me le iniziative che ruotano intorno al Natale hanno anche un valore di cultura locale e, come tante altre cose che sono state fatte – viaggi di studio, premiazioni a menenini illustri, festival teatrali ecc. – e di cui potremo eventualmente parlare in una prossima occasione, penso sia giusto che un Comune se ne occupi, non limitandosi alla sola gestione della cosa pubblica.
Sono sempre stato dell’idea che per le persone – i giovani in particolare – era buono favorire una apertura di orizzonti dal punto di vista culturale e anche economico, piuttosto che restare chiusi in una realtà locale limitata.
Soprattutto nei primi anni questa ricchezza di iniziative culturali è stata resa possibile dal cospicuo avanzo di bilancio – quasi quattro miliardi delle vecchie lire – disponibile nelle casse comunali.
Purtroppo a mio modo di vedere non è ancora ben chiara una prospettiva per il futuro, cosa di non secondaria importanza. Quel che avrebbe dovuto essere definito all’inizio della prima amministrazione Mirata era un “progetto Mineo”, ossia la visione di quel che, nel corso degli anni, avrebbe dovuto diventare questo paese, su cosa si avrebbe dovuto puntare sul piano dello sviluppo: turismo, commercio, industria, agricoltura, ecc. Anche il settore culturale avrebbe potuto essere sfruttato di più: per esempio lo scrittore Bonaviri, parlando di Mineo nei suoi libri ha creato una curiosità, per cui vengono visitatori a cercare i luoghi che lui descrive.

L.V. – Messo in chiaro questo aspetto preliminare, procediamo sull’argomento che è oggetto della conversazione. Una valutazione oggettiva dei costi/benefici del “Natale nei Vicoli” è possibile, secondo te?

B.S. – Per questo come altri casi, il ruolo dell’opposizione non dovrebbe essere quello di sollecitare l’immaginario delle persone in modo terroristico, lanciando accuse di spreco di denaro pubblico per mettere in cattiva luce l’Amministrazione, pur sapendo quali sono i limiti all’interno dei quali l’Amministrazione si trova a operare. Le ristrettezze di bilancio hanno obbligato a rivedere le iniziative natalizie cercando nuove fonti di finanziamento, il che non è affatto facile. Ci sono state riunioni con i presepisti per concordare il bando di concorso a premi per i presepi e per quanto riguarda il presepe vivente sembra esserci una cattiva volontà, inoltre sono stati chiesti dei soldi che l’Amministrazione non può dare, però ha fatto una proposta: al posto dei finanziamenti, gli organizzatori del presepe vivente potrebbero beneficiare di una parte del ricavato della vendita dei biglietti d’ingresso pagati dai visitatori del presepe vivente. Non sono al corrente di come poi si sia sviluppato il discorso né con quali esiti. Per quanto riguarda il bilancio comunale, vanno tenute in conto anche delle spese che non figurano nella voce “Natale nei vicoli”, vale a dire gli straordinari per i vigili urbani, l’ufficio turistico, gli operai comunali ecc. Questo soprattutto nei primi anni, mentre ora molte attività sono state affidate a cooperative visto che l’impegno dura molto di più, circa un mese: già ai primi di dicembre iniziano a arrivare i pullman delle scuole.
Due o tre anni fa – era assessore allo sport e al turismo Maurizio Siragusa – dopo le feste natalizie è stato fatto un resoconto tramite manifesto, nel quale era scritto che il Comune aveva stanziato 130-150 mila euro e ne aveva incassati 80 mila con i biglietti per la visita dei presepi. In precedenza, fino a quattro-cinque anni fa, le iniziative per il Natale erano state interamente finanziate dal Comune senza il pagamento di alcun biglietto e in più ai visitatori venivano dati prodotti locali – olio, arance, ecc. I costi erano nel complesso inferiori, ma la somma di 100-110 milioni di lire era pagata interamente dal Comune.
Per il periodo natalizio la Pro Loco da alcuni anni si offre di collaborare con l’Amministrazione fornendo guide turistiche e servizio d’ordine. In effetti non è un servizio gratuito, visto che si chiede la paga sindacale per le persone coinvolte oltre ai due o tre ragazzi che svolgono il servizio civile: venti-trenta guide necessarie, considerando i turni a rotazione e le eventuali assenze. Questo modo di procedere non poteva essere seguito dall’Amministrazione, che di solito si rivolge a cooperative alle quali assegna un rimborso.

L.V. – Per quanto riguarda i benefici portati a Mineo dal “Natale nei Vicoli”, cosa possiamo dire?

B.S. – Un grosso beneficio, motivo per me di soddisfazione e orgoglio, consiste nell’aumento di notorietà del paese, che grazie a questa iniziativa è più conosciuto di prima tanto in Sicilia che nel resto dell’Italia, come testimoniano i commenti scritti lasciati dai visitatori che votavano per i presepi, contenti di aver potuto visitare Mineo in occasione del “Natale nei vicoli”. Inoltre, nonostante alcuni problemi e errori organizzativi senza i quali i risultati sarebbero stati migliori, sono molti gli esercenti che durante le festività hanno molto più lavoro che nel resto dell’anno. Secondo me tanti problemi del “Natale nei Vicoli” si potrebbero superare dedicando più tempo all’organizzazione e in questo modo forse si riuscirebbe a recuperare il presepe vivente.

L.V. – Penso sarebbe utile analizzare in dettaglio i problemi e errori organizzativi nella collaborazione tra Comune e privati ai quali hai appena fatto cenno. Partendo dal fatto che il Comune non è un imprenditore, ti chiedo se è stata valutata dall’Amministrazione la possibilità che il Comune, invece di essere presente in prima persona come realizzatore di fiere e sagre, si limiti a un ruolo “coadiuvante” lasciando spazio a privati, dando in affitto gli spazi pubblici come la piazza ecc. a una certa cifra che i privati valutano nel senso di un “rischio d’impresa” più o meno sostenibile rispetto alla stima dei ricavati che avranno da quella iniziativa.

B.S. – Nei termini nei quali tu la poni, non mi pare che fino a oggi questa possibilità sia stata presa in considerazione. Riguardo all’impegno diretto del Comune nell’organizzazione del “Natale nei Vicoli”, dal terzo anno in poi ci siamo accorti che questo evento era diventato più grande di noi, la sua durata era aumentata dagli originari quattro giorni e di conseguenza non poteva più essere organizzato all’ultimo minuto e aveva bisogno di sponsor che fossero interessati a un afflusso di visitatori di venticinque-trentamila persone. Presa dalla gestione del quotidiano, l’Amministrazione non si è impegnata a sufficienza su questo punto. Io credo che si dovrebbe funzionare come una squadra di calcio: non può fare tutto il portiere, o il Sindaco. Chi si occupa di un particolare ambito, pur senza avere “carta bianca”, dovrebbe essere messo nelle condizioni di poter attuare con un certo grado di autonomia gli obiettivi che preliminarmente sono stati concordati con il Sindaco e l’assessore competente, i quali hanno già tanti impegni che li tengono occupati. Comunque va detto che qualche anno fa si propose a alcuni esercenti di Mineo una forma di “compartecipazione”, senza trovare però risposte positive.
Ancora l’anno scorso si è tentato di coinvolgere i privati all’interno di un ipotetico “Ente Natale” del quale dovevano far parte il Comune e altri soggetti privati: il Comune si impegnava a finanziare interamente la logistica e altre spese, mentre il resto doveva essere coperto dalla vendita dei biglietti. Il progetto non è andato in porto.
A fronte di un simile atteggiamento non collaborativo, l’Amministrazione ha deciso comunque di non abbandonare l’evento del “Natale nei vicoli” e l’ha portato avanti da sola.

L.V. – Il “Natale nei vicoli” si svolge in spazi pubblici e una lamentela che mi è stata riportata più volte da parte degli esercenti – ristoratori, gestori di bar ecc. – è che c’è una ricorrente difficoltà a trovare la disponibilità per i permessi ecc. che sono necessari per fare iniziative in strada, in base a presunti problemi di ordine pubblico, sicurezza o altre cose del genere.

B.S. – Il Comune non può dare permessi a chi non è in regola. L’assessore Siragusa a suo tempo aveva cercato di venire incontro agli esercenti, raccomandando almeno una certa cura nella pulizia per evitare rischi ai visitatori. A livello di normativa nazionale, le regole per feste di paese, sagre ecc. riguardano soprattutto i locali adibiti alla preparazione dei cibi. Ciò detto, ogni anno i privati sono riusciti a lavorare e hanno avuto un buon ritorno economico, durante le feste si possono vedere un gran numero di bancarelle che preparano cibo in strada. Forse meno che negli anni scorsi, ma non per responsabilità degli amministratori. In concreto, si è potuto vedere più volte in passato che gli ostacoli non erano creati dal Comune, quanto da altri privati che denunciavano irregolarità reali o presunte.

L.V. – Tornando al problema dell’adeguamento alle normative igienico-sanitarie ecc. degli spazi adibiti alla ristorazione temporanea, se lo si considera nel quadro di un evento come questo che va avanti da tanti anni e si vuole proseguire anche in futuro, non credi che i privati – almeno qualcuno all’inizio – abbiano interesse a investire in lavori di adeguamento dei suddetti spazi alle normative di cui sopra? Tra l’altro, un locale a norma può funzionare anche nel resto dell’anno e non solo nei giorni del “Natale nei Vicoli”, anche vista la mancanza di attività di ristorazione come trattorie e simili soprattutto all’interno del centro storico. Si potrebbe forse creare un meccanismo virtuoso che mostri come i primi tre su trecento che spendono per mettersi in regola riescono effettivamente a lavorare più degli altri, perché stando nelle regole non rischiano multe da parte dei vigili.

B.S. – In generale, è bene tenere a mente il vecchio proverbio secondo il quale “chi semina raccoglie”. Potrà esserci una cattiva annata, ma se non si semina nulla la cattiva annata sarà certa. Stando alla mia esperienza posso dire che a Mineo ancora non è ben radicata una solida cultura imprenditoriale, che vede come giusti e necessari quegli investimenti sul medio e lungo periodo ai quali accennavi tu.

L.V. – Come conclusione provvisoria, in vista del Natale che sta arrivando e per quanto possibile anche per i seguenti, un’ultima domanda: se è vero che esistono forze culturali e economiche qui a Mineo – associazioni, lavoratori autonomi ecc. – in grado di contribuire alle iniziative del periodo delle feste, anche legittimamente a proprio vantaggio, portando la propria attività dentro la cornice complessiva del “Natale nei Vicoli”, cosa pensi che si potrebbe fare per coinvolgerle di più?

B.S. – In passato ci furono importanti episodi di collaborazione. Per esempio recuperammo i volumi antichi conservati nella biblioteca del Convento dei cappuccini per portarli all’archivio del Comune. In un’altra occasione fu organizzata una proiezione di filmini in “super 8” che testimoniavano momenti della vita di Mineo dagli anni ‘70 – matrimoni, funerali, feste e altro. A fronte di esempi del genere, nel corso del tempo molti rapporti personali si sono andati guastando per malintesi o rivalità, producendo il fenomeno della non collaborazione. È giusto che sia riconosciuta e garantita la paternità delle iniziative proposte da gruppi e associazioni, prevenendo eventuali rischi di “appropriazione” da parte del Comune.
Per parte mia vedo con favore degli incontri con il Sindaco e gli assessori dei settori connessi, perché sono convinto che da parte dell’Amministrazione ci sia la volontà di migliorare l’organizzazione del “Natale nei Vicoli”, anche grazie a idee suggerite dall’esterno.

 

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