Report dall’ex residence degli aranci (Mineo)

di Rete Antirazzista Catanese

2011.05.22 – Si è conclusa ieri sera una serata molto partecipata con i richiedenti asilo, segregati a Mineo. Rispetto alle 3 precedenti iniziative (3- 10- 25 aprile) non solo la partecipazione è cresciuta quantitativamente (oltre 400 persone), ma oramai i migranti ci riconoscono e soprattutto esprimono fiducia nel lavoro che le associazioni antirazziste stanno svolgendo.
Durante il pomeriggio si sono esibiti i divertenti ragazzi del Cerchio del caffè letterario di Pozzallo ed i travolgenti percussionisti senegalesi dei Dommi Djalaw, si è anche riusciti ad organizzare la diffusione musicale di brani etnici propostici dai richiedenti asilo e nel frattempo abbiamo discusso con decine di loro dei singoli casi.
Come temevamo la sub-commissione, istituita per l’esame delle richieste d’asilo (in seguito alla manifestazione con blocco della statale Ct-Gela del 10/5) e finalmente operativa da 3 giorni, esamina pochi casi al giorno (2 o 3), con l’attuale presenza di richiedenti (dicono circa 1800) passerebbero oltre 2 anni, senza contare che la situazione potrebbe rapidamente peggiorare in seguito alla guerra in Libia (criminale evento rimosso non solo da rappresentanti politici nostrani, ma anche dall’insieme delle realtà sociali).
Nelle scorse settimane ci sono stati trasferimenti di centinaia di richiedenti asilo, provenienti in precedenza da altri Cara, per fare posto ai nuovi arrivati da Lampedusa. Nel frattempo, in vista di una partecipazione agli appalti, potenti consorzi di cooperative (Sol. Co.) organizzano insieme alla Provincia di Catania iniziative sulla “accoglienza”: lunedì 16/5, con la partecipazione dell’on. Castiglione, di numerosi amministratori calatini e della direttrice dello SPRAR, dopo 3 ore di generici interventi, il convegno si concludeva con l’invito alla realizzazione di un Cara d’eccellenza a livello europeo; a nessuno è venuto in mente di criticare a monte questo “Cara”, alquanto anomalo e la scellerata decisione di approfittare dell’emergenza (o meglio di crearla) per agire in deroga alle procedure vigenti in modo da favorire gestioni clientelari.
Nei giorni scorsi abbiamo continuato l’attività d’assistenza legale dei richiedenti ed abbiamo constatato come tutti ormai, compresi gli operatori umanitari, si rassegnino alla gestione quotidiana, accettando il regime semicarcerario dei numerosi tutori dell’ordine sempre presenti per imporre con rigore il comporsi delle file; praticamente dopo 2 mesi di confusione e di spreco di risorse, i richiedenti asilo vivono noiose giornate nella snervante attesa della convocazione della Commissione, impediti perfino ad organizzare da mangiare ciò che preferiscono; inoltre il rapporto con Mineo ed i paesi del calatino è quasi inesistente tranne per chi se la sente a farsi ore di cammino.
Sosteniamo pertanto la richiesta di attivare al più presto un servizio di bus navetta almeno per Mineo, nella comunità menenina le paure alimentate ai primi di marzo dai razzisti locali si stanno oramai dissolvendo e per prevenire derive xenofobe stiamo concordando con associazioni locali iniziative di piazza anche in paese.

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