Processo del depuratore – “Eravamo pronti a scendere in quella vasca il 6 giugno”

di Leone Venticinque, per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

2011.05.14 – Nell’udienza di venerdì 13 maggio 2011 è stato condotto il controesame dei rimanenti testimoni dell’accusa, eccezion fatta per due assenti che sono stati riconvocati per la prossima udienza.
Giovanni Maurizio Ialuna viene ascoltato in questo processo perché dal 2001 al febbraio 2008 è stato presidente della Gia, società per la gestione integrata delle acque. La Gia esiste da vent’anni e attualmente si occupa del depuratore di Caltagirone e dell’Ato della provincia di Siracusa. Nel quadro del Decreto Galli che riformava il settore, la Gia intendeva assumere la gestione del servizio idrico dei comuni del Calatino, a partire da Caltagirone. Poi il percorso di privatizzazione non è proseguito perché i comuni del Calatino aspettavano di poter fare riferimento a una Ato locale piuttosto che all’Ato della provincia di Catania, quindi ancora oggi non hanno proceduto a privatizzare la gestione del servizio idrico integrato.
Il caso del depuratore di Caltagirone viene esaminato in sede processuale per avere un confronto con il depuratore di Mineo. Era stato costruito dall’Asi e poi passato alla Gia. Attualmente tenerlo in funzione ha un costo annuo di 400-500 mila euro. Nella struttura sono sempre presenti due persone e hanno ricevuto una formazione specifica per quella attività.
Testimone successivo è Vincenzo Gozza, dal febbraio 2008 presidente della Gia. Dopo l’incidente dell’11 giugno 2008 aveva preso contatti con il Comune di Mineo per prendere in gestione il depuratore ma, essendo l’impianto sotto sequestro, tutto è rimasto com’era.
Il testimone Giuseppe Martines informa il tribunale circa l’attività della ditta di Ragusa “Carfì” nel settore del trasporto idrocarburi, presso il “Nuovo Centro Oli” di Gela e altre aziende. Il 5 giugno 2008 erano stati mandati tre autoveicoli – tra i quali era anche quello usato a Mineo l’11 giugno – per effettuare dei travasi di idrocarburi. I mezzi arrivavano vuoti, effettuavano il lavoro di travaso e poi uscivano vuoti, ma non bonificati.
Il 6 giugno era stato fatto un primo intervento al depuratore di Mineo per la disostruzione di una tubatura che portava i fanghi da una vasca superiore a quella dove poi è avvenuto l’incidente. Il testimone Salvatore La Terra, autista presso la ditta di Ragusa, racconta che avevano cercato di liberare il tubo agendo a monte con la sonda che manda acqua a pressione, ma il lavoro non era andato a buon fine a causa del blocco della valvola all’interno della vasca sottostante. Non essendo disponibile una scala con lunghezza sufficiente, l’intervento è rimandato al giorno 11.
L’udienza del 25 maggio è stata annullata, la prossima udienza si svolgerà il 31 maggio 2011 dalle ore 15 con il controesame dei testimoni Giuseppe Monaco e Salvatore Licitra.

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