Far finta che il “Villaggio della Solidarietà” non esista. E’ questa la migliore soluzione?

di Leone Venticinque, per il Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”

2011.04.24 – Da qualche parte insegnano che un problema, finché non è stato risolto, continua a rimanere aperto e deve essere affrontato. In certi uffici e palazzi, sezioni di partito ecc. sembra invece che sia già entrato in vigore un metodo simile al “processo breve”: c’è una data di scadenza, dopo di che si passa a parlare d’altro, lasciando le cose come stanno.
Perché accade ciò? La risposta è che non fa bene all’immagine pubblica, alla presunta credibilità e autorevolezza di una forza politica o di una istituzione locale mostrarsi troppo a lungo impelagata, impantanata dentro problemi che magari era stata la prima a denunciare, con toni d’allarme e grande energia. E allora a un certo punto si smette di parlarne, sperando che anche tutti gli altri lo facciano, in modo che rimanga ai singoli cittadini l’ennesimo boccone amaro da inghiottire, nella solitudine sconfinata dei diritti negati, delle aspettative disattese, delle promesse false e bugiarde. Erano mille, facciamo mille e una; questa con le altre.
E dunque: si faceva notare che il luogo scelto – “Residence degli aranci” con urgenti problemi di ricollocazione per il suo proprietario, giustamente preoccupato delle perdite economiche causate dall’inutilizzo – è l’esatto contrario di quel che si intende con la parola “integrazione”, mancando nell’area agricola circostante un qualunque centro abitato. Si rilevava inoltre che la concentrazione di migliaia di persone in un solo posto, come nel precedente caso di Comiso ’99, è di per sé stessa ragione di alto rischio per conflittualità, disordini ecc. e sappiamo che tali disordini dentro al villaggio ci sono continuamente, ma la stampa preferisce contribuire per la parte che le compete alla strategia della dimenticanza che tanto serve a politici e amministratori per evitare di fare la figura dei falliti.
Si diceva quanto fosse necessario e urgente un servizio di bus-navetta per collegare il villaggio con i paesi del Calatino. I bus non ci sono, gli ospiti del villaggio continuano a scarpinare su e giù dalla piana e si continua a rischiare ogni giorno l’incidente automobilistico. Però, si potrebbe rispondere, ancora nessuno è stato investito, quindi di cosa dovremmo preoccuparci? Questo è il modo di ragionare che porta sempre cose buone: anche nella vasca del depuratore c’erano già scesi altre volte e erano usciti vivi.
Ci si lamentava di non sapere chi siano gli ospiti del villaggio, se ci sono tra loro persone pericolose ecc. Ora lo sappiamo? A parte i pochi, pochissimi concittadini di Mineo che hanno avuto la possibilità e la volontà di lavorare in questo senso, realizzando momenti di concreta solidarietà a supplenza di quanto il governo e la Croce Rossa non stanno facendo, per tutti gli altri il mistero resta completo.
A proposito delle grandi ricadute economiche sul territorio tante volte annunciate per sedurre i recalcitranti col profumo del denaro, c’è qualcuno che abbia fatto due conti? Se ne è parlato in consiglio comunale, con cifre e reali beneficiari? Per quanto riguarda i nuovi incontri tra il sindaco di Mineo e il prefetto di Catania, se ne può sapere qualcosa o bisogna dare ascolto alle voci di piazza, uniche disponibili sull’argomento e tutt’altro che benevole verso gli amministratori? Del resto i pettegolezzi prosperano nella mancata trasparenza, quindi l’unica cura è parlare chiaramente nelle sedi opportune, come potrebbe essere un consiglio comunale tra la fine di aprile e i primi di maggio.
Sono tutte domande che domani pomeriggio, 25 aprile, davanti al villaggio, non troveranno risposta. Quella sarà invece la sede per richiamare ancora una volta alle vittime del Grande Silenzio – quasi tutti i cittadini/elettori del Calatino – uno dei temi che rimangono tuttora di piena attualità.
A questo punto, ci sarebbe quasi da augurarsi che il carico di questioni irrisolte che il villaggio si porta dietro da quando è stato installato rimanga tutto là, tale e quale fino alle prossime elezioni, per esercitare il suo peso nella formazione degli orientamenti e delle scelte di voto. Purché quanti andranno alle urne possano esprimere, invece dell’astensione, un voto di protesta, ricambio e alternativa degno di questo nome.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...