Le nuove regole per le elezioni comunali

 

di Leone Venticinque per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

La Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, anno 65°, n. 16 dell’11 aprile 2011 contiene il testo della legge 5 aprile 2011 n. 6, “Modifiche di norme in materia di elezione, composizione e decadenza degli organi comunali e provinciali”.
La nuova legge entra in vigore dal 1° gennaio 2012. Per i comuni con popolazione fino a diecimila abitanti rimane vigente il sistema maggioritario a turno unico. Sulla scheda elettorale gli elettori troveranno i nomi e cognomi dei candidati alla carica di sindaco e i simboli delle liste. Si può votare in vari modi: solo per il sindaco senza esprimere preferenze di lista, e viceversa, e anche votare un candidato sindaco e una lista diversa da quella a cui quel candidato sindaco è collegato. Di conseguenza, per esprimere una scelta tra i candidati sindaci e tra le liste presentate è necessario esprimere due preferenze.
Se la lista collegata al sindaco eletto ha preso più voti delle altre, riceve i due terzi dei seggi e tutti i seggi restanti vanno alla lista arrivata seconda per numero di voti. Se la maggioranza dei voti è stata invece presa da una lista non collegata al sindaco eletto, avrà il 60% dei seggi lasciando i seggi restanti alla lista collegata al sindaco eletto. Se sono più di una le liste non collegate al sindaco a prendere più voti, tutti i seggi saranno tra esse ripartiti e la lista collegata al sindaco non avrà nessun seggio.
Per quanto riguarda l’equilibrio tra i generi, almeno un quarto dei candidati in lista devono essere donne.
La giunta che entra in carica dopo le elezioni può essere composta per la metà, ma non oltre, da consiglieri. Per evitare condizionamenti di parentela, “Non possono far parte della giunta il coniuge, gli ascendenti ed i discendenti, i parenti e gli affini sino al secondo grado, del sindaco, di altro componente della giunta e dei consiglieri comunali”.
La possibilità per il consiglio comunale di votare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco è esclusa per i primi due anni dall’inizio del mandato e per gli ultimi sei mesi dalla scadenza dello stesso.
Il consiglio comunale può votare una mozione di revoca del presidente del consiglio comunale, mozione che viene approvata se ottiene il voto di due terzi dei consiglieri.
Nel corso del proprio mandato, il sindaco deve svolgere una relazione sullo stato di attuazione del programma e deve partecipare alla seduta del consiglio comunale dedicata alla valutazione della suddetta relazione.

Nei comuni dove siano presenti comunità di cittadini residenti provenienti da paesi extracomunitari si deve istituire la Consulta dei cittadini migranti. A tal fine va modificato lo statuto comunale entro novanta giorni dalla entrata in vigore della legge.

Nella Gazzetta Ufficiale all’indirizzo riportato in apertura sono presenti i testi integrali delle leggi modificate, il che permette di avere un quadro completo della normativa vigente in materia di elezioni comunali.

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