Una testimonianza dal “Villaggio della Solidarietà”

L’ossigeno della libertà

di Sonia Giardina (fonte)

2011.04.18 – “Questa terra non è né mia né tua, e neppure di Berlusconi o di Obama. Se voglio respirare l’aria dell’Italia o quella del Canada sono libero di respirarla. Io non sono qui per fare il trafficante di droga né tantomeno per rubare, se io sono qui è solo perché voglio l’ossigeno della libertà”.
Così grida un uomo da dietro la recinzione del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Mineo. Sono soprattutto afgani, pakistani, tunisini, eritrei, somali, scappati da regimi autoritari alla ricerca di democrazia e libertà. Tanti i racconti e le testimonianze raccolti davanti al centro. I. è uno dei 1800 immigrati che oggi si trovano lì e questo è quanto ci ha raccontato.

Perché hai abbandonato la Tunisia?

In Tunisia non avevo una vita completa. Nel mio paese non puoi parlare se c’è la polizia, non puoi fare la preghiera. Non puoi votare chi vuoi. Se vuoi scegliere il tuo presidente, ti dicono: “Va bene, hai già votato. Ben Ali”. E intanto non sei neppure uscito di casa. Io non so cosa sia la democrazia; se sono partito, è perché voglio cambiare vita. Per troppi anni abbiamo sofferto e vissuto come animali. Per esempio, io ho 27 anni e nella mia vita non ho conosciuto la democrazia. Quanto mi resta ancora da vivere? 20-30 anni… ma vorrei viverli bene, non come gli ultimi 27 anni.

E che cosa hai trovato in Italia?

Ci hanno rinchiuso in questo centro dove possiamo solo fare la fila, mangiare e dormire. Attorno non c’è nulla, solo le montagne. Mineo dista a 11 km, e la strada è tutta in salita. E qua dentro non c’è nulla, neanche una postazione internet. Ci proibiscono di vedere la televisione. Inoltre qui, come nel C.A.R.A di Restinco a Brindisi, in cui sono stato, dopo essere arrivato a Lampedusa, ho finora assistito ad abusi da parte della polizia.

Che vuoi dire?

Vedi lui per esempio (I. mi indica suo cugino con le stampelle)… È stato picchiato dalla polizia in Tunisia e gli avevano fatto davvero male alla gamba. Una sera al CARA di Restinco di Brindisi, lui era tornato un po’ tardi (nei CARA bisogna infatti rientrare prima delle 20) e, dato che non parla italiano, a gesti ha cercato di scusarsi con gli agenti. Ma loro hanno iniziato a picchiarlo dandogli calci proprio lì dove la polizia tunisina gli aveva fatto male… E ora non riesce a camminare.

Ma a Brindisi e a Mineo gli sono state offerte le cure mediche necessarie?

No… niente, la prossima settimana dovrebbe avere una visita a Catania. Speriamo che non la rimandino. Ma la situazione è complicata e ci sono altri casi molto più gravi del suo. Guarda lui, si chiama M., ha fatto la “rivoluzione” in Tunisia con noi. Durante gli scontri, la polizia gli ha sparato al ginocchio. La pallottola è entrata da un lato ed uscita dall’altro. La settimana scorsa finalmente l’hanno visitato, e hanno detto che il suo caso è gravissimo che necessita di un’operazione immediata. Vediamo che cosa succederà nei prossimi giorni… Intanto lui teme che la gamba vada in cancrena, teme di perderla per sempre a causa del mancato soccorso dei vostri medici. E poi ce n’è un altro, te lo presento domani. Si chiama N. ed è arrivato a Mineo un paio di giorni fa. Lui è sbarcato a Lampedusa all’inizio di aprile, ma è dal 13 gennaio che ha una pallottola dentro la caviglia. I giorni passano e anche per lui non si fa nulla.

Ma allora cosa pensi di fare quando ti daranno il permesso di soggiorno temporaneo?

Io da qui vado via, cioè vado via dall’Italia. Pensavo di trovare la democrazia ma invece ho trovato un governo come quello tunisino. Io qui non ci voglio più stare. Qualsiasi paese va bene per me, ma in Italia non ci rimango.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...