Villaggio della Solidarietà – Interrogazione dei Senatori Pedica e Belisario

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA, martedì 5 aprile 2011, Senato della Repubblica Italiana
PEDICA, BELISARIO. – Ai Ministri dell’interno e dell’economia e delle finanze.

 

– Premesso che:

il “Residence degli Aranci”, un villaggio realizzato su circa 18 mila metri quadrati in contrada Cucinella a Mineo, comune della piana di Catania, da quartiere abitato dai militari della marina statunitense è diventato centro di accoglienza per immigrati;
“il centro di Mineo” è stato individuato come progetto pilota per i richiedenti asilo, con un provvedimento dello stesso Ministro dell’interno, che gli ha dato dignità di Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo);
la struttura può ospitare duemila persone in case dove, per un decennio, hanno vissuto i militari Usa in servizio nella vicina base di Sigonella e le loro famiglie;
al suo interno ci sono strutture sportive, per l’aggregazione e i locali per un supermercato: anche per queste sue caratteristiche è stato scelto come struttura che potrebbe ospitare i migranti in arrivo in Sicilia dal Nord Africa;

considerato che:

la struttura è stata realizzata dalla Pizzarotti S.p.a., con avvio dei lavori nel 1997;
la struttura è stata affittata al Governo statunitense;
il relativo contratto di locazione, secondo quanto di conoscenza dello scrivente, scadrà nel prossimo mese di aprile, nonostante gli americani da tempo non abitino più nel “Residence degli aranci” ;
i proprietari del residence lo scorso anno, saputo del mancato rinnovo del contratto da parte del Governo Usa, hanno preso contatti con la Provincia di Catania e con il Comune di Mineo per riconvertirlo in un grande centro sociale di aggregazione;
i costi per la sua gestione sono stati ritenuti dagli enti pubblici troppo alti;
a fronte dell’esito negativo dei contatti intrapresi con la Provincia di Catania e con il Comune di Mineo per “riutilizzare” la struttura, la Pizzarotti S.p.a. si è lanciata nella ricerca di nuovi possibili locatari del villaggio;

valutato che:

l’idea diffusa che il “villaggio della solidarietà” di Mineo sorga nelle “case di proprietà degli Stati Uniti” o nell’“ex base USA e NATO”, secondo quanto riportato dai maggiori organi di stampa nazionali e locali, è errata;
il residence, infatti, come già evidenziato, non è assolutamente di proprietà delle forze armate italiane o statunitensi, ma bensì di una grande impresa di Parma, la Pizzarotti S.p.a., che appunto lo ha affittato per dieci anni, dietro canoni milionari, al Dipartimento della Marina Militare USA;
la Pizzarotti S.p.a. è una delle più importanti società di costruzioni ed è impegnata nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali e centri abitativi in Italia e all’estero: risulta all’interrogante che nell’ultimo decennio abbia fatturato per conto del Dipartimento della difesa qualcosa come 134 milioni di dollari;
la realizzazione in Sicilia del Villaggio della Solidarietà a Mineo, è stato definita dal Ministro dell’ interno un progetto importante, un nuovo modello europeo;
secondo i media l’esborso da parte dello Stato ammonterebbe addirittura a 8,5 milioni di euro per anno;

rilevato che:

in Sicilia sono presenti altre infrastrutture di proprietà pubblica, a partire ad esempio dalle centinaia di villette che gli statunitensi realizzarono a Comiso alla vigilia dell’installazione dei missili nucleari Cruise e che, dopo il ritiro dei contingenti USA, sono state abbandonate alla mercè di vandali e occupanti abusivi: tali strutture ben potevano essere adibite, a parere dell’interrogante, come centro di accoglienza per gli immigrati;
dall’accaduto, sembra, ancora una volta, che le emergenze umanitarie siano un’occasione per favorire gli interessi dei privati;
sono in corso trasferimenti di persone già ospiti in territorio nazionale della rete dei Cara, per concentrarli tutti nel Villaggio della Solidarietà di Mineo, e secondo le associazioni del settore, per esempio Tenda per la Pace e i Diritti, i richiedenti asilo cercano di sottrarsi a detti trasferimenti;
si tratta, quindi di trasferimenti forzati, attuati il più delle volte contro la volontà delle persone coinvolte;
la reazione del territorio è dominata dall’ incertezza: numerose manifestazioni sono state organizzate dalla popolazione locale preoccupata per i forti disagi e per le tensioni relative alla sicurezza pubblica. Nelle campagne intorno alla residenza i contadini denunciano che i nuovi arrivati hanno saccheggiato gli aranceti e rovinato il raccolto, causando gravi danni all’economia agricola, già in forte crisi;
attualmente il residence ospita circa due mila extracomunitari, di nazionalità somala, eritrea, egiziana, e sono tutti richiedenti asilo;
al termine di un lungo incontro in Prefettura, quattordici sindaci del Calatino, insieme a quello di Catania e al presidente della provincia, hanno sottoscritto un documento congiunto, un’integrazione al Patto per la sicurezza, per promuovere, con progetti mirati, azioni coordinate volte a garantire la sicurezza interna al Residence degli Aranci ed esterna, su tutto il territorio provinciale;
nonostante il nuovo Patto per la sicurezza, ci sono ancora disagi concreti dovuti alla presenza vagante e incontrollata, durante il giorno, di persone che non possono svolgere nessuna attività;
a livello locale, infine, si fa sentire il paradosso per cui, mentre da un lato si procede, anche con il decreto mille proroghe, a pesanti tagli alle finanze comunali, dall’altra parte si mette in campo un notevole impiego di risorse pubbliche,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti in premessa;
perché il Governo non intenda utilizzare in Sicilia altre infrastrutture di proprietà pubblica, a partire, ad esempio, dalle villette di Comiso citate in premessa;
quali siano i costi finora affrontati e quelli previsti complessivamente per la realizzazione e l’utilizzazione in Sicilia del Villaggio della Solidarietà e quali siano i termini economici dell’accordo con il proprietario Pizzarotti S.p.A.;
quali ritardi, problemi e costi creerà il trasferimento di persone già ospiti in territorio nazionale della rete dei Cara, per concentrarli tutti nel Villaggio della Solidarietà di Mineo, rispetto alle procedure burocratiche già in corso per la concessione dello status di rifugiato;
se in una fase così delicata per l’economia del Paese il Governo intenda assumere provvedimenti a salvaguardia delle risorse pubbliche ed esercitare il suo primario dovere di controllo e verifica sulla finanza pubblica;
se e quali iniziative, nell’ambito delle rispettive competenze, i Ministri in indirizzo intendano assumere per intervenire nella grave vicenda descritta in premessa.

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