Mineo tra beffa e realtà

di Tommaso Renda

2011.03.24 – Indubbiamente la solidarietà tra popoli è cosa nobile.
Questo indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione o dall’estrazione sociale.
Non è bello vedere un popolo che scappa dai loro paesi e si separa dai propri cari.
Altresì non è bello vedere molti giovani immigrati faticare molti chilometri a piedi per recarsi nei paesi del circondario dal “Villaggio della solidarietà” di Mineo, e umanamente ho davvero compassione.
Ma come si fa!
– Alcuni concittadini hanno lamentato l’ intrusione negli aranceti con relativo e discutibile (secondo alcuni) furto di una irrisoria quantità di arance.
In una comunità civile le cose si chiedono e magari vista la situazione avremmo regalato quanto chiesto.
Quello che sfugge agli immigrati, ed anche ad un’autorevole autorità catanese è il fatto che comunque nelle proprietà altrui non si entra, anche se non sono recintate e nel caso specifico le arance ancora sugli alberi spesso sono già state acquistate, quindi pagate a seguito di un accordo stipulato tra proprietario dell’agrumeto e commerciante e sulla base di una stima di arance presenti sugli alberi ed espressa in quintali.
Per quelli ancora non venduti viene fatta egualmente una stima di preparazione alla contrattazione, e cosa importante, non bisogna disuniformare la media di arance sugli alberi gli uni dagli altri perché all’arrivo di un potenziale acquirente si creano disaccordi proprio sulla stima.
Insomma per usare un termine locale si dice che la partita è “sminnata”.
Per far capire meglio ai non addetti ai lavori, e come se andassimo ad acquistare una bella confezione di baci perugina da 24 cioccolatini, nella quale ne mancano 5 ad esempio.
E’ intuibile che il negoziante deve venderla sottocosto e non solo perché ne manca qualcuno ma anche perché la confezione così composta si è ulteriormente deprezzata, insomma la scatola è proprio stata “sminnata”.
– Come sapete è stato eluso l’accordo fatto dal Ministro Maroni riguardo il pacchetto sicurezza a Mineo, (telecamere di sorveglianza e potenziamento del pattugliamento cittadino , diurno e notturno).
E’ stato eluso anche quello per il quale è stato imposto (contro il parere delle amministrazioni locali) il villaggio della solidarietà di Mineo come centro per i richiedenti asilo.
Tali immigrati sono stati in qualche modo registrati, muniti di pass ed autorizzati a lasciare il villaggio fino ad una certa ora serale.
Inutile dire che, come era prevedibile, alcuni di loro non fanno rientro come prescritto.
Allora mi chiedo, ma se sono richiedenti asilo, perché fuggono dal villaggio che gli permetterà in futuro di risiedere nel nostro paese dopo il normale iter burocratico?
Be, forse è perché sono solo clandestini spacciati per richiedenti asilo ed inoltre se io dovessi fuggire da un paese in guerra porterei con me anche la mia famiglia, moglie e figli, non vi pare?
Come mai qui arrivano solo uomini.
– Stasera è successo che mentre due carabinieri caricavano in auto tre immigrati per riportarli al villaggio, altri sette erano furtivamente appostati dietro un angolo a prendersi beffa di loro attendendo la partenza dei militari, per poi andare liberamente non si sa dove e a far che cosa,
senza cibo ne coperte ne un riparo. Vita da clandestini!
In realtà chi si è preso beffa di tutti noi cittadini, migranti e forze dell’ordine è stato lo stato.

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