L’Associazione Generale Cooperative Italiane è favorevole al “Villaggio della Solidarietà”

COMUNICATO STAMPA

AGCI SOLIDARIETÀ: SÌ AL PROGETTO SPERIMENTALE DI GESTIONE DEL “CARA-CENTRO PER I RICHIEDENTI ASILO” NEL TERRITORIO DI MINEO (CT)
2011.03.07 – Il “CARA” di Mineo potrebbe diventare la “porta di accesso all’Europa” per quanti otterranno lo status di rifugiati
Accettare la sfida di costruire in Italia un modello di eccellenza europeo dell’accoglienza dei richiedenti asilo è quanto mai opportuno ed auspicabile. È questa la posizione di AGCI Solidarietà, Associazione nazionale di settore delle cooperative sociali aderenti all’AGCI, che valuta con favore l’imminente avvio di un progetto sperimentale di gestione di un “C.A.R.A. – Centro per i richiedenti asilo” nel territorio del Comune di Mineo, in provincia di Catania. Il progetto sarà ospitato all’interno di una struttura di particolare pregio che offre tutte le condizioni utili per elevare gli standard qualitativi dell’accoglienza.
Per nulla condivisibile appare la recente posizione assunta da alcune organizzazioni umanitarie che hanno manifestato dissenso circa l’insediamento a Mineo dei richiedenti asilo, proponendo di destinare lo stesso centro all’accoglienza dei nuovi profughi arrivati in queste settimane dai paesi del Nord Africa.
Non solo tale posizione rischia di provocare nuovo allarme sociale nel territorio di riferimento della zona sud della provincia di Catania, dove AGCI Solidarietà è molto presente attraverso diverse cooperative associate, ma soprattutto risulta totalmente aliena dalla realtà del “Residence della Solidarietà” di Mineo.
La struttura e il contesto territoriale di riferimento in cui essa è inserita non sono in nessun modo compatibili con una tipologia di accoglienza a brevissimo termine che risponde solo al bisogno della identificazione dei profughi.
Le condizioni ambientali del villaggio suggeriscono – come nell’apprezzabile intento del Governo – l’impiego dello stesso quale luogo di transito dei richiedenti asilo (persone immigrate nella generalità dei casi non destinate al rimpatrio) ai quali offrire non solo un’accoglienza adeguata al pieno rispetto dei diritti umani ma anche gli strumenti utili per una necessaria futura integrazione socio-lavorativa.
Il CARA di Mineo può veramente diventare la “porta di accesso all’Europa” all’interno della quale fare passare tutti coloro che otterranno lo status di “rifugiati” e troveranno opportunità di integrazione stabile nei Paesi europei.

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