“Villaggio della Solidarietà” – Arriva il terzo Comitato cittadino

Il volantino è stato diffuso a Mineo il 4 marzo 2011. (clicca sull’immagine per ingrandire)

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2 thoughts on ““Villaggio della Solidarietà” – Arriva il terzo Comitato cittadino

  1. Scriviamo da Gradisca d’Isonzo dove si trova uno dei più grandi CARA italiani. La nostra associazione da alcuni mesi incontra e lavora con i richiedenti asilo sul territorio cittadino.
    Non siate ipocriti, togliete dal vostro appello questo finto buonismo e questa solidarietà strumentale. Dite pure che il CARA a Mineo serve a voi per avere lavoro, serve a portare più forze armate così vi sentirete “sicuri”. Tanto è così ovunque, sulla pelle dei migranti, indifferente di che colore sia, si fanno i soldi e le politiche securitarie.
    Ma non parlate di accoglienza e solidarietà. Con questa “operazione Mineo” si sta smantellando in Italia il diritto di asilo, che già era debole e fortemente criticabile, e non potete far finta di non capire cosa vorrà dire per i richiedenti asilo essere brutalmente strappati dai territori in cui si trovano ora, in cui hanno iniziato procedure per tentare di avere un pezzo di carta che gli permetterà di vivere (o forse solo continuare a sopra-vivere). Strappare i bambini dalle scuole dove finalmente hanno iniziato ad avere amici, troncare i rapporti che a fatica si sono costruite le persone che stanno cercando di abbattere il muro dell’ignoranza, della paura, dell’indifferenza. Non potete far finta di non capire cosa significhi per le persone essere trattate ancora come pacchi da spostare da un luogo all’altro per inseguire logiche di controllo e di interessi economici.
    I CARA sono già dei luoghi di limitazione della libertà (per chi non lo sapesse ad esempio i migranti possono uscire solo dalle 8 di mattina alle 20 di sera) e se di cambio di politiche di asilo si deve parlare, si dovrebbe migliorare il sistema dell’accoglienza diffusa sul territorio di tutta Italia e tutta Europa, garantendo le libertà personali così come sancisce il diritto internazionale. Invece siamo davanti ad un drastico peggioramento, continuando a concentrare le persone in luoghi sempre più isolati e ghettizanti. Se volete lavorare sul rilancio economico dei vostri territori perchè non guardate alle esperienze positive come quella di Riace (leggetevi il recente articolo http://www.earthcare.it/archives/5122) e di altri paesi a voi vicini. Esperienze che vanno sostenute e che possono essere ancora migliorate. Lavorate su progetti come questo, allora potrete parlare di accoglienza, ma cancellate dal vostro linguaggio questa parola se continuerete a sostenere la creazione del ghetto Mineo.

    Tenda per la Pace e i Diritti

  2. Se quello che abbiamo visto in questi giorni doveva essere il “bene” promosso dal comitato “Facciamoci del Bene”….

    Per la speranza, andata delusa, di gestire qualche appalto o qualche fornitura (appunto il loro bene), si è trascinato il tranquillo paesino di Mineo, la piana dei Margi e tutti i centri del circondario nel caos più completo.

    I bambini le donne e gli anziani hanno paura ad uscire di casa o addirittura a restare in casa da soli perché vedere gruppi di “stranieri” in giro fa paura. Per carità molti di loro sono brava gente, cercano beni di prima necessità, sapone, ricariche telefoniche, sigarette, scarpe, cibo, ma l’invasione in massa ha creato molto scompiglio, soprattutto dopo l’arrivo dei clandestini tunisini che hanno creato problemi anche di ordine pubblico: assalto ai pulmann per Catania, razzie negli agrumeti, fughe dal centro e bivacco nelle case in costruzione, ai bordi delle strade, sui sagrati delle chiese….

    Intanto oggi l’autobus per Catania è stato preso d’assalto dai tunisini, sono dovuti intervenire Carabinieri e Polizia, come ogni giorno, per sedare le risse, mentre da fonti ufficiose apprendiamo che quelli effettivamente fuggiti sarebbero circa 700…

    Continuiamo a farci del bene!

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