Dal Consiglio Comunale a Cucinella un segnale di unità per il Calatino?

Seduta straordinaria del consiglio comunale di Mineo, presso l’area antistante il ‘Residence degli aranci’, la struttura destinata dal governo ad accogliere i richiedenti asilo. All’ordine del giorno “l’emergenza inerente l’imminente trasferimento migranti e rifugiati politici”. Nei giorni scorsi gli amministratori e i residenti del comprensorio avevano manifestato molta preoccupazione. Il sindaco Giuseppe Castania ha gia’ incontrato il titolare del Viminale Roberto Maroni dal quale ha ricevuto delle rassicurazioni.
La seduta, convocata per giorno venerdì 25 fabbraio, alle 10.30 dal presidente del consiglio comunale Biagio Tamburello, è stata aperta a tutti i consiglieri comunali dei comuni del calatino sud-simeto.

 

 

Intervista al Presidente del Consiglio Comunale di Mineo Biagio Tamburello:

Il consiglio comunale si riunisce davanti al Villaggio della solidarietà. Le associazioni del Calatino scrivono a Maroni: «Integrazione a rischio»

di Omar Gelsomino [fonte]

2011.02.25 – Presa di posizione contro la decisione del governo nazionale di ospitare presso l’ex Residence degli Aranci, soprannominato “Villaggio della Solidarietà” gli immigrati sbarcati sulle coste siciliane che richiederanno asilo politico. Dopo il sit-in organizzato da Fli, Mpa e Partito del Sud lo scorso martedì per dire no alla ghettizzazione degli immigrati oggi alle 10,30 il presidente del consiglio comunale Biagio Tamburello ha convocato una seduta straordinaria aperta a tutti i consiglieri comunali del Calatino Sud Simeto per trattare l’emergenza inerente all’arrivo imminente di migrati o rifugiati politici in contrada Cucinella al Residence degli Aranci. Quello lanciato dal presidente Tamburello è un accorato appello, pur nel rispetto della legge e della dignità dei richiedenti asilo politico, affinché le Istituzioni facciano fronte comune contro un problema così evidente, far venire meno l’accoglienza, in un territorio economicamente poco sviluppato. «In qualità di presidente del consiglio comunale di Mineo – ha sottolineato Biagio Tamburello – ho il dovere istituzionale di collaborare con lo Stato, e parimenti quello di rappresentare le attese dei miei concittadini, come uomo, di coltivare i diritti di tutti nel rispetto del più alto sentimento di solidarietà per i più deboli. La questione dei migranti – ha continuato il presidente del consiglio – non pretende giudizi, ma tanta generosità. Credo che questo comprensorio del calatino Sud-Simeto libero di ipocrisie, debba ammettere di non trovarsi in una situazione socioeconomica brillante. Penso che nessun programma di integrazione è possibile, quando noi stessi abitanti di questa martoriata terra ancora oggi assistiamo alla quasi totale emigrazione dei nostri giovani. Mi appello alle coscienze, in particolare a tutte le forze politiche che rappresentano i comuni del Calatino, a volere negare, la complicità in cambio di un contentino». E l’appello ai consiglieri del Calatino è anche un richiamo alle radici della storia siciliana. «Saremo lieti di lavorare per il bene comune».
L’assessore alle politiche sociali del comune di Caltagirone Cristina Navarra, le associazioni di volontariato “Astra” e “I Pony della solidarietà” e la cooperativa sociale San Giovanni Bosco, hanno scritto al premier Berlusconi, al ministro dell’interno Roberto Maroni e al presidente della Regione Raffaele Lombardo per chiedere «che tipo di ospitalità si può garantire “deportando” a Mineo i rifugiati presenti nei centri di accoglienza richiedenti asilo, contro ogni orientamento dei progetti Sprar che, anche a Caltagirone, ci vedono impegnati in un’accoglienza a piccoli gruppi e aiutando gli immigrati a inserirsi nella comunità attraverso corsi di alfabetizzazione e scolastici, di formazione e creando nuove opportunità?». Il riferimento è all’integrazione in una realtà «depressa come la Sicilia e in un villaggio senza i necessari presidi. Chiunque venisse relegato in una sistemazione del genere, in breve tempo, reagirebbe negativamente. La cosa che ci preoccupa – conclude la lettera – è che si sta giocando una brutta partita a scapito dei rifugiati, dei siciliani e di quanto di buono è stato realizzato per un’accoglienza efficace».

 

 

Immigrazione, i comuni del Calatino ora sollecitano precise garanzie Attesa per l’incontro di lunedì in prefettura con il ministro Maroni

di Omar Gelsomino [fonte]

2011.02.26 – Un consiglio comunale straordinario aperto agli amministratori del Calatino per trattare l’imminente arrivo dei migranti presso il “Residence degli Aranci” in territorio di Mineo. Così come voluto dal presidente del consiglio menenino Biagio Tamburello ieri mattina si è svolta la seduta consigliare straordinaria a cui hanno partecipato oltre ai consiglieri comunali ed il vice sindaco Maurizio Siragusa anche altri colleghi e presidenti del Consiglio dei Comuni del Calatino, Gianni Spata e Pina Buonvicino (Mazzarrone), il sindaco di Mirabella Imbaccari Vincenzo Marchingiglio ed il consigliere comunale Carmelo Miraglia, il primo cittadino di Ramacca Gianniantonio Malgioglio, il vice sindaco di Palagonia Daniela Cunsolo, amministratori di Militello, Scordia, Grammichele, San Michele di Ganzaria, Castel di Iudica, Raddusa, Caltagirone, Licodia Eubea, il segretario di Rifondazione comunista Gigi Cascone ed il componente dell’esecutivo regionale di Sel Francesco Alparone.
«Il minimo che si poteva fare – ha detto il presidente Tamburello aprendo i lavori – era questa adunanza nella terra che un tempo fu dei Siculi. Abbiamo grandi tradizioni e una grande storia ma oggi viviamo anche una grande povertà economica, questo territorio è una piattaforma di lancio per i giovani che sono costretti a migrare. Quindi questa sensibilità per i migranti sfortunati che vengono da una tragedia è al primo posto ma non possiamo esimerci dal riflettere e garantire ai cittadini del Calatino di sentirsi organizzati e rassicurati perché tante piccole imprese che ancora scommettono di resistere nonostante questa crisi sono consumate, anche in considerazione di possibili disordini non prevedibili potrebbero distruggere la vita sociale di questa zona. Abbiamo rispetto delle istituzioni – ha aggiunto Tamburello – ma vogliamo capire se queste rassicurazioni sono fatte per via dell’emergenza, ma solo i fatti potranno parlare. La copertura finanziaria credo che sia importantissima e credo che sia la garanzia che deve arrivare ancor prima».
È chiaro che si attende l’esito dell’incontro che avverrà in Prefettura lunedì per capire meglio la situazione «che sembra lasciare ben sperare, anzi il ministro Maroni ha detto che non prenderà alcuna decisione se non saremo d’accordo» ha concluso Tamburello.
Dopo aver chiamato l’appello dei consiglieri presenti è intervenuto il vice sindaco Siragusa auspicando «compattezza per affrontare questa emergenza», successivamente ha preso la parola il consigliere Blanciforti, il quale ha sottolineato di essere favorevole «all’apertura di un centro di accoglienza per gli immigrati purché non diventi una ghettizzazione». Il consigliere De Caro ha detto «come in questo modo si fa accoglienza e non integrazione, aggravando un territorio già economicamente funestato», il vice presidente di Ramacca Ruffino ha sottolineato «l’inadeguatezza della struttura ad ospitare gli immigrati» mentre il coordinatore Fli del Calatino Ferro ha chiesto «una politica sull’immigrazione seria che porti alla dislocazione delle 7000 e passa unità in tutto il territorio nazionale, nei centri di Roma, Milano, Crotone per citarne qualcuno, in modo da poter fare integrare gli immigrati nel contesto sociale in cui arriveranno, ciò che sembra impossibile se verranno dislocati solamente nell’area individuata a Mineo». Il consigliere provinciale Mistretta (La Destra) ha presentato un’interrogazione in cui chiederà al presidente della Provincia Castiglione «rassicurazioni affinché siano garantiti sicurezza e ordine pubblico in una zona economicamente debole», l’on. Marco Falcone analizzando «criticità e punti di forza del territorio» chiederà delle garanzie. Una nota del Comune di Militello cita la richiesta «di attenzionare la garanzia del tavolo delle trattative con il prefetto Caruso», i consiglieri Pepe (Grammichele) e Miraglia (Mirabella Imbaccari) si sono detti contrari alla decisione del governo.
Il presidente del consiglio di Caltagirone Parisi ha spiegato di «non essere contro gli immigrati ma chiediamo rispetto per la dignità attraverso un processo di inclusione sociale nei nostri comuni secondo le proprie disponibilità». Molto più cauto invece il consigliere provinciale Sergio Gruttadaria, il quale in merito alla vicenda tende a smorzare i toni dicendo: «Ritengo, così come sostiene il presidente della Provincia Castiglione, che in questi momenti di emergenza non bisogna fare strumentalizzazione politica, bisogna sedersi attorno ad un tavolo per cercare di affrontare l’emergenza. Il governo Berlusconi sta dimostrando di essere un governo solidale e il Residence degli Aranci ospiterà duemila immigrati poiché dispone dei requisiti necessari per l’integrazione».

(le immagini sono tratte da questo video tg)

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