(Mineo) una lettera del Sindaco a Berlusconi sul Residence degli Aranci

Cari amici, l´emergenza umanitaria legata al notevole flusso di migranti provenienti dal Nord Africa impone scelte di responsabilità e di buon senso al tempo stesso.
Ho inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi, una “lettera aperta” in cui riassumo il desiderio di dare un contributo alla soluzione delle questioni e le legittime preoccupazioni che le stesse determinano. Se condividete questo pensiero inviate anche voi una mail o una lettera analoga (cambiando ovviamente intestazione e firma) nei siti istituzionali della Presidenza del Consiglio.

Grazie.

Giuseppe Castania

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“SOLIDARIETA’ E BUON SENSO”

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ON. SILVIO BERLUSCONI

Gentilissimo Presidente,
i firmatari del presente documento – artisti, intellettuali, politici, rappresentanti della cosidetta società civile – Le scrivono in riferimento all’ipotizzata trasformazione del “Residence degli aranci” di Mineo in un centro di accoglienza per i migranti.
L’ospitalità per le persone più sfortunate di noi è un dovere delle nostre coscienze e della comunità nazionale, ma il problema non può essere affrontato né con le armi della paura xenofoba, né con quelle di un’ideologia dell’accoglienza che trascuri l’impatto sociale che essa può avere in contesti economici già di per sé disagiati come quello di Mineo e dintorni.
Se l’ospitalità per i migranti è un dovere della comunità nazionale, parimenti lo è anche il rispetto del buon senso. Abbiamo più di qualche dubbio, infatti, sul progetto di imporre dall’alto a un paese di poco più di 5000 abitanti un centro accoglienza per 7000 persone. Come si potrà procedere alla loro “inclusione sociale” confinandoli in un sito circondato da fondi agricoli e distante almeno 10 km dal più vicino centro abitato? Quale rispetto si ha del diritto d’asilo se migliaia di persone, già in corso di integrazione in altri siti sparsi sul territorio nazionale, vengono spostati all’improvviso a Mineo per ricominciare da zero? Dopo l’accoglienza, quali opportunità di lavoro e di sviluppo potrà fornire loro il nostro martoriato territorio? In un momento storico in cui il Presidente della Repubblica invita tutti a ricordare i valori ed i principi che hanno portato (150 fa) all’Unità d’Italia, spiegando che è necessario condividere sia le positività che le negatività di questa nostra patria, è giusto che sia solo la Sicilia (e solo il territorio di Mineo) a sopperire a questa emergenza umanitaria? Per questi e tanti altri motivi analoghi, la preoccupazione nostra è che il “Villaggio della solidarietà” possa trasformarsi subito in un luogo di “esclusione sociale”, in un enorme contenitore di emarginazione, in una sorta di giardino zoologico dei bisogni e della povertà, ingannando le aspettative di questi disperati e offendendo irrimediabilmente la loro dignità.
Ci permettiamo di suggerire, Signor Presidente, che è necessario coniugare “solidarietà e buon senso”: ospitare 100 migranti potrebbe essere una scommessa anche culturale di apertura e arricchimento per la comunità di Mineo e del Calatino; ospitarne 7000 potrebbe trasformarsi in una “bomba sociale”.
Affidiamo, pertanto, alla Sua sensibilità e alla Sua coscienza i nostri dubbi, nella speranza che la decisione che il Governo sta per assumere vada nella direzione di accogliere i migranti, senza tuttavia disintegrare il tessuto sociale di un territorio piccolo, ma che tanto da sempre ha dato alla cultura della nostra Nazione.

IL SINDACO
Giuseppe Castania

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8 thoughts on “(Mineo) una lettera del Sindaco a Berlusconi sul Residence degli Aranci

  1. caro sindaco,
    è apprezzabile l’intenzione, ma credo siceramente che sia un po’ troppo tardi.
    una lettera del genere sarebbe dovuta partire 5 giorni fa, adesso è troppo tardi!
    hanno già deciso le sorti del “villaggio della solidarietà”, sono già iniziati i lavori di adeguamento e mercoledì arriveranno i primi migranti.
    Quindi caro Sindaco dove vivi?

  2. Degna di massima stima e condivisa, ma non si potrebbe trovare un atteggiamento più efficace delle lettere? Non abbiamo dimenticato che
    questo governo, prima agisce e poi informa. Cosa si può contrapporre al potere del governo nazionale e al potere del denaro ? Forse, se rispondiamo a questa domanda, troviamo la soluzione ai problemi da lei prospettati. Grazie

  3. Sinceramente io sono d’accordo con il nostro sindaco..Non è una lettera inviata qualche giorno prima che cambia le sorti del residence degli aranci.La decisione è stata subito presa dopo che Berlusconi ha visitato il posto,quindi non mi sembra corretto che tra qualche giorno quando arriveranno i primi migranti(perchè ripeto la decisione di Berlusconi è questa)la colpa verrà addossata al sindaco.Sfiderei chiunque al posto di Castania a fronteggiare nel miglior modo possibile questa delicata situazione!!!

  4. Considerato che come sindaco è stato praticamente snobbato subendo una decisione calata dall’alto mi sarei aspettato una reazione più energica e decisa con gli strumenti normativi e mediatici a disposizione del primo cittadino!
    La decisione è già presa, quindi o si è partecipi o la si subisce!
    Una lettera ora appare un tentativo mediatico di alzare la testa quando la partita è già persa….!!!

  5. Gradisca d’Isonzo (GO), 21 febbraio 2011

    La follia Mineo: come creare profitto dal sostegno alle guerre alla gestione dei rifugiati.

    La proposta avanzata dal Governo, di spostare a Mineo, nell’ex centro residenziale per i militari di stanza alla base nato americana di Sigonella, tutti i richiedenti asilo oggi presenti nei CARA, per poi trasferire nei centri i tunisini sbarcati sulle coste italiane, appare folle, poco chiara e supponente, caratteristiche che ben delineano l’attuale politica nazionale.

    Ce n’è un’altra di caratteristica: l’uso del potere pubblico per la protezione di interessi privati, siano essi di singole persone o di potenti lobby.

    Nella nuova follia Mineo troviamo anche questa.
    Il residence in questione infatti non è di proprietà statale, né italiana né americana, ma della Pizzarotti S.p.a. di Parma, una delle più importanti società di costruzioni impegnata nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali. Tra le grandi opere della Pizzarotti troviamo l’autostrada Catania-Siracusa e, nel campo militare come azienda di fiducia degli USA, le infrastrutture nelle basi di Sigonella, nelle basi nucleari di Comiso e Aviano, a Camp Ederle (a Vicenza) e altre. Non da ultimo la Pizzarotti è ora occupata nella costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità nei territori occupati palestinesi che ha causato l’espropriazione di molti terreni e che porterà al totale isolamento di comunità palestinesi già segregate dal muro. Per quest’ultima opera è al via una campagna di pressione per indurre la Pizzarotti ad abbandonare il progetto.
    Anche a seguito di alcune perdite della società, tra queste la difficoltà nel rilancio economico del residence a Mineo, il 19 gennaio 2011 la Pizzarotti ha affidato i propri interessi ad una lobby americana, la Fabiani & Co. impegnata nello sviluppo dei servizi e delle tecnologie per le strategie militari con la produzione di sistemi d’intelligence e sistemi d’arma anche per la guerra in Afghanistan. Tra i lobbisti chiamati a rappresentare la Pizzarotti S.p.A., spicca Bradford Foley, ex pilota dell’U.S. Air Force Special Operations Command (AFSOC) con “114 missioni di combattimento in Afghanistan ed Iraq”.

    Il residence a Mineo, che sorge in area isolata, si pone quindi come perfetta congiunzione nella guerra globale, dal sostegno ai conflitti, la generazione dei flussi migratori, alla gestione di questi attraverso politiche di detenzione e ghettizzazione. Un enorme business creato ad arte sulla pelle, la vita e la morte delle persone. E lo chiamano “Il villaggio della solidarietà”.

    Se questo piano dovrebbe concretizzarsi le conseguenze sullo stato del diritto di asilo in Italia sarebbero drammatiche, si finirebbe col creare il ghetto dei richiedenti asilo e dei rifugiati andando a smantellare il già debole piano nazionale per la protezione dei rifugiati e richiedenti asilo.

    E i tunisini che affolleranno i Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo? Come non pensare che ancora una volta il governo potrebbe saper cogliere l’occasione di sfruttare lo “stato di emergenza” per perseguire i propri fini. La costruzione dei CpT ora Centri di Identificazione ed Espulsione ha eluso le normali procedure di realizzazione di opere pubbliche riferendosi ad una legge sullo stato di emergenza che comprende ancora l’invasione delle cavallette in Italia. Forse riferendosi all’”orda dei tunisini” che “ci stanno invadendo” il Governo riuscirà ad ottenere con tempi rapidi e costi ridotti l’apertura di nuovi CIE, basterà girare la chiave alle porte dei CARA.

    Di buono c’è solo la certezza che chi si è liberato affossando un potente regime, saprà liberarsi ancora un volta.

    Esprimiamo dunque l’appoggio al comitato cittadino di Mineo che si oppone all’ipocrisia del “villaggio della solidarietà”, per le motivazioni ben espresse dal sindaco Castania.
    Chiediamo a gran voce spiegazioni e delucidazioni chiare e urgenti in merito agli accordi che sono già stati presi e le modalità di attuazione che il governo sta elaborando. Non è accettabile che il governo possa prendere decisioni in maniera totalmente arbitraria senza consulare gli enti locali in nome dell’emergenza. Abbiamo visto i risultati di questa strategia che troppe volte ha giocato con la vita delle persone. Ora sta all’intelligenza della società civile, al senso di responsabilità e di dignità di ogni cittadino di ogni provenienza opporsi al trasformare le persone in pacchi postali da parcheggiare, trasferire, ignorare, deportare.

    Tenda per la Pace e i Diritti
    Associazione di Promozione Sociale che da alcuni mesi è in costante contatto con i richiedenti asilo del CARA di Gradisca d’Isonzo (GO) e che ha fatto parte del Coordinamento contro il CPT.
    (tendapace@gmail.com)

    (fonte per le informazioni sulla Pizzarotti e Fabiani & Co: peacelink)

  6. Non desidero commentare la lettera del sindaco che, come è ovvio, oscilla tra un senso di solidarietà ed un senso di paura per il domani. Desidero invece dire a tutti coloro che denigrano le attività del sindaco che esistono alcuni proverbi quali…meglio tardi che mai…..chi è senza peccato scagli la prima pietra.
    E’ facile per chi guarda dal di fuori permettersi di dire qualunque cosa…….tanto nessuno potrà mai criticarlo. Bene ha fatto il sindaco ad esprimere alcune perplessità e chieder alcune garnzie.

  7. ..parlare è facile, penso che nessuno di noi riuscirebbe a fare bene, le sorti sono oramai decise non ci resta che incrociare le dita e sperare per il meglio.
    penso che il Sindaco abbia tutte le sue ragioni ad avere paura del domani come del resto ne ho io.
    anzichè criticare iniziamo a proporre delle soluzioni… sempre se potranno essere attuate!!!

  8. Io rimango senza parole nel leggere certe conclusioni rassegnate e senza forza di reazione attiva da parte dei miei conterranei che già si rassegnano ancor prima di lottare per far si che finisca la millenaria storia e destino di una Sicilia terra di conquista eterna. Ma insomma come si fa a dire certe cose ad un sindaco come Castania povera vittima delle maglie ed ingranaggi stritolatori di un governo di prepotenti e dittatori travestiti da democratici…..nella sua lettera si evidenzia invece buon senso quando dice che 100 immigrati potrebbero essere un’occasione di scambio culturale e di crescita ma 7000 su una popolazione di 5000 abitanti a Mineo è solo occasione di scambio di violenza e di occasione di esasperazione che porta davvero in questo caso al razzismo…ma badiamo bene solo ad un razzismo di reazione e a una guerra tra poveri.Questo naturalmente a chi ci guida non salta all’occhio anzi fanno finta di non vedere e se ne fregano tanto a chi importa che la Sicilia ha già i suoi tantissimi e gravissimi problemi di ogni tipo?Sapete cosa bisognerebbe invece fare cari i miei conterranei?Marciare ed organizzare una manifestazione dove dovremmo sfilare almeno un milione di persone per far prendere una decisione contraria a quella che hanno preso questi maledetti politici capitanati da un nano infame e maniaco col pannolone…ecco cosa dovremmo fare.Povera Sicilia eterna terra di conquista e poveri siciliani rassegnati sempre a chi viene a far la cacca nella nostra terra senza nemmeno chiedere il permesso per poterla fare…beh che posso dire…forse noi meritiamo proprio questo?

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