(Mineo) Un secondo Comitato Cittadino sul Residence degli Aranci

Aderisci entro le ore 12 di lunedì 21 febbraio 2011 alla lettera aperta SOLIDARIETA’ E BUON SENSO.
Invia al presente indirizzo (solidarietaebuonsens@libero.it) una mail con la dicitura:

IL SOTTOSCRITTO ADERISCE E AUTORIZZA L’INSERIMENTO DEL PROPRIO NOME E COGNOME E DELLA PROPRIA PROFESSIONE IN CALCE ALLA LETTERA APERTA “SOLIDARIETA’ E BUON SENSO” E AUTORIZZA IL TRATTAMENTO DEI PROPRI DATI PERSONALI SECONDO LE NORMATIVE VIGENTI.

Grazie!

Comitato “Solidarietà e buon senso”

Lettera aperta dal Comitato Cittadino di Mineo “Solidarietà e buon senso” al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

“SOLIDARIETA’ E BUON SENSO”

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ON. SILVIO BERLUSCONI

Gentilissimo Presidente,
i firmatari del presente documento – artisti, intellettuali, politici, rappresentanti della cosidetta società civile – Le scrivono in riferimento all’ipotizzata trasformazione del “Residence degli aranci” di Mineo in un centro di accoglienza per i migranti.
L’ospitalità per le persone più sfortunate di noi è un dovere delle nostre coscienze e della comunità nazionale, ma il problema non può essere affrontato né con le armi della paura xenofoba, né con quelle di un’ideologia dell’accoglienza che trascuri l’impatto sociale che essa può avere in contesti economici già di per sé disagiati come quello di Mineo e dintorni.
Se l’ospitalità per i migranti è un dovere della comunità nazionale, parimenti lo è anche il rispetto del buon senso. Abbiamo più di qualche dubbio, infatti, sul progetto di imporre dall’alto a un paese di poco più di 5000 abitanti un centro accoglienza per 7000 persone. Come si potrà procedere alla loro “inclusione sociale” confinandoli in un sito circondato da fondi agricoli e distante almeno 10 km dal più vicino centro abitato? Quale rispetto si ha del diritto d’asilo se migliaia di persone, già in corso di integrazione in altri siti sparsi sul territorio nazionale, vengono spostati all’improvviso a Mineo per ricominciare da zero? Dopo l’accoglienza, quali opportunità di lavoro e di sviluppo potrà fornire loro il nostro martoriato territorio? In un momento storico in cui il Presidente della Repubblica invita tutti a ricordare i valori ed i principi che hanno portato (150 fa) all’Unità d’Italia, spiegando che è necessario condividere sia le positività che le negatività di questa nostra patria, è giusto che sia solo la Sicilia (e solo il territorio di Mineo) a sopperire a questa emergenza umanitaria? Per questi e tanti altri motivi analoghi, la preoccupazione nostra è che il “Villaggio della solidarietà” possa trasformarsi subito in un luogo di “esclusione sociale”, in un enorme contenitore di emarginazione, in una sorta di giardino zoologico dei bisogni e della povertà, ingannando le aspettative di questi disperati e offendendo irrimediabilmente la loro dignità.
Ci permettiamo di suggerire, Signor Presidente, che è necessario coniugare “solidarietà e buon senso”: ospitare 100 migranti potrebbe essere una scommessa anche culturale di apertura e arricchimento per la comunità di Mineo e del Calatino; ospitarne 7000 potrebbe trasformarsi in una “bomba sociale”.
Affidiamo, pertanto, alla Sua sensibilità e alla Sua coscienza i nostri dubbi, nella speranza che la decisione che il Governo sta per assumere vada nella direzione di accogliere i migranti, senza tuttavia disintegrare il tessuto sociale di un territorio piccolo, ma che tanto da sempre ha dato alla cultura della nostra Nazione.

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