Mineo, la paura dei sindaci “La gente teme un’invasione”

di Emanuele Lauria

“Con quali risorse sarà garantita la sicurezza? E chi vigilerà sulle nostre campagne?” Sono le domande degli amministratori della zona. Il governatore Lombardo: “La struttura va bene per ospitare dalle tremila alle quattromila persone, non di più”

2011.02.16 – Per Giuseppe Castania, sindaco di Mineo, il sogno americano è svanito d’un tratto, nella serata di lunedì. Una folta e arrabbiata delegazione di agrumicoltori l’ha raggiunto sulla porta di casa e gli ha manifestato a muso duro la propria contrarietà all’annunciato arrivo dei migranti, che andranno ad abitare laddove oggi ci sono ancora gli ufficiali Usa. “Non dobbiamo essere ipocriti: la popolazione ha paura”, dice Castania, primo cittadino eletto in una lista civica ma con la tessera del Pd in tasca.
Sarà forse la sorpresa: Castania ha saputo della visita di Berlusconi casualmente, leggendo un fax della questura inviato ai vigili urbani. Sarà forse l’irritazione per essere rimasto a lungo oltre la sbarra durante la visita del premier e aver dovuto chiedere ripetutamente l’ingresso nel centro a un poliziotto: “Ho ascoltato in silenzio: né Berlusconi né Maroni mi hanno stretto la mano”. Certo è che il sindaco proprio non ce la fa a trattenere il malcontento, nelle ore in cui si materializza l’ipotesi di un maxi-trasferimento di rifugiati sul suo territorio: 7.000 immigrati, questa la stima fatta dal ministro degli interni, a fronte di una popolazione attuale di 5.300 persone. Mineo cambierà volto.
“Ora mi diranno razzista, magari. Ma io rispondo: stiamo scherzando? Non posso non registrare – dice Castania – i timori della popolazione per i rischi di ordine pubblico che una situazione del genere crea. Nel residence degli aranci, fino a poco tempo fa, abitavano al massimo mille statunitensi, ora vogliono stipare in quegli appartamenti un numero sette volte superiore di persone. Con quali risorse umane e finanziarie sarà garantita la sicurezza nella zona? Chi vigilerà sulle nostre campagne? È giusto affrontare un’emergenza umanitaria ma attenzione: questa può trasformarsi in una devastazione del territorio. Molte di queste persone sono veramente disperate ma altre sono qui per delinquere”. Parole che suscitano la dura reazione di Sinistra ecologia e libertà: “Le dichiarazioni di chi si preoccupa di furti di arance legati alla presenza di migranti sono frutto di stupidi pregiudizi”, è scritto in una nota della sezione di Catania.
Ma non è una voce isolata, quella del sindaco di Mineo. Il suo collega di Caltagirone condivide la preoccupazione: per Francesco Pignataro (Pd) il potenziale arrivo di migliaia di migranti nel Residence degli aranci è “una bomba a orologeria” che rischia di “essere un esempio di ulteriore marginalizzazione”. Pignataro si dice contrario alla creazione di una “sorta di riserva indiana”. “Caltagirone – dice il sindaco – è una città che è stata sempre pronta all’accoglienza: di fronte all’emergenza Lampedusa siamo stati tra i primi a dichiararsi disponibili. Stiamo costruendo col Viminale un centro di accoglienza per 40 minorenni immigrati. Quindi non abbiamo alcuna preclusione nei confronti dell’integrazione. Ma non si può incentivarla creando situazioni ancora più pesanti di quelle di Lampedusa”.
E anche Enzo Bianco lancia l’allarme: “L’insediamento improvviso di migliaia di migranti a Mineo potrebbe avere impatti eccessivi sul territorio e sugli abitanti. Non vorrei – dice il senatore del Pd – che qualcuno al Nord pensasse che il problema dei migranti sia solo della Sicilia e se ne lavasse le mani”.
E anche il governatore Raffaele Lombardo, che di Bianco e Pignataro non è esattamente un amico ma che è nato da queste parti (Grammichele dista 14 chilometri da Mineo), ribadisce i suoi dubbi: “Conosco bene il Residence degli Aranci: è una struttura di primissimo piano. Credo che per ospitare 3-4 mila persone vada bene: ma è anche un ghetto, parliamoci chiaro”. Per il governatore siamo di fronte “a una buona soluzione per fronteggiare questa prima ondata. Ma se dovessero sbarcare decine di migliaia di stranieri – afferma Lombardo – la soluzione non potrebbe che essere una iniziativa congiunta con l’Europa. L’Italia, ma soprattutto la Sicilia, da sole non possono farcela”.

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3 thoughts on “Mineo, la paura dei sindaci “La gente teme un’invasione”

  1. personalmente non riesco ad esprimere una opinione,non capisco di Di cosa si sta parlando.la vicenda riguarda la ditta Pizzarotti e il Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi, credo siano loro gli attori principali,incerte dichiarazioni da parte del Ministro Maroni e del Presidente Lombardo, e noi di Mineo,non siamo stati invitati a nessun tavolo, è semplicemente vergognoso! AI MIEI CONCITTADINI DICO NON ABBIATE PAURA DEGL’IMMIGRATI, MA DEI NOSTRI GOVERNANTI CHE OLTRE AD ESSERE DEI GRANDISSIMI MALEDUCATI, A ME FANNO TANTA PAURA …

  2. Carissimi leghisti,anzi no “federalisti”.Eh certo,comodo far rimanere gli immigrati in Sicilia.Certo una terra che il NORD manda solamente soldi può essere anche una terra che ospiti gli immigrati.Troppo semplice così.Per queste cose il SUD e la SICILIA sono idonee.Addirittura si parla del primo Villaggio della Solidarietà.BRAVI BRAVI.Eh certo,basta che gli immigrati non vanno al NORD e loro posso godersi il lavoro sicuro e anche la ricchezza Nazionale invece di produrre o cercare di investire al SUD.Menomale che festiggiamo l’unità D’Italia!!!! Ma, di unito non ci vedo proprio niente.Vedo e sento solamente che per levare i problemi il SUD viene considerato ed per le altre questioni no.Lo trovo vergognoso!!!

  3. condivido quello che dice Biagio Tamburello.

    non dobbiamo avere paura degli immigrati.

    sono più pericolosi i politici e i mafiosi nostrani.

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