Intorno al Residence degli Aranci molte voci. Serve una assemblea pubblica?

di Leone Venticinque

Ciò che si annuncia per gli abitanti di Mineo e degli altri comuni vicini alla Piana ha prodotto un notevole sommovimento nella pubblica opinione, a tutti i livelli. Dalle varie fonti abbiamo potuto conoscere molti dettagli di quel che sembra ormai inevitabile: gli interessi in campo sono molti e appaiono in larga misura contrastanti tra loro. Procediamo con ordine: c’è una emergenza umanitaria, con la fuga di persone in gravi difficoltà dalle proprie nazioni, in particolare la Tunisia dove lo Stato ha lasciato il posto al caos. Le mete più vicine sono Lampedusa e le coste della Sicilia con un ponte aereo che è già operativo. Il governo italiano è dunque chiamato per forza di cose a dare le prime risposte all’emergenza. Si deve dare una sistemazione a migliaia di disperati. Dove? Come? Concentrandoli tutti in un luogo? E quel luogo è inserito in un contesto civile o è un ghetto in mezzo al nulla? Il governo italiano forse pensa che le popolazioni della Piana non avranno niente da dire né la capacità di organizzarsi per far sentire la propria volontà, così risolve il suo problema tenendolo dentro la Sicilia, senza andare a disturbare altre realtà locali che hanno dato prova di saper reagire, dalla Campania alle valli subalpine della Tav, passando per Vicenza e via elencando. Poi c’è un’azienda privata, che aveva un grosso problema: cosa fare del suo residence costoso e troppo lussuoso perfino per crearvi possibilità abitative con affitti convenienti destinate a giovani coppie, professionisti e classe media italiana, e ora saluta con comprensibile entusiasmo la prospettiva che un nuovo pagatore pubblico subentri al governo Usa. Ci saranno danni alla struttura? Nessun problema visto che paga il governo, anzi: la manutenzione potrà lavorare di più…
Attraverso mezzi tecnologici come facebook, che in casi come questi rivelano tutto il loro potenziale per la rapidità e trasversalità con cui opinioni e informazioni raggiungono chi vuole saperne di più e dire cosa ne pensa, quanti avevano la responsabilità e la capacità di parlare lo hanno fatto. In prima linea è il Sindaco di Mineo, che ha evidenziato un modo di procedere tendente a scavalcare i rappresentanti locali dei cittadini, nemmeno invitati alla visita di Primo Ministro e Ministro dell’Interno, quasi si trattasse di una trattativa privata per comprare casa. Altro Sindaco l’attivo Pignataro da Caltagirone, espressione di una sinistra responsabile e di governo che cerca di prevedere i problemi piuttosto che rincorrerli poi affannosamente per limitare i danni. Da Palagonia nulla, forse perché il Sindaco al momento attuale non esiste e di conseguenza non parla, lasciando quella comunità priva di una voce autorevole sulla questione. Da Grammichele, Ramacca, Militello ecc. ancora niente, fino a questo momento.
Si è espresso anche il Prefetto di Palermo Caruso, nominato Commissario Straordinario per fronteggiare l’emergenza immigrazione: ha ricordato che “il residence” di Mineo, in provincia di Catania, che potrebbe ospitare “fino a 7.000 persone” è “dei privati con cui bisogna stipulare un contratto. Quella di ieri – ha sottolineato – è stata intanto una visita esplorativa. Quindi, – ha aggiunto – stiamo lavorando, come ha spiegato il ministro Maroni, per trovare una soluzione”. Secondo Caruso, “per la popolazione di Mineo il centro per i rifugiati potrebbe essere una possibilità di crescita economica, anche del territorio”. In attesa che il progetto di Mineo possa essere realizzato, il commissario straordinario ha evidenziato che sono stati individuati “strutture murarie e anche luoghi dove è possibile allestire tendopoli” perché “l’emergenza umanitaria va fronteggiata con soluzioni di emergenza. La verifica, – ha concluso – voglio sia chiaro, viene fatta in tutta Italia e non solo in Sicilia”.
Che dicono i partiti, le forze politiche? Il Pdl calatino e della provincia di Catania tace, non volendo o non potendo distinguersi in nulla dalle decisioni calate dall’alto del proprio leader. L’Mpa si è espresso solo attraverso il Governatore Lombardo, disponibile a collaborare con Roma. Molti altri sono contrari, con varie motivazioni ma il comune pensiero è che i rischi di una gestione disordinata del problema cancellerà anche quel che di positivo finora è stato fatto con le politiche locali di accoglienza e integrazione, vissute senza traumi dai residenti – si veda il caso del Centro Sprar di Vizzini. Isolato anche a sinistra, viste le dichiarazioni di “Sinistra Ecologia e Libertà“, il partito della Rifondazione Comunista di Caltagirone che, in un comunicato firmato anche dal Consigliere Comunale di Mineo Nello Blangiforti che a quel partito è iscritto, si dice contrario a respingimenti, espulsioni e rimpatri e favorevole invece alla “apertura di un centro di accoglienza non militarizzato nei territori di Mineo e del calatino, con l’utilizzo degli alloggi prima usati dai soldati di stanza a Sigonella. Purché ne sia dichiarata la natura aperta, civile, democratica, aperta all’ingresso e al controllo del mondo dell’informazione, del volontariato, dell’associazionismo che opera a sostegno dei diritti dei migranti. Spazio pubblico perciò di vita sociale e di partecipazione democratica piuttosto che carcere sotto mentite spoglie.”
Che dicono, infine, i cittadini? Gli spazi per esprimersi sono molti, dal già ricordato facebook ai commenti che accompagnano le notizie diffuse nei siti internet. Risalta una diffusa preoccupazione che, seppure restìa a drammatizzare il fatto, evidenzia la necessità di determinare con chiarezza quali siano gli interessi condivisi della popolazione – diversi, come abbiamo visto, da quelli del governo centrale e del proprietario del residence – e in che modo si possano portare con la dovuta coerenza e unità nei luoghi dove le decisioni si prendono.
E allora cosa succederà? E’ preferibile organizzare un momento assembleare ampio che chiami fin da subito tutti a raccolta per confrontarsi in un dibattito democratico, oppure procedere per gradi attraverso le singole realtà comunali? Al momento c’è la richiesta di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Mineo da parte del Consigliere Blangiforti (“Immediatamente un Consiglio Comunale D’urgenza per chiedere delucidazioni ufficiali. Il Consiglio Comunale deve avere le notizie dal Governo centrale e non dai giornali. Troppe voci e troppo poche certezze”). Non è noto se verrà concessa da chi di dovere, ma senza dubbio si tratta di un utile punto di partenza.
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2 thoughts on “Intorno al Residence degli Aranci molte voci. Serve una assemblea pubblica?

  1. Contrario a respingimenti di massa, poichè in quelle masse (dove ci sono condannati, evasori, e delinquenti vari che vanno riconseganti alle patrie galere) ci sono anche perseguitati politici, Bambini, e indifesi.
    per la precisione.
    Nello Blangiforti

  2. Sono svolte epocali non governabili con la povertà dei mezzi finanziari e strategici che la Sicilia e l’Italia possiedono.Occorre che l’Europa intervenga immediatamente, con il suo genio militare e le sue risorse finanziarie, e si assuma la responsabilità di gestire una catastrofe che stà interessando non solo il complesso dei paesi arabi, ma un intero continente. Se il presidente della Regione Sicilia ed il presidente del Consiglio italiano sono impegnati a salvaguardare la tenuta dei loro rispettivi governi, l’Europa non può non capire la grandezza degli eventi che determineranno effetti inimmaginabili in Sicilia prima e in Europa dopo.Si tratta di cambiamenti rivoluzionari che richiedono consapevolezza e capacità gestionali di altissimo livello. La buona volontà di uno sparuto gruppo di sindaci o di rappresentanti di piccole realtà locali non potrà mai implementare strumenti e mezzi adeguati a gestire una migrazione di masse così ingente. Non è proponibile alcuna chiusura di alcun tipo, ma solo uno stimolo urgente ed urlato rivolto alla comunità europea e ai suoi membri. L’avvertimento che la nostra accoglienza se non gestita con competenza, efficacia, efficienza e condivisa in altre aree potrà sconvolgere i precari assetti economici e sociali delle nostre aree. Non si tratta di localismi o di egoismi particolari, la Sicilia non è il Nord-Est italiano.Siamo più disposti ad accogliere gli abbandonati e i disperati che i padroni di sempre. Si vuole solo una maggiore attenzione e consapevolezza della grandezza del problema che dobbiamo affrontare. Il sindaco di Mineo, anche se ignorato, ha evidenziato tra le linee quello che la gente avverte e gli siamo grati.

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