A Mineo un villaggio per i rifugiati. Maroni: “Non mi illudo sul blocco dei flussi”

di Francesco Terracina [fonte]

2011.02.15 – Sul nome non ci sono dubbi: “Villaggio della solidarietà”, il nome che Silvio Berlusconi ha dato stamane al “Residence degli Aranci”, un luogo nelle campagne di Mineo dove fino ad alcuni mesi fa abitavano i militari statunitensi, di stanza a Sigonella, e le loro famiglie. Lì dovrebbero essere ospitati i migranti richiedenti asilo, non solo quelli giunti negli ultimi giorni a Lampedusa, ma anche i rifugiati, circa 4 mila, finora distribuiti nei Cara (Centri d’accoglienza per richiedenti asilo) di tutt’Italia. Ma il condizionale è d’obbligo: Maroni, che dopo il sopralluogo ha tenuto una conferenza stampa nella prefettura di Catania, ha spiegato che occorrono 48 ore per stabilire la fattibilità del progetto, già avversato dal sindaco di Mineo, Giuseppe Castania, preoccupato per l’allarme che il piano ha suscitato tra i suoi cinquemila concittadini, meno di quanti è in grado di accoglierne il residence con le sue 1800 unità abitative capaci di contenere 7 mila persone. L’idea del Villaggio della solidarietà – dopo che il sito era stato segnalato dal prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, da domenica commissario straordinario per l’emergenza immigrazione – è di Berlusconi, come ha sottolineato lo stesso Maroni, arrivato da solo in prefettura: il premier, infatti, non ha partecipato alla conferenza stampa ed è volato a Roma. Pochi minuti prima, a Mineo, il presidente del consiglio aveva appreso che sul caso Ruby il Gip di Milano aveva deciso il giudizio immediato nei suoi confronti. Ma la vicenda è rimasta fuori dalla conferenza stampa di Maroni, che non l’ha voluta commentare.
Il ministro ha mostrato di non essere per niente rassicurato dal fatto che gli sbarchi a Lampedusa si sono per il momento arrestati: “Non mi faccio illusioni”, ha detto; e ricordando l’arrivo in nottata di 32 egiziani a Marina di Ragusa, ha spiegato che anche “il terremoto istituzionale in Egitto potrebbe provocare ingenti flussi di immigrazione”. I dati del Viminale parlano di 5.526 migranti giunti dall’inizio dell’anno sulle coste italiane, quasi tutti sbarcati a Lampedusa. Attraverso il pattugliamento nel Canale di Sicilia, ha detto Maroni, sono state respinte solo 4 barche sulle 47 giunte nell’isola delle Pelagie.
Il responsabile dei Viminale ha insistito sui costi dei sistemi di controllo, spiegando che i 100 milioni di euro chiesti all’Ue “sono necessari per garantire gli standard di assistenza per i prossimi tre mesi”. Intanto, il prefetto Caruso ha spiegato che sono parecchi i siti individuati in Sicilia, da trasformare in centri d’accoglienza, e sui quali saranno prese presto delle decisioni. Secondo il commissario straordinario per l’emergenza i migranti che arrivano in Sicilia dovranno essere ospitati nell’Isola fino all’eventuale esaurimento dei posti. Infine, il prefetto ha rassicurato il sindaco di Mineo: “Per la cittadina – ha detto – ospitare i rifugiati è una opportunità anche sotto l’aspetto economico. E poi, la nostra è stata solo una visita esplorativa”.

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