(Mineo) Il Presidente del Consiglio Berlusconi visita Cucinella. Arrivano i profughi del NordAfrica?

di Leone Venticinque

2011.02.15 – Dopo alcuni mesi di silenzio da parte di tutti gli interessati al progetto di riutilizzo del “Residence degli Aranci” in una forma che prometteva di mantenerne l’integrità e il pregio, la sorpresa di questa mattina. Visita-lampo di Berlusconi accompagnato dal Ministro dell’Interno per vedere se la struttura è adatta a ospitare immigrati-profughi provenienti dalle nazioni della costa nordafricana che di recente hanno vissuto sconvolgimenti politici di grande portata.
Le agenzie di stampa parlano di “case di proprietà degli Stati Uniti”. I lettori di “Qui Mineo” sanno che l’intero villaggio è proprietà di un’azienda italiana, che fino alla scorsa estate stava cercando una via di soluzione al problema che era nato dall’abbandono del villaggio da parte del governo Usa – che pagava l’affitto e la manutenzione gestita dalla stessa ditta – previsto per l’inizio del 2011. Così era stato elaborato il progetto di social housing – centro polifunzionale che avrebbe dovuto coinvolgere tutti i comuni del Calatino, Mineo in prima fila ma Caltagirone inspiegabilmente assente, per usare fondi statali e dare case con affitti convenienti ai cittadini e spazi operativi per associazioni, cooperative ecc. Nel frattempo, va anche ricordato, la ditta proprietaria del complesso aveva iniziato una campagna pubblicitaria rivolta ai militari americani di Sigonella (i cartelloni erano solo in inglese) per proporre loro di prendere in affitto le abitazioni, con contratti privati. Non è noto quale effetto abbia avuto questa campagna pubblicitaria ma è chiaro che la notizia di oggi cambia il quadro della situazione, e non di poco. Trattandosi di una proprietà privata, il governo italiano dovrà pagare per metterci dentro le persone sbarcate. Nel canone di affitto sono previsti anche i prevedibili danni che la struttura – un complesso che si può definire “di lusso” – inevitabilmente riceverà da ospiti incapienti e provvisori? Forse entro oggi stesso si saprà qualcosa di più. Nel frattempo va registrato il tempistico intervento del Sindaco di Mineo che si è detto “preoccupato per l’economia agricola del paese e per le aziende agrituristiche che gia’ nel periodo di bassa stagione subiscono dei furti. Un centro del genere con immigrati, alle porte di Mineo, potrebbe essere devastante per un paese piccolo come questo”.

Con il passare delle ore si va definendo il progetto del governo italiano per Cucinella. Le agenzie di stampa escono continuamente, le riproduciamo qui di seguito:

Dai militari agli immigrati

la Repubblica – Palermo, 15 febbraio 2011

Il “Residence degli aranci” di Mineo (Catania) ospitava i soldati Usa di stanza a Comiso. Ora accoglierà i tunisini scappati dal loro Paese

Da quartiere abitato dai militari della marina statunitense a centro di accoglienza per immigrati nordafricani. E’ la nuova destinazione del “Residence degli aranci”, un villaggio realizzato su circa 18 mila metri quadrati in contrada Cucinella a Mineo, comune della piana di Catania.
Può ospitare duemila persone in case dove per un decennio hanno vissuto i militari Usa in servizio nella vicina base di Sigonella e le loro famiglie. Al suo interno ci sono anche strutture sportive, per l’aggregazione e i locali per un supermercato. Per queste sue caratteristiche è stato scelto come struttura che potrebbe ospitare i migranti in arrivo in Sicilia dal Nord Africa.
Realizzato dalla Pizzarotti, con avvio dei lavori nel 1997, la struttura è stata affittata al governo statunitense. Il contratto di locazione, secondo quanto si è appreso, scadrà nel prossimo mese di aprile ma gli americani da tempo non abitano più nel “Residence degli aranci” perché si sono spostati in zone ancore più vicine alle base, tanto che molti statunitensi non hanno più iscritto i loro figli nelle scuole pubbliche di Mineo, come erano soliti fare.
I proprietari del residence lo scorso anno, saputo del mancato rinnovo del contratto da parte del governo Usa, hanno preso contatti con la Provincia di Catania e con il Comune di Mineo per riconvertirlo in un grande centro sociale di aggregazione. Ma i costi per la sua gestione sono stati ritenuti alti dagli enti pubblici. Ieri carabinieri della stazione di Mineo hanno preso copia della mappa del villaggio dall’ufficio tecnico del Comune.

Maroni lascia Mineo. Atteso a Catania

Dopo il premier anche il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha lasciato il residence degli Aranci di Mineo. Il responsabile del Viminale, così come il presidente del Consiglio, non si è fermato a parlare con i giornalisti. Maroni si sta recando nella Prefettura di Catania, per tenere la conferenza stampa.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sono arrivati a Mineo (Catania) per un sopralluogo al residence degli Aranci, la struttura finora in uso a militari statunitensi che potrebbe ospitare alcune migliaia dei migranti che stanno sbarcando in Sicilia.
Il villaggio, di proprietà di un’impresa italiana, è attualmente utilizzata in affitto dal governo statunitense: fino a poco tempo fa ospitava militari e loro familiari in servizio della base Usa di Sigonella. Il contratto di locazione dovrebbe scadere il 31 marzo prossimo.
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al termine della riunione sullo stato di emergenza per l’afflusso di cittadini extracomunitari a Lampedusa, terranno oggi alle 12.00 una conferenza stampa presso la Prefettura di Catania. Lo comunica il Viminale.
“Ho sentito poco fa il premier Berlusconi e domani (oggi, ndr) andremo insieme in Sicilia, nel catanese, per visionare una struttura che potrebbe ospitare immigranti tunisini arrivati in questi giorni a Lampedusa”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in una conferenza stampa alla fine della riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, ieri.
L’emergenza immigrati tiene ovviamente banco. “Abbiamo deciso di chiedere al governo un contingente di 200 militari in più che potrebbero servire a controllare le strutture in cui sono ospitati i cinquemila clandestini arrivati nell’ultimo mese a Lampedusa”, ha confermato Maroni. Che poi ha aggiunto: “C’è il rischio che decine di migliaia di persone siano pronte a partire dalla Tunisia. L’emergenza migratoria di questi giorni – ha spiegato Maroni – non ha precedenti nelle stagioni passate: nel 2008, quando ci fu il picco, arrivarono 38 mila clandestini in Italia in tutto l’anno; ora sono arrivati in un mese cinquemila. Se va avanti così si arriverà a superare quota 80.000?.
Fonti vicine alla Prefettura di Catania hanno fatto sapere che il premier e il ministro degli Interni potrebbero valutare domani la scelta di un nuovo punto d’accoglienza in Sicilia a partire da tre diverse ipotesi: Sigonella, Mineo e Comiso.

Immigrazione: Lombardo “Soluzione Mineo concordata con Maroni”

PALERMO “Abbiamo concordato con il ministro Roberto Maroni la possibilitá di ospitare temporaneamente gli immigrati giunti in questi giorni a Lampedusa nel Residence degli Aranci”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, a margine dell’inaugurazione a Palermo di Villa delle Ginestre. Con il ministro dell’Interno, ha aggiunto Lombardo, “sono in continuo contatto”, é necessario “per tamponare le gravi necessitá che si sono venute a creare con gli ultimi massicci sbarchi dalla Tunisia. Un gravissimo problema che finalmente anche l’Europa ha recepito ed intende risolvere. Un dramma umano che deve essere risolto. La nostra protezione civile regionale é in piena attivitá per collaborare nell’assistenza agli immigrati”.

Immigrati: Maroni, a Mineo richiedenti asilo di tutta Italia

Catania, 15 feb. (Adnkronos) – “L’idea di realizzare un ‘villaggio della solidarieta” nel Residence degli Aranci a Mineo e’ venuta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante la visita di stamane. Servono 48 ore di tempo per fare le necessarie valutazioni e l’idea del governo e’ quella di ospitare a Mineo tutti i richiedenti asilo, anche quelli, oggi distribuiti nei centri di accoglienza per richiedenti asilo di tutto il territorio nazionale”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni durante l’incontro con i giornalisti tenutosi in Prefettura a Catania.

Immigrazione: Maroni “A Mineo primo ‘villaggio della solidarietà'”

CATANIA “L’ex base Nato di Mineo é in ottime condizioni, é dotata di strutture sanitarie, di pronto intervento, di una mensa. É una struttura molto interessante, inutilizzata, che sarebbe sprecata come ricovero per i clandestini, ma sarebbe utile per i rifugiati in giro per l’Italia. Fuggono da scenari di guerra, sono nuclei familiari, donne, bambini. Per questo abbiamo pensato che potesse essere creato a Mineo il primo villaggio della solidarietá dedicato ai rifugiati disseminati in tutta Italia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, nel corso di una conferenza stampa in Prefettura a Catania, sull’emergenza immigrazione in Sicilia. “I posti liberati dai rifugiati e rimasti vacanti – ha aggiunto – saranno destinati ai clandestini sbarcati in questi giorni. L’idea é venuta osservando la struttura di Mineo, molto bella. Nelle prossime 48 ore abbiamo dato disposizione di censire tutti i rifugiati richiedenti asilo in tutta Italia, per dare loro una sistemazione decente. Mineo potrá essere la sistemazione ottimale e diventare il primo ‘Villaggio della solidarietá’ che potrebbe diventare un modello di assistenza e solidarietá italiano di grande efficienza, con il coinvolgimento di associazioni, della Croce rossa, ed Enti locali”.

Ue pronta ad assistere l’Italia

Un occhio al mare e uno all’Europa. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, al termine del sopralluogo al Residence degli aranci a Mineo, dove fino all’altro ieri risiedevano le famiglie dei militari americani della base di Sigonella, arriva in prefettura a Catania con la consapevolezza che il peggio deve ancora venire. Ma non lo dà a vedere pur ammettendo: «Non mi faccio illusioni: il blocco del flusso verificatosi a Lampedusa in questo momento è legato alle iniziative prese dalle autorità tunisine, ma non è escluso che gli sbarchi possano riprendere».
Intanto incassa una buona notizia: l’impegno dell’Unione europea per bocca di Manuel Barroso, presidente della Commissione, a sostenere l’Italia nello sforzo. Il presidente della commissione Ue lo ha detto in un colloquio telefonico al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e lo ha confermato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il quale lo ha ringraziato per aver esaminato favorevolmente le richieste italiane e in particolare per l’annuncio dato dal commissario agli Affari interni Cecilia Malmstrom di avviare una missione dell’agenzia Frontex nell’area e di adottare un pacchetto di misure per fronteggiare l’emergenza.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in prefettura non c’è (e Maroni si rifiuta di commentare le vicende giudiziarie): a Mineo aveva lanciato la proposta del «villaggio della solidarietà» proponendo di spostare nel residence di proprietà della Pizzarotti, che fino a qualche tempo fa ha ospitato un migliaio di militari della base militare Usa di Sigonella, i richiedenti asilo collocati in vari centri di accoglienza del paese. Il residence sarà definitivamente liberato a fine marzo quando scadrà il contratto con il governo Usa.
Una proposta che non è andata giù al sindaco di Mineo Giuseppe Castania che teme di soccombere di fronte all’ondata di 7mila immigrati che potrebbero andare a vivere in quel residence: «Sono più dei 5.300 cittadini di Mineo, con quali risorse e forze potremo far fronte a questo peso?» ha mandato a dire il primo cittadino. Preliminare la visita del governo cui si affianca una preliminare polemica con gli amministratori locali. Il ministro dell’Interno, che oggi riferirà in parlamento insieme al ministro degli Esteri Franco Frattini, oltre a spiegare il senso del «villaggio della solidarietà» dove andrebbero «i richiedenti asilo di tutta Italia vista la disponibilità di 1.800 unità abitative» ha provato a illustrare il piano per dare una sistemazione ai 5.337 clandestini arrivati soprattutto dalla Tunisia nell’ultimo mese ma per fortuna non sembra esserci, almeno così dice il ministro, la mano dei trafficanti di uomini: «Abbiamo dato disposizioni affinché entro 48 ore venga fatto un censimento delle strutture».
Il ministro, con un occhio rivolto al presidente della provincia di Catania e dell’Upi Giuseppe Castiglione chiede la collaborazione degli enti locali oltre che delle associazioni e chiama in causa tutti: dalla Croce rossa alla protezione civile. Non è escluso che debbano essere costruite delle tendopoli: anche su questo fronte si sta facendo un censimento delle aree. A chi gli chiede se basteranno i 100 milioni stimati per far fronte all’emergenza, il ministro risponde: «La cifra serve per affrontare l’emergenza nei prossimi tre mesi. È una somma necessaria per garantire gli standard dell’assistenza. Noi utilizziamo numerosi mezzi in mare, ricognitori aerei e tutto questo a costi elevati. La nostra attività non è impiegata per respingere gli immigrati ma per perlustrare le aree».
Ma c’è un’altra questione che impensierisce il ministro: «Quello che io preventivavo purtroppo è accaduto: lo sbarco avvenuto l’altra notte a Pozzallo nel ragusano di un peschereccio egiziano con 60 cittadini egiziani a bordo conferma che i rivolgimenti istituzionali in quel paese possono portare una nuova ondata migratoria. Ondata migratoria che in Tunisia è ferma perché il mare è impraticabile oltre che per l’azione del governo. Tutto ciò rende ancora più urgente una riunione dei capi di stato e di governo». Ecco perché, ripete Maroni, «L’Europa non può rimanere indifferente: è il momento che prenda una posizione. Nei prossimi giorni incontrerò i ministri di Francia, Malta e Spagna per discutere di questa problema». Tornando a sottolineare così quale e quanto sia il peso per l’Italia dell’assenza di una politica europea comune in tema di immigrazione.

Blitz del premier a Mineo – I sindaci: “Bomba a orologeria”

Emergenza immigrazione: Berlusconi e il ministro Maroni hanno fatto un sopralluogo nel residence che dovrebbe accogliere i tunisini trasferiti da Lampedusa. Il primo cittadino: “La gente è preoccupata, qui l’economia è in ginocchio”
15/02/2011
MINEO (CATANIA)- Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sono stati a Mineo per un sopralluogo-lampo al Residence degli aranci. Il residence potrebbe essere “il villaggio della solidarietà” in grado di ospitare gli immigrati sbarcati a Lampedusa e coniugare “qualità e sicurezza”, come ha detto Berlusconi. Secondo quanto hanno riferito alcune persone presenti, il premier “deciderà nei prossimi giorni” sull’utilizzo della struttura. “Potrebbe essere un esempio di solidarietà a livello europeo”.
Berlusconi ha poi lasciato Mineo senza fare dichiarazioni né commentare il giudizio immediato sulla vicenda Ruby. Il premier ha scelto di non partecipare alla conferenza stampa a Catania ma di rientrare immediatamente a Roma per impegni improrogabili.
“Abbiamo pensato che la struttura – ha spiegato il ministro Maroni in prefettura a Catania – può essere meglio utilizzata per i rifugiati piuttosto che per i clandestini. Il terremoto istituzionale che si è verificato in Egitto potrebbe provocare ingenti flussi di immigrazione. L’Europa non può rimanere indifferente; prenda una posizione forte e decisa sul piano politico. Non è solo una questione di ordine pubblico e non riguarda solo i ministri dell’Interno, ma i capi di Stato”.
LA REAZIONE DI MINEO – Il sindaco di Mineo, Giuseppe Castania, si dice “preoccupato” per il possibile arrivo nel residence degli Aranci di migliaia di migranti che stanno sbarcando in Sicilia. La struttura che dovrebbe ospitare diverse migliaia di extracomunitari.
Davanti il villaggio, in attesa dell’arrivo di Berlusconi, e Maroni, il primo cittadino di Mineo sottolinea anche “la sua amarezza per non essere stato invitato ufficialmente all’iniziativa. In tutta sincerità – afferma Castania – la nostra gente già da ieri è in allarme, ed è seriamente preoccupata. Già la nostra economica è in ginocchio e attorno a questo residence ci sono aziende agrumicole e molti agriturismi che durante il periodo di bassa stagione subiscono frutti e saccheggi”.
“Se ha tutto questo – sottolinea il sindaco di Mineo – dovesse aggiungersi un ulteriore potenziale pericolo allora la gente rischierebbe di non andare più nei fondi agricoli. Siamo sinceramente preoccupati e vorremmo quindi delle rassicurazioni, che sicuramente nelle prossime ore o nei prossimi giorni non mancherà alla autorità fornirci”.
Per Castania “è stata una scortesia istituzionale non avere invitato quella che, in seguito a due decreti emanati dal ministro Roberto Maroni, è la massima autorità locale per la sicurezza: il sindaco. Io ho partecipato, in disparte all’incontro soltanto perché saputo dell’iniziativa sono venuto qui di mia spontanea volontà. Era un mio dovere e diritto esserci perché la priorità che nostra comunità chiede è la sicurezza e lo Stato deve darci questa garanzia”.
IL SINDACO DI CALTAGIRONE – I timori di Castania sono condivisi dal sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro: “Il potenziale arrivo di migliaia di migranti nel Residence degli aranci di Mineo è una bomba a orologeria che rischia di essere un esempio di ulteriore marginalizzazione”, ha affermato. “Sono contrario a creare una sorta di riserva indiana. Caltagirone è una città che è stata sempre pronta all’accoglienza, di fronte all’emergenza Lampedusa siamo stati tra i primi a dichiararsi disponibili. Ieri sera lo abbiamo ribadito in prefettura dando la disponibilità per 50 persone. Quindi non abbiamo alcuna preclusione all’integrazione, ma non si può fare creando situazioni ancora più pesanti di quelle di Lampedusa”.
RESIDENCE DEGLI ARANCI – Il ‘Residence degli aranci’ è un villaggio realizzato su circa 18mila metri quadrati in contrada Cucinella di Mineo, nella piana di Catania. Può ospitare diverse migliaia di persone in case dove per un decennio hanno vissuto i marines degli Usa in servizio nella vicina base di Sigonella e le loro famiglie. Al suo interno ci sono anche strutture sportive, per l’aggregazione e i locali per un supermercato. Per queste sue caratteristiche è stato scelto come struttura che potrebbe ospitare i migranti in arrivo in Sicilia dal Nord Africa.
Realizzato dalla Pizzarotti, con avvio dei lavori nel 1997, la struttura è stata affittata al governo Statunitense. Il contratto di locazione, secondo quanto di è appreso, scadrà nel prossimo mese di aprile ma gli americani da tempo non abitano più nel ‘Residence degli aranci’ perchè si sono spostati in zone ancore più vicine alle base, tanto che molte famiglie non hanno più iscritto i loro figli nelle scuole pubbliche di Mineo, come erano solite fare.
I proprietari del ‘Residence degli aranci’ lo scorso anno, saputo del mancato rinnovo del contratto da parte del governo Usa, hanno preso contatti con la Provincia di Catania e il Comune di Mineo per riconvertirlo in un grande centro sociale di aggregazione. Ma i costi per la sua gestione sono stati ritenuti alti dagli enti pubblici. Ieri carabinieri della stazione di Mineo hanno preso copia dell’area del villaggio dall’ufficio tecnico del Comune.

Allarme del sindaco Pignataro sui migranti in arrivo a Mineo: “Sì all’accoglienza, ma così diventa una bomba a orologeria”

“Il potenziale arrivo di migliaia di migranti nel Residence degli aranci di Mineo è una bomba a orologeria che rischia di essere un esempio di ulteriore marginalizzazione e un attentato alla dignità delle persone”.
Lo ha affermato il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro, che ha lanciato l’allarme sicurezza e si è detto “contrario a creare una sorta di riserva indiana”.
Per questo il sindaco di Caltagirone ha espresso “forte allarme”.
E non mi sono piaciute – ha osservato – le dichiarazioni del ministro Maroni secondo il quale il fenomeno migratorio deve essere contenuto dentro la Sicilia. Si tratta dell’ulteriore testimonianza di un governo a sempre più forte trazione leghista. Il problema dell’immigrazione – ha concluso Pignataro – non è della Sicilia, ma dell’Italia e dell’Europa, altrimenti diventa un problema difficilmente gestibile se non con interventi di ordine pubblico”.
“Caltagirone è una città che è stata sempre pronta all’accoglienza – ha sottolineato il sindaco – Di fronte all’emergenza Lampedusa siamo stati tra i primi a dichiararci disponibili. Ieri sera lo abbiamo ribadito in prefettura dando la disponibilità per 50 persone. Stiamo costruendo col Viminale un centro di accoglienza per 88 minorenni immigrati, un progetto è in corso per l’accoglienza a decine di rifugiati politici. Abbiamo uno sportello immigrati con una serie di utili servizi e un centro di formazione per la lingua ai migranti in preparazione all’esame per il rinnovo del permesso e della carta di soggiorno. Quindi non abbiamo alcuna preclusione all’integrazione, anzi siamo impegnati in prima linea e con atti concreti, ma così come si intende fare a Mineo non si crea l’integrazione, ma si determinano situazioni ancora più pesanti di quelle di Lampedusa. L’accoglienza funziona se è diffusa, non se una presenza così folta di immigrati è concentrata in una zona avulsa dal contesto territoriale”.

Intervista al Sindaco di Mineo Giuseppe Castania

Sindaco Giuseppe Castania, voi siete preoccupati per questa decisione del governo di alloggiare qui gli immigrati che attualmente sono a Lampedusa?
– Ufficialmente noi non abbiamo avuto delle informazioni, ancora si sta svolgendo un’attività di ricognizione quindi presumo che nel momento decisionale saremo contattati e potremo partecipare a un tavolo tecnico. Il problema chiaramente non è dire sì o dire no, il problema è avere delle garanzie per il nostro territorio perché già da ieri sera, quando si è sparsa la notizia di questa visita del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’Interno si è sparso un po’ il panico nella nostra popolazione perché vede l’insediamento come un potenziale pericolo. Tutt’intorno qui vi sono agrumeti, aziende agrumicole, attività di agriturismo e quindi sono sinceramente preoccupati e lo siamo anche noi che siamo il governo locale.
Pensate che ci possano essere ricadute negative quindi per il territorio anche dal punto di vista economico e della sicurezza?
– La preoccupazione è relativa soprattutto alla sicurezza perché è chiaro che un conto è sopperire a un’emergenza umanitaria, un’altra cosa è riuscire a controllare coloro che eventualmente potrebbero fuggire da un insediamento come è successo da altre parti e chiaramenti si tratterebbe di persone disperate alla ricerca delle cose di prima necessità e la gente è preoccupata che questo potrebbe far venir meno la sicurezza nelle campagne.
Pensate di fare presente questa vostra istanza al Presidente del Consiglio, di avere qualche risposta?
– Certamente le faremo presenti anche se comprendiamo che è un momento emergenziale e quindi come istituzioni non possiamo non offrire la nostra collaborazione alle alte Autorità dello Stato.
Grazie. Alfio Sciacca per “Il Corriere.it”

Centro accoglienza Mineo – Comunicato stampa Rifondazione Comunista Caltagirone

Nel mare Mediterraneo è in atto un’emergenza umanitaria e democratica: migliaia di donne, bambini e uomini fuggono dalla fame, dalle guerre dai conflitti. E’ necessario pertanto dare risposte di solidarietà e di accoglienza, piuttosto che riprodurre le pratiche dei respingimenti, dei contrasti fisici, delle espulsioni e dei rimpatri anticamere delle galere.
L’Italia e l’Europa non possono riproporsi nel loro cinismo, nell’indifferenza, nel razzismo di chi nega i più elementari diritti alla vita e alla dignità.
Siamo perciò favorevoli all’apertura di un centro di accoglienza non militarizzato nei territori di Mineo e del calatino, con l’utilizzo degli alloggi prima usati dai soldati di stanza a Sigonella.
Purché ne sia dichiarata la natura aperta, civile, democratica, aperta all’ingresso e al controllo del mondo dell’informazione, del volontariato, dell’associazionismo che opera a sostegno dei diritti dei migranti. Spazio pubblico perciò di vita sociale e di partecipazione democratica piuttosto che carcere sotto mentite spoglie.

Gigi Cascone
Segretario PRC –Caltagirone

Nello Blangiforti
Consigliere comunale Prc -Mineo

Accoglienza sì, ma la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto….! Comunicato del Consigliere Provinciale Giuseppe Mistretta

«La Sicilia, Catania, il Calatino sono certamente terra d’accoglienza e rifugio per chi è in condizioni di difficoltà, da qualunque parte del mondo provenga. Avendolo ben presente, valutiamo quindi in maniera positiva la decisione del governo di trasformare il Residence degli Aranci di Mineo in un centro d’accoglienza per migranti». Lo ha dichiarato il consigliere provinciale Giuseppe Mistretta, del Gruppo La Destra-“Con Nello Musumeci per la Provincia”.
«Dopo un certo disinteresse iniziale, è una buona notizia – ha proseguito l’esponente de La Destra – quella del sostegno che verrà dall’Unione Europea. Speriamo non resti lettera morta, perché nel Maghreb ed un po’ in tutto il Medio Oriente la “prateria” è ormai in fiamme e dopo Tunisi e Il Cairo saranno altri regimi a cadere, per quanto “illuminati”, con il rischio che anche dall’Algeria, dal Marocco, dalla Libia o dallo Yemen si riversino masse di disperati su questo versante del Mediterraneo. Occorre quindi non farsi trovare impreparati».
«Va da sé – ha concluso Mistretta – che il governo centrale deve comunque potenziare i mezzi e gli uomini delle Forze Ordine nell’area di Mineo, per arginare eventuali atti criminosi che potessero provenire dai rifugiati nelle strutture messe a disposizione. Il nostro territorio, peraltro a vocazione turistica oltre che agricola, fino ad ora è stato sostanzialmente sano ed occorre fare il massimo perché tale permanga. Accoglienza sì, ma la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto».

“No a una politica dell’accoglienza ipocrita” – Comunicato di Francesco Alparone, esecutivo regionale di Sinistra Ecologia e Libertà

Sinistra Ecologia e Libertà Sicilia ritiene che la decisione di utilizzare il “Recidence degli Aranci”, in territorio di Mineo, come centro di accoglienza, anche temporanea, dei migranti che in queste ore stanno sbarcando sulle coste siciliane, sia una scelta scellerata, che testimonia ancora una volta l’incapacità del governo Berlusconi, ormai Lega-dipendente, di intervenire sulle grandi questioni che investono il paese.
Pensare di sistemare migliaia di uomini e donne in una struttura totalmente priva dei servizi primari di accoglienza e che dista dal centro abitato più di 10km è una follia che rischia di rendere il problema ancora più grave.
Pensiamo che questa scelta folle, con il silenzio complice del Governo Lombardo, sia l’ennesimo regalo agli appetiti xenofobi e razzisti della Lega che pensa di nascondere il problema , impedendo a migliaia di migranti di “varcare lo Stretto”, concentrando tutto in un solo territorio.
Il problema riguarda tutta l’Italia, occorre attivare in tutto il paese un sistema di accoglienza diffusa in tutto il territorio, coinvolgendo a pieno titolo tutti i soggetti, per lo più volontari, che praticano da anni vere politiche dell’integrazione e della solidarietà.

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14 thoughts on “(Mineo) Il Presidente del Consiglio Berlusconi visita Cucinella. Arrivano i profughi del NordAfrica?

  1. ASSURDO MA DOVE SONO I CONTROLLI AGLI SBARCHI IRRAGIONEVOLI? ED I PATTI STIPULATI CON GLI STATI “AMICI E VICINI”? AL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE? BLA,BLA,BLA

  2. You will regret it. They will be there for ever. No jobs, no education, and you will pay the bills. If there any professional people they will be few. Next thing you know they will want there rights, they will complain that there are to many crucifix’s hanging on to many walls. Any plans the comune had for the housing for local use are now MORTA.

  3. Immediatamente un Consiglio Comunale D’urgenza per chiedere delucidazioni ufficiali. Il Consiglio Comunale deve avere le notizie dal Governo centrale e non dai giornali. Troppe voci e troppo poche certezze.
    Nello Blangiforti

  4. fra poco fra rumeni e rifuggiati saremo noi menenini a chiedere ospitalita’ in altri paesi.Questo paese era pulito ma ho paura che s’infanghera’molto presto…..dovremmo fare valere i nostri diritti…almeno quelli dei nostri figli che cresceranno purtroppo e ripeto purtroppo in un ex piccolo paesino all’epoca turistico…una menenina disgustata

  5. Prima volta che il mister ber cerca MINEO NON SAPEVA NEMENO CHE
    ERA IN ITALIA.
    NOI SAPIAMO CHE A MINEO I GIOVANI SON EMIGRATI IN TUTTA EUROPA..
    MA DOVE SI VA???????????

  6. ecco alcune cifre apparse sul giornale svizzero le matin del 15.02.2011 miliardi fregati dai capi di stato ai propri cittadini.
    egitto moubarak 70miliardi di dollari,tunisia 5 miliardi,jordania 17 miliardi,libya 82 miliadi,marocco 10 miliardi,arabia saudita 21 miliardi e via discorrendo su queste cifre non sono incluse ne beni immobili e altre cose come ad esempio il marocchino possiede ben 600 macchine di lusso per la sua collezione privata.
    carissimi concittadini una sola cosa si deve fare non per la povera gente che soffre ma quelli che ci comandano e decidono per gli altri PROTESTARE PROTESTARE che berlusconi,maroni ,e tutta la cricca se li portano in lombardia ,quando ci conviene a loro il sud lo cercano quando non ci conviene il sud e quello che sperpera denaro .i nostri giovani stanno andando tutti via,perche non pensano a dare lavoro anzicche premurarsi per i clandestini ,sono d’accordo bisogna aiutarli ma nei loro paesi non da noi di miseria ne abbiamo di gia abbastanza.
    non bisogna abbatterci dobbiamo essere tutti uniti qui la politica locale non c’entra forza tutti per uno e uno per tutti.
    MENENINI E TUTTO IL COMPRENZORIO FACCIAMOCI VEDERE CHI SIAMO DA QUESTA GENTE SENZA SCRUPOLI DI COSCIENZA .
    aiutiamoli questi poveri disperati ma a casa sua
    con tanto affetto ai miei cari cittadini di MIneo
    GIUSEPPE POLVERINO

  7. Ci apprestiamo ad affrontare un problema che ci da modo di dimostrare la nostra umanità e già se ne crea un altro: il razzismo. Sveglia gente noi siamo figli dei vecchi migranti!

  8. io sono favorevole a dare una casa questi poveri tunisini ,ma tra questi ci sono ladri .cosane sarà delle piccole aziende menenine ‘importante e amare il prossimo nn scordatelo mai è non fate i razzisti perchè vi ricordo che mineo è formato da immigrati

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