Processo del depuratore – udienza del 1 febbraio 2011

di Leone Venticinque, per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

2011.02.05 – Nell’udienza pubblica di martedì 1 febbraio 2011 al Tribunale di Caltagirone è proseguito il controesame dei testimoni, che hanno risposto alle domande del Pubblico ministero e degli avvocati di parte.
E’ chiamato a deporre il testimone Dott. Carmelo Pezzella, chimico incaricato dal Comune di Mineo di effettuare nel proprio laboratorio le analisi per verificare la conformità ai parametri di legge delle acque di Mineo, sia quelle potabili distribuite alle utenze domestiche attraverso la rete idrica sia quelle di scarico che, attraverso la rete fognaria, convergono al depuratore prima di essere scaricate a valle.
Le analisi venivano effettuate da Pezzella con cadenza quadrimestrale. Il primo contratto con il Comune di Mineo, di durata annuale, era partito l’11 novembre 2004 con un compenso di 4.000 €, comprensivo delle spese di laboratorio. Per quanto riguarda il prelievo dei campioni dalle acque in entrata e in uscita presso l’impianto di depurazione di Mineo, Pezzella riferisce che periodicamente si recava di persona al depuratore, dove incontrava Pulici insieme al quale eseguiva il prelievo dei campioni d’acqua. L’operazione durava un’ora, in modo da avere più campioni in diversi momenti così da minimizzare l’influenza delle variazioni nei contenuti di sostanze delle acque da depurare. Interrogato sull’eventuale presenza di tecnici responsabili dell’impianto per conto del Comune di Mineo Pezzella risponde: « tutte le volte che sono andato all’impianto c’era solo Pulici, un “lavoratore socialmente utile”, precario in attesa da tempo di una stabilizzazione lavorativa. Per me era Pulici il responsabile dell’impianto, io ho sempre avuto a che fare solo con lui quando andavo al depuratore per effettuare i prelievi. » Inoltre il testimone ha riferito che Pulici disponeva di kit di analisi con i quali effettuava autonomamente altre verifiche periodiche.
Il Dott. Pezzella ha effettuato l’ultima analisi alle acque del depuratore il 7 maggio 2008. Nel corso degli anni per i quali può dare testimonianza diretta si sono verificati episodi che hanno compromesso il funzionamento dell’impianto: Pezzella ricorda che alla fine del 2007 si era verificata una frana a monte del depuratore che aveva rotto i tubi fognari, per cui finché non è stata riparata le acque di fogna non arrivavano all’impianto ma si disperdevano a valle tal quali. Eccezione fatta per questo e altri casi nei quali il depuratore era rimasto fermo, il Dott. Pezzella afferma che l’impianto funzionava molto bene e dava in uscita valori di depurazione conformi alla legge.
Già in precedenti udienze del processo era stato ricordato uno specifico settore dell’impianto di depurazione che i periti consulenti incaricati dal tribunale avevano sottoposto a indagine nella loro relazione scritta. Si tratta del luogo nel quale sono presenti le macchine che servono a concentrare i fanghi estratti dalle acque fognarie per poterli raccogliere separatamente e smaltire come rifiuto alla fine del processo di depurazione. Le macchine per la disidratazione dei fanghi consistono in una “nastropressa” nella quale i fanghi – ai quali è stato aggiunto un additivo che facilita la disidratazione denominato “elettrolita” – sono compressi per far uscire l’acqua. Il testimone Pezzella dichiara che fino al 2006 il settore dedicato alla disidratazione dei fanghi non era mai stato attivato. Parlandone con Pulici, quest’ultimo gli aveva detto che secondo le istruzioni ricevute dalla ditta costruttrice del depuratore non ci sarebbe stato bisogno per i primi quattro anni di far funzionare la nastropressa, data la grande capienza delle vasche che potevano accumulare grandi quantità di fanghi. In vista del momento in cui sarebbe stato necessario procedere alla disidratazione dei fanghi, Pulici ammetteva di non essere in grado di far funzionare le apparecchiature, non avendo ricevuto nessuna istruzione al riguardo. Di conseguenza il Dott. Pezzella si era rivolto a un suo conoscente e collega, il tecnico Francesco Lo Re, per chiedergli di effettuare un collaudo della nastropressa e allo stesso tempo istruire Pulici al suo utilizzo.
Lo Re viene chiamato a testimoniare al processo e racconta quel che sa. Dal punto di vista professionale lavora nel settore del ciclo integrato delle acque e effettua campionamenti per conto di vari Comuni e enti, appoggiandosi poi al laboratorio di Pezzella per le analisi.
Nel maggio 2006 Lo Re viene chiamato da Pezzella e offre la propria collaborazione a titolo di cortesia per verificare il corretto funzionamento della sezione disidratazione fanghi, fino a quel momento mai entrata in funzione come dimostravano « le ragnatele sui comandi e la pulizia dei tessuti della nastropressa ». A detta del testimone il prelievo e la disidratazione dei fanghi dovrebbe iniziare a non più di quattro mesi – e non quattro anni – dall’entrata in funzione del depuratore, essendo quello il tempo necessario alla moltiplicazione delle colonie di batteri che sono utili alla fermentazione aerobica, fase fondamentale della depurazione delle acque di fogna.
La prova non si può effettuare perché manca la sostanza elettrolita necessaria e occorre procurarla. Tempo dopo, arrivato il polielettrolita, Lo Re torna al depuratore. La prova non va a buon fine perché una pompa non è abbastanza potente per il lavoro che deve svolgere e quindi va sostituita. In una terza occasione si manifesta un altro problema riguardante il diametro insufficiente di una tubazione, che va adeguata. Finalmente il 20 ottobre 2006 viene eseguita la prova di disidratazione fanghi. Il sistema funziona e viene riempito un cassonetto di fanghi al giusto grado di densità – “palabili”. La sezione dell’impianto dedicata alla disidratazione dei fanghi è dichiarata ben funzionante e Pulici è stato istruito sul lavoro da compiere in questo settore. A partire da quella data Lo Re non è in grado di dire se siano stati effettuati, per i quasi due anni trascorsi fino al momento dell’incidente, le operazioni di disidratazione dei fanghi. Poiché a norma di legge i fanghi vanno smaltiti in discarica o in impianti di recupero, dovrebbe essere presente al Comune una documentazione che attesta l’avvenuto smaltimento e le modalità dello stesso.
Nel corso della propria deposizione il testimone Lo Re riferisce di un altro episodio avvenuto durante una delle sue quattro visite al depuratore di Mineo: « Pulici mi disse che una delle tre tubazioni della fossa Imof era soggetta a ostruzione, io mi raccomandai che quando e se si fosse proceduto a sistemarla dovevano stare molto attenti perché c’erano dei gas tossici prodotti dalla fermentazione dei fanghi che potevano uscire da lì e in ambienti confinati alcuni gas pesanti si sostituiscono all’ossigeno, determinando asfissia per le persone che si trovano all’interno. Oltre al rischio di intossicazione, la presenza di metano portava concreti pericoli di incendio o esplosione, quindi si dovevano accuratamente evitare fuochi e scintille nel corso delle operazioni. Il Pulici mi diede l’impressione di non sapere nulla circa i rischi di questo genere, rischi che sono presenti in tutti gli impianti di depurazione e che quindi dovrebbero essere ben noti a chi è stato incaricato di gestire un depuratore, essendo parte indispensabile di un bagaglio professionale che riduca al minimo possibile i rischi per la salute e la vita stessa. »

L’udienza prevista per l’8 febbraio è stata annullata. La prossima udienza pubblica del processo si svolgerà il 1 marzo 2011 dalle ore 15; è previsto il controesame di due testimoni del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, già denominato N.O.E. – Nucleo Operativo Ecologico.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...