Fare impresa in Sicilia – l’imprenditoria femminile oggi

di Leone Venticinque

Per iniziativa dell’Unione Europea si è svolto il 17 gennaio 2011 a Caltagirone un convegno sull’imprenditoria femminile: “Capitale donne, per una nuova qualità dello sviluppo imprenditoriale in Sicilia”. Imprenditrici attive da molti anni e giovani donne da poco entrate nel mondo del lavoro si sono riunite da località diverse dell’Isola per raccontare le proprie esperienze.
Una sintesi storica del percorso compiuto dalle donne a livello nazionale e – con un certo ritardo – al sud è stata effettuata dal Dottore commercialista Antonio Pogliese, professionista nella consulenza fiscale alle imprese operante a Catania: << Dagli anni Sessanta, durante i quali abbiamo assistito a una graduale uscita delle donne dal contesto familiare con l’affrancamento della dipendenza economica dal marito, nel corso degli anni Settanta e Ottanta tanti contesti lavorativi prima inaccessibili come ministeri, magistratura e avvocatura sono andati popolandosi di figure femminili. Poi è toccato all’imprenditoria. Allo stesso tempo si è determinata un’altra mutazione di grande importanza, che ha riguardato proprio le imprese private: negli anni Settanta e Ottanta si è avuta in Sicilia la fase della “aziendalizzazione delle imprese”, cioè la adozione dei più importanti strumenti societari e funzionali che caratterizzano una moderna azienda. C’è ancora molto da fare per migliorare le capacità organizzative e soprattutto per dotare le imprese siciliane di veri manager capaci di muoversi nelle complessità del mercato e conoscere per esempio le operazioni di “finanza non strutturata” che oggi consentono la realizzazione di opere altrimenti impossibili. Volendo fare un caso concreto, la nascita di Etnapolis è stata il frutto di un grande impegno delle imprese che sono riuscite a collaborare, certo non merito della politica che anzi è stata peggio che inutile: dannosa. >>
Grazia Rendo, dopo precedenti attività di gestione d’impresa ha creato alcuni anni fa una casa di produzione cinematografica, la OrchIdea Film. Nel 2008 è stato distribuito nelle sale il primo film, “Una notte blu cobalto”, girato a Catania, regia di Daniele Gangemi, con attori tra i quali Corrado Fortuna, Regina Orioli, Alessandro Haber, Valentina Carnelutti.
Antonella Rinaldi ha fondato a Catania nel 2005 un’azienda di informatica web e gestionale per le imprese, la Pyxis Open Solution. L’esperienza maturata nel tempo ha fatto sì che il tipo di offerta al mercato avesse accanto a prodotti di punta tecnologicamente avanzati anche servizi che potevano incontrare un più vasto interesse, per assicurare all’azienda la necessaria vitalità.
Il tema della diversificazione si ritrova anche nell’intervento di Nietta Bruno, imprenditrice di Enna che porta avanti insieme una azienda agricola, l’Agriturismo Bannata e il B&B La casa del Poeta e ai presenti racconta: << Faccio l’agriturista per permettermi il lusso di fare agricoltura e produrre grano di una varietà autoctona. Gli inizi non sono stati facili, anche per cause inaspettate che si sono aggiunte al peso della burocrazia: molte donne sono maschiliste, a un uomo intenzionato a avviare un’impresa agricola non avrebbero chiesto di far vedere i calli alle mani come invece è capitato a me da parte di una funzionaria pubblica che doveva seguire le pratiche necessarie. >>
La burocrazia non di rado complica inutilmente la vita degli imprenditori e oggi rischia di amplificare la forza della crisi. Secondo Monica Donno, attiva a Catania nel settore della carta stampata con il periodico “Il Mercatino” fondato nel 1978, << I due problemi principali sono il macigno della burocrazia e l’accesso al credito. La crisi oggi è tale che non ha senso chiedersi se è più difficile fare impresa per le donne rispetto agli uomini; è molto difficile per tutti e la burocrazia ci fa girare per gli uffici e ci tiene lontane dal nostro lavoro. >>
La crisi ha portato alla chiusura molte aziende e Raffaella Mandarano, direttore generale del consorzio “Catania ricerche”, presidente consorzio dell’Etna, amministratore delegato della società di ingegneria idrica “Proteo”, non nasconde l’estrema difficoltà del momento presente: << “Nel giro di pochi anni abbiamo visto liquefarsi tantissime aziende; oggi è un campo di battaglia, si lavora per tenere in vita l’azienda tutti i giorni, è difficile fare progetti per il futuro. Tuttavia questa fase non durerà in eterno, l’importante è andare a cercare i mercati anche e soprattutto fuori dalla Sicilia, per competere dove ci sono più possibilità. >>
Un intervento in difesa del settore bancario, criticato per la scarsa disponibilità a finanziare lo sviluppo delle imprese, è venuto da Iole Pavone, responsabile del Monte dei Paschi di Siena per il distretto territoriale di Catania: << Come è noto la crisi ha investito anche il settore bancario, ma personalmente cerco di guardare con attenzione e il massimo di disponibilità ai buoni progetti che possono crescere e avere successo >>.
Altre testimonianze del lavoro svolto con costanza per ottenere risultati imprenditoriali sono venute da Marcella Falzone, responsabile di alcune cooperative a Caltanissetta, e da Federica Argentati, presidente del Distretto Produttivo Arancia Rossa che è il frutto di una rete tra le principali imprese agrumicole della Sicilia Orientale costruita superando le reciproche diffidenze e gli individualismi.
Infine l’architetto paesaggista Laura Carullo della associazione “Impronte Vegetali” di Caltagirone, con il suo progetto di vivaio per piante rare, ha espresso in una frase lo spirito del convegno: << Oggi non abbiamo molto da perdere, sono praticamente scomparse le alternative meno incerte rispetto al fare impresa… tanto vale mettersi in gioco anche perché solo noi possiamo realizzare i nostri sogni, altrimenti li vedremo sfumare o verranno realizzati da qualcun altro. >>

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