La privatizzazione del servizio idrico sarà una “occasione perduta”?

Referendum Acqua: come stanno veramente le cose? Le manchevolezze del sistema idrico della Sicilia derivano principalmente da un fallimento della regolazione pubblica, non dall’incapacità dei gestori privati

Il “via libera” della Consulta a due dei quattro referendum sull’acqua impone di interrogarsi sullo “stato dell’arte”. L’Istituto Bruno Leoni lo fa con un Briefing Paper di Luciano Lavecchia, fellow dell’IBL: “L’occasione perduta. La gestione del Sistema idrico integrato in Sicilia” (PDF).
Lavecchia si concentra sul caso della Sicilia, dove 4 dei 5 Ato sono stati affidati a gestori “privati”. Si legge nello studio: “Purtroppo il nostro esercizio e’ fallito per due ordini di motivi: il primo e’ la colpevole assenza di dati e statistiche nonostante gli obblighi relativi alla loro comunicazione” Secondariamente è intervenuta, “la fine dell’esperimento, abortito con la recente legge regionale 11/2010”.
In generale, quindi, questa indagine svela un fallimento regolatorio: “l’attuale impianto delle regole, che priva di veri poteri gli enti preposti, l’assenza di una vera Authority e’ fortemente responsabile dei problemi evidenziati. A questi si aggiungono fenomeni di forte pressione da parte di un’opinione pubblica, incapace di giudicare effettivamente i servizi ricevuti a fronte dei soldi erogati e la politica non e’ stata in grado di fare scelte coraggiose, catturata da interessi contrastanti”.
Aggiunge Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’IBL: “il nostro studio dimostra che, se il contesto regolatorio è debole o incerto, le cose difficilmente possono funzionare. Tuttavia sarebbe ingenuo pensare di risolvere i problemi riportando tutte le competenze sia sul controllo, sia sulla gestione del servizio, in mani pubbliche: in quel modo aumenterebbero opacità e conflitti di interesse. Occorre separare nettamente le diverse competenze, affidando al mercato la gestione del servizio e alle istituzioni i poteri di regolazione e sorveglianza. Il problema, come argomenta Lavecchia, non è una inesistente privatizzazione, ma una inefficiente gestione semipubblicistica dove i decisori sono catturati ora dal populismo tariffario, ora dagli interessi in campo”.
Il Briefing Paper di Luciano Lavecchia, “L’occasione perduta. La gestione del Sistema idrico integrato in Sicilia”, è liberamente scaricabile qui: (PDF)
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