Coltivazioni biodinamiche e cavalli di razza nella Valle dei Margi

[fonte]

All’ombra dell’Etna e prima degli Iblei, c’è una Sicilia che non ti aspetti.
Si presenta come un tappeto verde mosso solo da un’infinità di colline. Grandi spazi con altipiani, piccoli ruscelli di acqua limpida, laghetti e deliziosi panorami che fanno stare bene sia il cuore che gli occhi. Questo paradiso si chiama Valle dei Margi, prendendo il nome dall’omonimo fiume, e ti incanta con il dolce paesaggio ed i ricordi del passato, testimoniato da decine di siti archeologici, da borghi millenari e da castelli medievali.
A dare colore ai campi di questo pezzo di Sicilia che copre otto comuni (Caltagirone, Castel di Judica, Grammichele, Mineo, Mirabella Imbaccari, Palagonia, San Michele di Ganzaria e Raddusa) ci sono le pinete, gli eucalipti e, da dicembre a maggio, un mare sterminato di frumento. Si tratta tutto di grano duro con cui si produce il pane tipico della Sicilia che si esporta al Nord Italia. Tutto coltivato senza concimi chimici dato che d’estate con la mietitura i campi di paglia diventano il pascolo di tanti animali.
Ci parla Giuseppe Majorana, nipote del grande fisico scomparso nel 1938 in circostanze non ancora chiarite. Lui ha una azienda agricola vicino Ramacca dove, da oltre dieci anni, produce ortaggi e frutta biodinamici. Ci spiega come la piana di Catania possa avere futuro solo se sarà in grado di recuperare le coltivazioni dimenticate, valorizzandole con marchi di qualità, dato che ormai i mandarini si importano dal Cile. Majorana fa proprio questo: di antico sapore le zucchine biodinamiche seccate al sole e condite con olio locale.

Altra gloria sono i suoi purosangue orientali, discendenti da quelli che usavano i Greci più di duemila anni fa. Questa è una razza in estinzione di cui ne sopravvivono una settantina di capi quasi tutti in Sicilia. Nella azienda agricola di cui parliamo ne vivono ben 28. Animali eclettici, capaci di tirare di calesse, di saltare gli ostacoli e fare trekking in montagna.
Nell’azienda di Majorana dal 1993 si applica la doma dolce che è tra le realtà più all’avaguardia in Italia. Per domani i cavalli infatti, non si usa la frusta ma l’etologia conquistando la fiducia dei cavalli giorno per giorno, sin dalla nascita. Il risultato? Beh alle gare, con l’addestramento tradizionale, c’è bisogno di un training di sei mesi per un costo di circa 20mile euro; con la doma dolce si dimezzano i tempi e i soldi e i cavalli non rischiano di subire traumi.
Per ulteriori info scrivere a olga.scaglione@consultasicilia.com

All’ombra dell’Etna e prima degli Iblei, c’è una Sicilia che non ti aspetti.

Si presenta come un tappeto verde mosso solo da un’infinità di colline. Grandi spazi con altipiani, piccoli ruscelli di acqua limpida, laghetti e deliziosi panorami che fanno stare bene sia il cuore che gli occhi. Questo paradiso si chiama Valle dei Margi, prendendo il nome dall’omonimo fiume, e ti incanta con il dolce paesaggio ed i ricordi del passato, testimoniato da decine di siti archeologici, da borghi millenari e da castelli medievali.

A dare colore ai campi di questo pezzo di Sicilia che copre otto comuni (Caltagirone, Castel di Judica, Grammichele, Mineo, Mirabella Imbaccari, Palagonia, San Michele di Ganzaria e Raddusa) ci sono le pinete, gli eucalipti e, da dicembre a maggio, un mare sterminato di frumento. Si tratta tutto di grano duro con cui si produce il pane tipico della Sicilia che si esporta al Nord Italia. Tutto coltivato senza concimi chimici dato che d’estate con la mietitura i campi di paglia diventano il pascolo di tanti animali.

Ci parla Giuseppe Majorana, nipote del grande fisico scomparso nel 1938 in circostanze non ancora chiarite. Lui ha una azienda agricola vicino Ramacca dove, da oltre dieci anni, produce ortaggi e frutta biodinamici. Ci spiega come la piana di Catania possa avere futuro solo se sarà in grado di recuperare le coltivazioni dimenticate, valorizzandole con marchi di qualità, dato che ormai i mandarini si importano dal Cile. Majorana fa proprio questo: di antico sapore le zucchine biodinamiche seccate al sole e condite con olio locale.

Altra gloria sono i suoi purosangue orientali, discendenti da quelli che usavano i Greci più di duemila anni fa. Questa è una razza in estinzione di cui ne sopravvivono una settantina di capi quasi tutti in Sicilia. Nella azienda agricola di cui parliamo ne vivono ben 28. Animali eclettici, capaci di tirare di calesse, di saltare gli ostacoli e fare trekking in montagna.

Nell’azienda di Majorana dal 1993 si applica la doma dolce che è tra le realtà più all’avaguardia in Italia. Per domani i cavalli infatti, non si usa la frusta ma l’etologia conquistando la fiducia dei cavalli giorno per giorno, sin dalla nascita. Il risultato? Beh alle gare, con l’addestramento tradizionale, c’è bisogno di un training di sei mesi per un costo di circa 20mile euro; con la doma dolce si dimezzano i tempi e i soldi e i cavalli non rischiano di subire traumi.

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